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            <title>Rss Feed emiliaromagna.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di emiliaromagna.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 23:33:45 +0200</pubDate>
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                        <pubDate>Tue, 22 Sep 2026 19:26:50 +0200</pubDate>
                        <title>A PIACENZA I CAPORALI NON STANNO NELLE CASERME</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata odierna si è tenuta l'assemblea del turno mattutino in LPR, azienda metalmeccanica che si trova in una cassa integrazione dai contorni opachi.</p>
<p>La cosa desueta è che un gruppo di lavoratori abbia abbandonato il proprio lavoro e armati di cartelli con lettere precedentemente stampate ha inteso contestare l'iniziativa sindacale componendo la frase: &quot;noi stiamo bene, voi no? Andatevene&quot;.</p>
<p>Si tratta di una protesta singolare verso NON uno sciopero (come erroneamente scritto dalla stampa locale) rispetto il quale è lecita l'adesione o il dissenso, ma contro un istituto di discussione, democrazia e partecipazione quale è una assemblea.</p>
<p>USB denuncia il fatto che si tratta di un'azione preordinata e intimidatoria e per nulla spontanea.</p>
<p>USB denuncia le condotte antisindacali agite dentro la fabbrica tese a colpire gli oltre 100 iscritti che dopo decenni di accordicchi e moderazione salariale si sono organizzati per ottenere buono pasto, premi di risultato dignitosi e rispetto delle persone.</p>
<p>Evidentemente all'azienda disturba la richiesta di chiarimenti circa una dichiarata crisi quando persistono gli straordinari e si trasferiscono i lavoratori in altri impianti della medesima proprietà dove evidentemente il lavoro c'è e magari aumenta pure.</p>
<p>USB ci tiene a chiarire che i nemici non sono i lavoratori che sono stati palesemente usati per dichiarare la loro vicinanza ad una società già coinvolta in indagini per l'esistenza di lavoro nero, ma padroni che si agitano un po' troppo e non rispondono alla richiesta di trasparenza sull'uso di ammortizzatori sociali che impattano molto negativamente sui salari (la copertura è del 66% dello stipendio) e sulla fiscalità collettiva.</p>
<p>Non ci lasceremo intimidire da LPR.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 17 Sep 2026 17:54:53 +0200</pubDate>
                        <title>DIMENSIONAMENTO E RISORSE NEGATE</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna sono state escluse dal riparto dei 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA, i fondi pensati per sostenere le scuole nella fase più critica del dimensionamento scolastico. Le fantasie punitive del Governo Meloni diventano così realtà concreta, e si traducono in una ritorsione contro la scuola pubblica statale e contro i suoi lavoratori, che ogni giorno garantiscono un servizio pubblico dignitoso.<br /> La motivazione ufficiale sostiene che queste Regioni non avrebbero proceduto autonomamente ai piani di dimensionamento. Ma la realtà è ben diversa perché il dimensionamento in Emilia-Romagna è stato comunque realizzato, attraverso il commissariamento ad acta imposto dallo stesso Governo, che ha esercitato il potere sostitutivo nominando commissario il Direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale. Il risultato? Le scuole statali dell'Emilia-Romagna sono passate da 532 a 515 in un solo anno scolastico, con 17 autonomie scolastiche cancellate.<br /> Le scuole sono state accorpate, i carichi amministrativi sono aumentati, le istituzioni scolastiche sono diventate più grandi e più complesse e proprio quando servono le risorse per gestire le conseguenze di questa riorganizzazione imposta dall'alto, quelle risorse vengono negate. Il Governo non può sostenere allo stesso tempo che il dimensionamento fosse necessario al punto da imporlo contro la volontà della Regione, e poi comportarsi come se quel dimensionamento non fosse mai avvenuto quando si tratta di distribuirne le conseguenze economiche e organizzative.<br /> Non esiste alcuna ragione legata al reale funzionamento degli istituti che possa giustificare questa esclusione. Una supplenza ATA serve a garantire servizi essenziali come pulizia, sorveglianza, segreteria, supporto agli alunni con disabilità, attività che non possono diventare uno strumento politico per colpire un territorio.