ATTACCO AL PRINCIPIO DELLA GRATUITÀ SCOLASTICA

La Giunta PD propone una nuova gabella per le scuole dell'infanzia

Bologna -

 

La giunta comunale di Bologna continua la guerra contro le proprie scuole comunali.

È di questi giorni l'approvazione di una delibera con la quale si vorrebbe introdurre una “tariffa di frequenza”. Come dice lo stesso sindaco Merola, è una tariffa che comprenderà il costo della mensa, a prescindere se il servizio verrà realmente fruito, e le spese di gestione della scuola.

Insomma Palazzo D'Accursio, a tutti gli effetti, sta provando a smantellare il diritto dei cittadini bolognesi alla scuola dell'infanzia gratuita e per tutti.

Oltre al danno per le famiglie, la demolizione del principio di gratuità del servizio scolastico potrebbe determinare in futuro ulteriori rincari e aumenti. Ricordiamo che i cittadini già pagano con le proprie tasse i servizi scolastici comunali, che di anno in anno questa amministrazione targata PD cerca di smantellare. Dalla scelta di trasferire allo Stato molte materne comunali all'applicazione alle insegnanti del contratto degli Enti Locali al posto del Contratto scuola, dall'oscena proposta di utilizzare il personale delle scuole dell'infanzia come sorveglianti nel periodo estivo con relativo aumento del carico di lavoro fino al totale disprezzo della volontà espressa dai cittadini bolognesi che nel 2013 hanno votato contro il finanziamento pubblico erogato alle scuole private. Forse il partito democratico, nella crisi generale di senso e di valori, ha dimenticato la preziosa esperienza di gestione sociale della scuola dell’infanzia di Bruno Ciari, che dal 1966 al 1970 a Bologna fu nella direzione delle attività educative del Comune e che divenne un modello di riferimento per il nostro Paese. “Il Comune di Bologna all'epoca era davvero di sinistra, cara assessore Pillati” sostiene Letizia Arcuri dell'Esecutivo dell'USB di Bologna “perché lanciò la parola d’ordine 'Il diritto allo studio comincia a tre anni' accogliendo tutti i bambini nella cornice pedagogica della sperimentazione di Ciari. Come può l'amministrazione comunale considerare le scuole dell'infanzia un peso sociale e decidere contemporaneamente di sostenere l'avventuristica impresa di F.I.C.O. dalla quale trarrà profitto solo l'imprenditore Farinetti?”.

Il compito della buona politica non è scrollarsi di dosso il “peso” dei costi amministrativi addossandolo alle famiglie, ma operare una corretta gestione amministrativa dando vera priorità ai diritti sociali di tutti i cittadini. Se il Comune non farà marcia indietro su questa indegna delibera, informeremo cittadini e lavoratori perché si sollevi una massa critica contro tanta protervia verso i diritti dei bambini e delle bambine bolognesi.


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