I LAVORATORI DEL TRASPORTO PUBBLICO "...nella CORSIA DI LOTTA"!!!

 

 

 

Un CCNL bloccato ormai da 8 anni nella sua parte economica a fronte di una normativa sempre maggiormente sprezzante delle condizioni di lavoro e della sicurezza; anni in cui privatizzazioni, liberalizzazioni senza regole, il pesante taglio ai salari ha prodotto una voragine occupazionale che aumenta giorno dopo giorno in tutto il comparto dei trasporti.

 

Bologna -

Con la legge di stabilità prima, con le leggi delega sul lavoro poi, si rafforzano pesantemente le logiche delle privatizzazioni con miliardi di euro pubblici dirottati verso l’impresa privata, la cancellazione delle tutele, dei diritti e della rappresentanza per i lavoratori dei trasporti già aggrediti dallo stato di degrado generato dalla latitanza dei governi, delle istituzioni, dalla mala gestione nelle aziende pubbliche, dai miseri fallimenti delle privatizzazioni e dall'assenza di controlli da parte degli enti preposti. Si introducono meccanismi per i quali il lavoro precario diventa l'unico modello di riferimento; lo si fa attraverso una strumentale definizione di “contratto indeterminato a tutele crescenti”, nella pratica un sistema in perfetta continuità con le leggi che fin qui hanno alimentato mille forme di precarietà e non-tutela, a finale compimento di un percorso iniziato ormai da decenni senza produrre, peraltro, alcun incremento dei livelli occupazionali né alcun beneficio all'economia bensì solo precarietà di lavoro. Una tipologia di contratto che, insieme alle nuove norme sui licenziamenti disciplinari e collettivi, elimina del tutto il diritto al reintegro in caso di licenziamento sostituendolo con un’indennità economica. Si dice che queste misure riguardino solo i nuovi assunti, ma che ne sarà di tutti quei lavoratori che, per effetto delle privatizzazioni e dei passaggi di appalto, finiranno alle dipendenze di nuove aziende? Potrebbero essere considerati anche loro nuovi assunti, perdendo così in un sol colpo diritti maturati in anni di lavoro e di lotte. Viene previsto il “demansionamento” del lavoratore in caso di necessità delle aziende ...questo vuol dire che ogni singolo lavoratore è consegnato alla discrezionalità dell'azienda che in modo unilaterale e senza alcun bisogno di accordi tra le parti può decidere la modifica della sua mansione e retribuzione. Il reintegro sarà previsto solo per i licenziamenti discriminatori per motivi religiosi, politici o di orientamento sessuale, è una ulteriore presa in giro per i lavoratori perché nessuno in Italia licenzia per questi motivi. Il reintegro si riduce di parecchio anche per i cosiddetti licenziamenti disciplinari, cioè quelli adottati sulla base del comportamento del dipendente perché sarà comunque a carico del lavoratore l’onere della prova. Inoltre, il giudice non potrà entrare nel merito della sproporzione della sanzione del licenziamento rispetto al fatto contestato anche se dovesse considerare la punizione esagerata; questo vuol dire che il licenziamento diventa un atto totalmente discrezionale delle società. Il reintegro in caso di violazione dei criteri di scelta (per es. la precedenza al licenziamento a chi non ha figli o familiari a carico), con il jobs act sparisce del tutto. La nuova assicurazione sociale per l’impiego NUOVA NASPI (ex disoccupazione), sarà erogata solo per i primi tre mesi successivi alla fine del rapporto di lavoro poi scenderà del 3% ogni trenta giorni. Si cancellano le funzioni degli organismi ispettivi del Ministero del Lavoro lavoro in quanto non c'è più nulla da “ispezionare” e/o controllare...le aziende hanno carta bianca!!! Ma l'aggressione ai lavoratori del Trasporto Pubblico Locale va oltre. Infatti, a fronte delle numerose società private e partecipate, su gomma e ferro, che denunciano difficoltà economiche a seguito della mal gestione e dei tagli economici che il governo ha sentenziato per tutti i servizi pubblici, la società “Ferrovie dello Stato” si pone a livello nazionale come nuovo gestore di una parte rilevante del servizio di Trasporto Pubblico Locale del paese acquisendo in modo diretto e/o indiretto la totale gestione del servizio in numerose regioni come la Toscana e l'Umbria facendo ingresso anche in Veneto e Friuli Venezia Giulia. A Ferrara Tper sta provando a regalare un milione di Km ai privati, anche nella gara del settore ferroviario emiliano è spuntata per svolgere i servizi sostitutivi Bus Italia, dopo che con la complicità ampia delle OO.SS. CGIL -CISL-UIL in quest'azienda si è formalizzato un proprio CCNL che, come al solito, pesa tutto sulle spalle dei lavoratori. Diretti testimoni di questo contratto gli autoferrotranvieri della Regione Umbria che si ritrovano i tempi guida giornalieri arrivare fino ad otto ore; turni spezzati in tre riprese, 39 ore, quelle settimanali, su una media calcolata in 17 settimane prevedendo un orario massimo settimanale di ben 48 ore. L'accordo prevede che i lavoratori possono essere subaffittati ad altre compagnie private locali senza una contrattazione sindacale che ne definisca modalità e tutele; invece di salvaguardare i livelli retributivi non vengono mantenuti in essere i contratti integrativi (di secondo livello). ...il tutto condito con un nutrito taglio al servizio che coinvolge i cittadini tutti. Questo il panorama che si pone ai lavoratori autoferrotranvieri, al paese tutto; questi i risultati della politica di riduzione delle risorse per il welfare, per i servizi sociali locali, tra la spending review, il taglio ai fondi nazionali e l’ulteriore taglio ai finanziamenti agli enti locali. Serve una risposta dal mondo del lavoro, serve una risposta forte degli autoferrotranvieri che non si piegano difronte all'attacco che CGIL,CISL e UIL hanno messo in campo con il così detto testo unico sulla rappresentanza, attraverso il quale si vuole sancire il monopolio della stessa rappresentanza sindacale e far naufragare definitivamente il diritto all'esercizio di sciopero. PER TUTTO QUESTO INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI AUTOFERROTRANVIERI “NELLA CORSIA DI LOTTA” 30 MARZO 2015 SCIOPERO NAZIONALE DI ORE 4 movimento urbano e extra – servizio ferroviario merci e passeggeri: dalle ore 9,30 alle ore 13,30 (con rientro dei bus nei depositi di appartenenza del personale) impianti fissi: ultime 4 ore di servizio CONTRO: TAGLI AI SERVIZI DI WELFAR LOCALE, AI FONDI PER LE POLITICHE SOCIALI, LIBERALIZZAZIONI, PRIVATIZZAZIONI, SVENDITA DEI BENI COMUNI; DELEGHE SUL LAVORO (jobs act); IL CONTINUO INNALZAMENTO DELL'ETA' PENSIONABILE; UN CCNL FANTASMA; IL MONOPOLIO DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE. Bologna, 23 marzo 2015 <!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } A:link { so-language: zxx } -->