<br /> Nelle 515 istituzioni scolastiche dell'Emilia-Romagna funzionano oggi 24.312 classi e sezioni, con oltre 500.000 studentesse e studenti. Gli alunni con disabilità nella scuola statale regionale erano 23.356 nell'a.s. 2024/25, in aumento di circa 1.000 unità (+4,5%) rispetto all'anno precedente: un trend di crescita costante, che negli ultimi anni ha viaggiato su ritmi simili. Il personale ATA resta largamente insufficiente rispetto ai bisogni reali delle scuole, il precariato resta una piaga strutturale che colpisce almeno il 30% del personale, e a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico le nomine di docenti e ATA non sono ancora complete ovunque.<br /> Il Governo Meloni perde nei tribunali amministrativi, perde politicamente, e allora adotta comportamenti di sopraffazione usando le risorse pubbliche, che dovrebbero servire a garantire il diritto allo studio, come arma di ricatto.<br /> Le risorse per le supplenze ATA devono andare alle scuole che ne hanno reale bisogno, in base alle esigenze organizzative e ai carichi di lavoro effettivi.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> USB Scuola Emilia-Romagna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 16 Sep 2026 11:39:56 +0200</pubDate>
                        <title>TPER condannata per condotta antisindacale: la Corte d’Appello di Bologna accoglie il ricorso di USB</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>La Corte d’Appello di Bologna ha condannato TPER S.p.A. per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, accogliendo integralmente il ricorso presentato dall’Unione Sindacale di Base (USB).</p>
<p>La sentenza, depositata il&nbsp;10 settembre 2026&nbsp;dal collegio presieduto dalla dott.ssa Marcella Angelini, ribalta le posizioni aziendali e accerta l’illegittimità del comportamento tenuto dalla dirigenza di TPER, rea di aver negato il corretto svolgimento delle relazioni sindacali e di aver ostacolato l’agibilità della rappresentanza aziendale di USB.</p>
<p>Questa sentenza rappresenta una vittoria fondamentale per tutte le lavoratrici e i lavoratori di TPER e ripristina la legalità e la libertà di associazione sindacale. Resta però un fatto politico e gestionale di estrema gravità: in un’azienda a capitale pubblico, partecipata da Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna, si è dovuto ricorrere alla magistratura per far valere diritti costituzionali ed elementari norme contrattuali, calpestati sistematicamente dai vertici aziendali nel tentativo di escluderci dal confronto.</p>
<p>L'Unione Sindacale di Base, nell’esprimere piena soddisfazione per la pronuncia giudiziaria, ringrazia le lavoratrici e i lavoratori che hanno sostenuto con coerenza e determinazione questa vertenza e ribadisce che continuerà a vigilare affinché la sentenza trovi immediata e piena applicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato – Coordinamento Provinciale Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 28 Aug 2026 14:29:03 +0200</pubDate>
                        <title>USB: presidio davanti al Comune di Ravenna. Basta complicità con il traffico di armi, con guerre, riarmo e genocidio. Nessun impegno concreto da parte del sindaco Barattoni</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB esprime pieno sostegno alla mobilitazione che&nbsp;ieri&nbsp;ha attraversato Ravenna, in concomitanza con l’udienza presso il Consiglio di Stato relativa al ricorso della giornalista e attivista Linda Maggiori per ottenere gli atti sulla circolazione delle armi nel porto cittadino. La richiesta di trasparenza riguarda un tema che investe l’intero Paese: la movimentazione di armamenti e materiali dual use nei porti italiani, spesso avvolta da una opacità amministrativa che contrasta con i principi di legalità e con la legge 185/1990.</p>
<p>Il presidio davanti al Comune di Ravenna ha denunciato il rifiuto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di fornire i dati richiesti, nonostante la normativa imponga controlli rigorosi e accesso alle informazioni. La cittadinanza ha il diritto di sapere se dai porti italiani partono armamenti diretti verso paesi coinvolti in conflitti e in gravi violazioni dei diritti umani, incluso il genocidio in corso contro il popolo palestinese.</p>
<p>La nostra posizione è chiara: chi lavora nei porti non può essere trasformato in ingranaggio della filiera bellica, né può essere esposto a responsabilità che non gli competono.</p>
