La sede Usb di Bologna non è proprietà privata!

Bologna -



Oggi, in mattinata, Maria Teresa Chiarello, delegata e regolarmente iscritta ad Asia-Usb (che, non ci stancheremo mai di ripetere, è un organo statutariamente confederato alla Usb) si è recata alla sede della federazione bolognese, per svolgere la normale attività sindacale, che prevede l'accesso in sede anche al di fuori degli orari di sportello previsti.
In particolare, si trattava di consultare urgentemente alcune pratiche relative ad un'iscritta di Asia, nell'attesa di un appuntamento preso con la stessa che non poteva presentarsi negli orari di sportello.
Nella sede erano presenti Valentina Delussu, Maria Pia Rocchia e Massimo Betti, il quale fin da subito ha chiesto insistentemente le motivazioni della presenza della delegata di Asia in sede.
Comportamento già strano in una sede sindacale, come se per entrarvi fosse necessario subire un terzo grado e fornire giustificazioni a chiunque vi sia presente.
Dopo nemmeno mezz'ora Betti e Rocchia iniziano ad intimare alla delegata di uscire, inizialmente perchè dovevano “andare a pranzo” e per questo, bisognava interrompere completamente l'attività sindacale.
Nel frattempo, si recava in sede per raggiungere la compagna per le medesime motivazioni anche il delegato Federico Fornasari, di Asia-Usb, che arrivando ha trovato le serrande della federazione chiuse, tutte con lucchetto tranne una, e Francesco Bonfini e Pina Giagnorio davanti alla sede.
Alle richieste di entrare i due hanno preso tempo, senza aprire ne' dare motivazioni chiare a tale “divieto” e iniziando a fare varie telefonate.
In breve tempo sono giunti anche Alessandra Cuozzo, Rosella Chirizzi, Luca Cataldi, Antonio Vitiello, Patrick Billai e Michele Cirinesi, il quale in particolare ha più volte assunto atteggiamenti provocatori e intimidatori (buffetti e un machista “petto in fuori”) nei confronti di Fornasari.
A questo punto si è creato un bizzarro presidio davanti alla sede per impedire a chiunque di entrare, nonostante la presunta fretta di chiudere per pranzare.
In questo grottesco contesto militare, non dissimile da quelli a cui siamo abituati in ben altre situazioni di lotta e trattativa sindacale, all'interno, dopo ripetute intimazioni ad interrompere il lavoro di Asia, Chiarello riceve da Massimo Betti una diffida, che qui alleghiamo.
Secondo il contenuto, Chiarello intralciava (rimanendo seduta nella stanzetta adibita a sportello di Asia) l'attività amministrativa e in particolare d'inventario dei beni.
Ancora adesso ci chiediamo come siano compatibili la chiusura della sede per pranzo e lo svolgimento dell'inventario.
Allarmati da tale situazione si recano alla sede anche altri compagni del sindacato, Letizia Arcuri ed Elisabetta Bomprezzi della Regione e Luigi Marinelli, membro del Consiglio Nazionale, per chiedere quantomeno spiegazioni dell’improvvisa blindatura della sede. Contrariamente a quanto emerge dalla “versione dei fatti” nella mail inviata agli iscritti e firmata “Usb Emilia Romagna”,  dunque, non era presente alcun “gruppo” di Noi Restiamo ma sindacalisti di Asia e Usb.
Verso le quattro, Betti e compagni, sotto i nostri occhi allibiti, hanno chiamato una pattuglia di polizia per far uscire la delegata, che sulla porta è stata identificata.
Non avremmo mai pensato di assistere a un'infamia del genere, la convocazione delle forze dell'ordine contro delegati impegnati nella crescita del sindacato. Purtroppo però non ci meravigliamo più di tanto di tali atteggiamenti possessivi e autoritari dopo tutto ciò che negli ultimi tempi è stato fatto a danno del sindacato da parte di questa componente degli organizzatori delle assemblee del 5/12 e del 31/1.
La loro volontà di distruggere intere federazioni del sindacato per poi uscirne è infatti palesata, definitivamente e al di fuori di ogni dubbio, nella lettera intitolata “si passa il 4”, dai toni violenti e mafiosi, indirizzata da Massimo Betti ad alcuni “fedeli” e tenuta nascosta a tutti gli iscritti e a qualsiasi organismo locale o nazionale.
L'unico risultato di questa “privatizzazione” della sede sindacale è stato quello di impedire l'appuntamento, unica vera attività sindacale che si sarebbe svolta in federazione, poichè l'iscritta è arrivata proprio nel momento dell'identificazione, dovendo assistere ignara delle cause a tale penosa scena.

2 febbraio 2016


Asia-Usb Bologna
Asia-Usb Nazionale