INPS: cambiano i tempi per la liquidazione delle Naspi, aumentano i carichi di lavoro e rischiamo l’incentivo

Bologna -



Il messaggio n. 1527 del 6 aprile 2017 dispone nuovi tempi – soglia per la liquidazione delle domande di Naspi. In sintesi, se si liquidano le Naspi in 15 giorni, il punteggio ottenuto dalla sede è più elevato.
Il rischio per le sedi Inps, già sotto organico ed alle prese con carichi di lavoro sempre più elevati, è di non riuscire a rispettare i tempi – soglia prescritti e conseguentemente non raggiungere il punteggio in base al quale si consegue l’incentivo. E’ perciò a rischio parte dell’incentivo di tutti noi.
Per evitare questo rischio, va certamente bene quanto le sedi stanno decidendo di fare (creazioni di task force, utilizzo delle ore di straordinario, ecc.) per non rischiare di perdere l’incentivo.
Quello che ci sembra criticabile è il comportamento della direzione centrale, che trova un pretesto “nobile” (liquidare le Naspi in 15 giorni: chi mai potrebbe essere contrario ad un provvedimento che va incontro ad una utenza debole?) per aumentare i carichi di lavoro che si sono aggravati nel corso del tempo, a causa della mancata sostituzione dei colleghi andati in pensione e dell’aumento dei canali di contatto con gli utenti.
La direzione centrale non affronta minimamente i veri nodi del problema: fare nuove assunzioni, avere procedure che funzionino e che i dati nelle banche dati siano aggiornati. Solo se così fosse, si riuscirebbe a liquidare le Naspi in 15 giorni senza problemi.
La Direzione centrale ci fa la bella figura di chi propone un cambiamento a favore di una categoria di cittadini bisognosi (i percettori di Naspi). Non affronta assolutamente i nodi del problema (assunzioni, procedure, banche dati). Vi saranno sedi che non ce la faranno? La colpa sarà dei lavoratori fannulloni che non si impegnano, e che si meritano di non percepire l’incentivo!
Ora più che mai, è sempre più urgente spostare la maggior parte del salario dall’incentivo al salario tabellare. Non possono essere i lavoratori a pagare per le inefficienze dell’amministrazione.
Usb/Inps - Bologna