<p>Il sindaco di Ravenna, Barattoni, ha scelto di non incontrare USB, confermando l’ambiguità di un’amministrazione che evita il confronto con chi rappresenta le lavoratrici e i lavoratori e che si limita a proporre strumenti generici, come osservatori nazionali, senza affrontare la questione centrale: la trasparenza immediata sui traffici di armamenti.</p>
<p>USB ribadisce che la complicità con la corsa al riarmo è un processo trasversale, sostenuto anche dall’Unione Europea, che punta a militarizzare la logistica e i porti, trasformando luoghi di lavoro civile in nodi strategici della filiera bellica globale.</p>
<p>Per questo USB sarà protagonista della mobilitazione internazionale dei porti del 30 ottobre, che vede già l’adesione di 50 scali nel mondo. Una mobilitazione che afferma un principio semplice e radicale: noi non lavoriamo per la guerra.</p>
<p>USB continuerà a battersi per la trasparenza, per la pace e per la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, costruendo una prospettiva concreta per espellere la guerra dalle nostre vite e dai nostri luoghi di lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Ravenna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 07 Aug 2026 14:54:11 +0200</pubDate>
                        <title>CALDO ESTREMO: le strutture di accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) senza climatizzazione</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/caldo-estremo-le-strutture-di-accoglienza-per-minori-stranieri-non-accompagnati-msna-senza-climatizzazione-1454.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;Mentre le temperature superano abbondantemente i 35°C, i minori accolti nelle strutture MSNA e le lavoratrici continuano a vivere e lavorare in ambienti privi di adeguata climatizzazione.</p>
<p>&nbsp;Abbiamo segnalato formalmente ad ASP e alla cooperativa CIDAS una situazione che mette a rischio la salute e la sicurezza di tutte e tutti. È inaccettabile che, in nome del risparmio, si continui a rinviare interventi indispensabili, costringendo ragazze, ragazzi e operatrici a sopportare condizioni di caldo estremo.</p>
<p>&nbsp;Chiediamo interventi immediati: l'installazione di adeguati sistemi di raffrescamento, la fornitura di presidi refrigeranti e, dove necessario, il trasferimento in locali idonei. La tutela della salute non può essere subordinata a logiche di contenimento dei costi, nonostante sembrino essere le uniche logiche realmente considerate nel lavoro sociale.</p>
<p>&nbsp;Questa richiesta si unisce alle vertenze delle lavoratrici dei nidi comunali e dei centri estivi di Bologna. Non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema di servizi pubblici esternalizzati che svaluta la vita e la sicurezza di chi lavora.</p>
<p>&nbsp;I diritti delle lavoratrici e la dignità dei minori accolti non possono essere trattati come una voce di bilancio.</p>
<p>&nbsp;USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 09:34:25 +0200</pubDate>
                        <title>Caldo estremo nidi e scuole d’infanzia: la protesta dei genitori si allarga. USB al fianco di famiglie e lavoratrici </title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Bologna esprime piena solidarietà alle famiglie dei nidi comunali Vestri, Bigari e Mazzoni e delle scuole d'infanzia Tobagi e Testi-Rasponi, che hanno cominciato a sospendere il pagamento delle rette da&nbsp;giugno&nbsp;come forma di protesta contro l'inerzia del Comune di Bologna sul caldo record nelle strutture educative. La mobilitazione ha raggiunto anche la scuola dell'infanzia Guglielmo Marconi.</p>
<p>USB Bologna da tempo segnala una condizione di grave rischio termico nei luoghi di lavoro fortemente esposti alle alte temperature e per queste ragioni ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei centri estivi di Bologna, che proseguirà se non arriveranno soluzioni strutturali a tutela della salute e sicurezza di chi lavora e dei bambini e delle bambine.&nbsp;</p>
<p>A fronte degli allarmi lanciati, ad&nbsp;oggi&nbsp;non arrivano risposte concrete. Anzi, a fronte della scelta dei genitori di sospendere il pagamento della retta fino a quando gli ambienti non saranno sicuri per i bambini e le bambine, si risponde con una velata minaccia di riscossione coatta, scegliendo di non dialogare con chi chiede condizioni di lavoro e dei servizi adeguate e dignitose. A ciò si aggiunge la mancata chiarezza sulle risorse enunciate e su come sono state e verranno effettivamente investite dal Comune di Bologna. Nel caso dei circa 80 “pinguini”, infatti, nell'incontro del 2&nbsp;luglio&nbsp;richiesto con urgenza dalla RLS, è emerso che non sono stati acquistati quest'anno ma che si trattava di beni che erano già proprietà del Comune, ad eccezione di una decina ricevuti in donazione. Rispetto a queste incongruenze, chiederemo ulteriori e formali chiarimenti all'Assessore Ara e all'Amministrazione.