L’amministrazione ha disposto la revisione degli assegni di invalidità ai dipendenti Inps e ne ha revocati il 50%

Bologna -


Gli assegni di invalidità sono un diritto per coloro che hanno problemi di salute, non sono un privilegio!

Recentemente, l’Inps ha disposto visite di revisione per tutti i lavoratori Inps titolari di assegno di invalidità. Da quanto ci risulta, in seguito a tali visite di revisione, circa il 50% degli assegni di invalidità sono stati revocati.
Riteniamo criticabili sia la decisione dell’amministrazione di disporre visite di revisione a tutti, sia gli esiti delle visite stesse.
Il presupposto di una revisione è che ci siano stati abusi o quantomeno leggerezze nella concessione degli assegni, altrimenti perché disporre una revisione? Quali elementi ha l’amministrazione per affermare che la concessione degli assegni fosse stata non corretta in maniera così generalizzata da disporre la revisione di tutti gli assegni? L’amministrazione non ha fornito alcuna spiegazione. Inoltre, qualora ci fossero stati abusi, essi potevano e dovevano essere perseguiti. Non ci risulta che alcun medico o collega che beneficiasse dell’assegno di invalidità sia stato denunciato.
Forse il motivo della revisione non era dunque che ci fossero stati abusi, ma la volontà dell’amministrazione di ridurre il numero degli assegni erogati.
Per quanto riguarda gli esiti delle visite, una percentuale di revoche così elevata non è spiegabile con oggettive ragioni sanitarie. Inoltre, sono stati revocati assegni anche a chi aveva una situazione cronicizzata. Ma se la situazione sanitaria che aveva dato luogo all’erogazione dell’assegno non è cambiata, l’unica possibilità, ancora una volta, è che l’amministrazione abbia deciso una stretta nell’erogazione degli assegni. Ma la valutazione sanitaria dev’essere di competenza esclusiva dei medici, senza alcuna interferenza!
Insomma, come al solito, i dipendenti pubblici vengono considerati dei privilegiati, dei parassiti che beneficiano di soldi pubblici che non meritano. La realtà è ben diversa: l’assegno di invalidità è un diritto di cui può usufruire chi ha problemi di salute. Revocarlo a coloro la cui situazione sanitaria non è migliorata, è un danno ed una beffa. Ci piacerebbe sapere se tale politica di riduzione dei diritti sia una decisione autonoma dell’amministrazione o sia avvenuta su richiesta del governo. Temiamo comunque che sia il modo per ridurre silenziosamente il sempre più striminzito welfare italiano, e che quanto viene fatto oggi con i dipendenti Inps, possa essere fatto domani con tutti.



Usb/Inps - Bologna