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CASA. Dall’emergenza al diritto: occupati gli uffici comunali.

Bologna -

Nella mattinata del 25 febbraio l'Asia-USB ha occupato Palazzo d’Accursio, per sancire definitivamente l’apertura della trattativa per la regolarizzazione dello stabile occupato di via Irnerio 13, in cui famiglie singoli hanno costruito e rivendicato in più di due anni di lotta la dignità di cui sono stati privati dalla precarietà sul lavoro e dagli sfratti.
A seguito di una lettera tramite la quale la proprietà (Azienda ospedaliera/universitaria Sant’Orsola-Malpighi) dichiarava la disponibilità all’apertura della trattativa, abbiamo incontrato due settimane fa l’amministrazione comunale perché partecipasse alla trattativa.
Per “sanare” i costi relativi alla regolarizzazione, la proprietà richiede una cifra comprensibilmente non accessibile alle possibilità attuali degli occupanti, che altrimenti non sarebbero tali, ma tutto sommato ridotta per il bilancio del Comune di Bologna.
Regolarizzare un’occupazione non vuol dire solo dare finalmente stabilità alla vita di decine di persone, crea anche un precedente virtuoso: si possono evitare gli sgomberi violenti e le soluzioni provvisorie utilizzando lo sfitto come Case Popolari. Case con un canone realmente accessibile a quella parte della popolazione vittima della crisi che fatica sempre più a sostenere i costi sul mercato privato.
Di questo e molto altro discuteremo con la città domani, 26 febbraio, all’assemblea pubblica sul diritto all’abitare, in via dello Scalo 21 alle ore 18.30.

Perché la casa è un diritto, e nessuno dev’esserne privato!

Riportiamo di seguito le proposte che avanziamo per procedere alla trattativa:

“All’attenzione della Giunta Comunale di Bologna

Premesso che l’obiettivo dell’ASIA è raggiungere il diritto all’abitare per tutte le lavoratrici e i lavoratori e

Vista la situazione dell’occupazione di via Irnerio 13, in atto da due anni e mezzo, la cui proprietà – Azienda Ospedaliero-universitaria Sant’Orsola Malpighi – ha manifestato la disponibilità formale ad avviare una trattativa tesa a regolarizzare la condizione di “abusività”, siamo a specificare i punti che seguono:

Chiediamo che il Comune versi la quota richiesta dalla proprietà relativa alle spese sostenute per la manutenzione e i consumi condominiali nel periodo successivo il 26/10/2013. Cifra che si aggira intorno ai 40.000€ (impossibile da sostenere al momento dagli inquilini) condizione necessaria all’apertura della trattativa. Ricordiamo che tale cifra, in caso di sgombero dello stabile, verrebbe spesa in circa un mese nel caso in cui il Comune volesse tutelare le famiglie e le persone alloggiandole in strutture di vario genere.

Chiediamo che il Comune si assuma la responsabilità di acquisire o prendere in affitto lo stabile, stipulando contratti di locazione agli abitanti attualmente occupanti che prevedano un canone d’affitto equiparato ai parametri relativi all’ Edilizia Residenziale Pubblica. In alternativa chiediamo che si faccia garante, in sede di trattativa, di un analogo procedimento di assegnazione anche qualora la proprietà dello stabile rimanga direttamente in mano all’azienda Sant’Orsola-Malpighi.

Chiediamo che il diritto all’abitare venga garantito da un rapporto diretto locatore-assegnatario, quale che sia il locatore, senza la gestione dello stabile da parte di alcun soggetto afferente al terzo settore (enti assistenziali/cooperative sociali o affini), ne’ tantomeno da parte della nostra stessa O.S.
La casa deve essere assegnata agli inquilini, in maniera diretta.

Come richiesto dalla proprietà, confermiamo che il terzo piano, non presentando locali ad uso abitativo, e di cui viene richiesta la “liberazione”, sarà lasciato nelle condizioni in cui lo abbiamo trovato.”

Asia-USB Bologna