CENTRI ESTIVI E COMUNE DI BOLOGNA: VOUCHER, COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI.

Bologna -

 

Riprende la lotta per il salario e per la dignità del lavoro. Lunedì 23 maggio presidio a Palazzo D’Accursio.

 

Si è svolto ieri pomeriggio l’incontro con l’amministrazione comunale e i vertici della IES. Ancora una volta l'amministrazione comunale di Bologna volta la faccia alle educatrici e agli educatori impiegati nelle scuole dalle cooperative Quadrifoglio e Pianeta Azzurro. Con l’estate che arriva, infatti, dei circa seicento educatori impiegati nei servizi scolastici soltanto una piccola parte vedrà garantito il proprio lavoro, il proprio monte ore e le condizioni contrattuali attualmente in essere con le rispettive cooperative.

 

Ancora una volta il comune attraverso la IES - Istituzione Educazione Scuola, lascia la gestione della gran parte dei centri estivi a soggetti (associazioni, polisportive) che non permettono la continuità lavorativa degli operatori scolastici.

 

Anche quest'anno vedremo fioccare le formule contrattuali più creative (si fa per dire, spesso i contratti nemmeno ci sono) che obbligano a lavorare per pochi euro l'ora.

Mattatori della scena saranno i voucher, strumento della nuova frontiera dello sfruttamento: pochi soldi, maledetti e sporchi, e tanti saluti a ferie, malattia e TFR. A condire il tutto l’apertura massiccia al volontariato: i gestori potranno utilizzare volontari fino al raggiungimento del 40% del personale.

 

Nell’incontro di ieri tra OO.SS., amministrazione comunale e IES è stato ribadito e rivendicato questo, dalle parti datoriali: le nuove regole del mondo del lavoro, il fatto che utilizzare i voucher sia legale significa, per loro, che tutto quello che sia anche legittimo. E certo, anche vendere gli schiavi incatenati al mercato era legale, qualche secolo fa.

 

Da anni USB combatte per il riconoscimento dei diritti di operatori che svolgono un lavoro pubblico a tutti gli effetti, ma che i processi di privatizzazione ed esternalizzazione selvaggi, portati avanti da una classe dirigente rapace ed ostile ai lavoratori, stanno spingendo sempre di più verso le nuove soglie della povertà: quelle in cui, pur avendo un lavoro, anche a tempo indeterminato, si fa fatica a sbarcare il lunario, a curarsi, ad alimentarsi decentemente, a garantire l’istruzione ai propri figli.

 

L'amministrazione di Bologna e i governi regionale e nazionale, stanno edificando per il Paese un sistema di miseria per i più poveri, di privatizzazione delle risorse pubbliche a favore di pochi, di cancellazione dei diritti per cittadini e lavoratori.

 

USB, nell’ambito della campagna “VOGLIO LAVORO E STATO SOCIALE”, sostiene e promuove l’iniziativa insieme alle lavoratrici e lavoratori che si sono riuniti in assemblea subito dopo l'incontro tra Istituzione, comune e parti sociali, di avviare un percorso di mobilitazioni per vedere garantito quanto spetta a ciascuno e quanto la Costituzione della Repubblica dovrebbe continuare a garantire, un lavoro ed una vita dignitosi per tutte e tutti.

 

Come prima iniziativa la USB ha indetto una assemblea e presidio per lunedì 23 maggio dalle ore 13.00 alle 18.00 in Palazzo D’Accursio.