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ribadiamo ancora una volta che l'infanzia non può essere trattata come una voce di bilancio comprimibile, mentre per altre grandi opere le risorse si trovano sempre: è una scelta politica, non una fatalità. Lo ricordava già Loris Malaguzzi: l'ambiente in cui crescono i bambini è esso stesso un educatore. Se quell'ambiente diventa un forno, a essere negato non è solo il comfort, ma il diritto di bambine e bambini a crescere in condizioni dignitose.&nbsp;</p>
<p>Non si tratta di un'emergenza imprevedibile: chi amministra questa città sa da tempo che il caldo va affrontato in modo strutturale, e ha scelto con ogni evidenza di non farlo.&nbsp;</p>
<p>USB come sempre è al fianco di chi si mobilita e rivendica condizioni di lavoro e dei servizi adeguati e continuerà a denunciare quelle situazioni in cui precarietà, carenza di organico, assenza di misure che tutelino la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui la manutenzione degli edifici, mettono a rischio chi lavora e chi fruisce dei servizi pubblici.&nbsp;</p>
<p>La lotta per il diritto alla salute nei nidi e nelle scuole è parte della stessa battaglia contro un modello che scarica sui cittadini i costi del disinvestimento pubblico. Saremo presenti all'assemblea cittadina&nbsp;di settembre&nbsp;annunciata dalle famiglie, per costruire insieme un percorso che metta al centro le priorità di chi lavora e vive in questa città.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 04 Aug 2026 10:12:52 +0200</pubDate>
                        <title>MORTE DELLA GUARDIA GIURATA IN PIAZZA RE ENZO: USB CHIEDE TUTELE IMMEDIATE E CONTROLLI CONTRO LO STRESS TERMICO</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/morte-della-guardia-giurata-in-piazza-re-enzo-usb-chiede-tutele-immediate-e-controlli-contro-lo-stress-termico-1015.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p><em><p>Foto di Patrick Clenet, qua la fonte originale: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Re_Enzo#/media/File:Bologne_place_082005.jpg" target="_blank" rel="noreferrer">it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Re_Enzo</a></p></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si può morire di lavoro e di caldo. Il rischio microclimatico non è un inconveniente stagionale, ma un pericolo mortale che va regolamentato e sanzionato.</p>
<p>La tragica morte della guardia giurata di 55 anni, deceduta a seguito di un gravissimo malore cardiaco accusato in auto nei pressi del proprio posto di lavoro in Piazza Re Enzo a Bologna, ripropone con drammatica urgenza il tema della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori di fronte alle temperature estreme.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In attesa degli accertamenti medico-legali e giudiziari sulle cause esatte del decesso, sottolineiamo che derubricare sistematicamente questi eventi a mere 'fatalità' o a 'patologie pregresse' significa deresponsabilizzare chi ha il dovere giuridico di tutelare chi lavora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il prolungato stress termico e le elevate temperature estive costituiscono un fattore di rischio gravissimo e non più procrastinabile, troppo spesso sottovalutato dalle aziende e dalle stazioni appaltanti. I lavoratori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari operano frequentemente in condizioni di estremo disagio, tra piantonamenti all'esterno sotto il sole battente, pattugliamenti in auto non sempre adeguate o prive di climatizzazione efficiente, l'obbligo di indossare divise rigide e giubbotti antiproiettile, uniti a turni di lavoro estenuanti e privi delle necessarie pause di recupero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fronte a questa drammatica realtà, l'Unione Sindacale di Base ritiene non più rinviabile l'introduzione di misure drastiche a tutela di chi lavora come già ultimamente denunciato per la situazione nei servizi per l’infanzia, nei Centri Estivi del Comune di Bologna, per i rider e per i portalettere di Poste Italiane e in altri settori a rischio elevato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È indispensabile e urgente l'attivazione immediata e vincolante di protocolli per il rischio calore all'interno dei Piani di Valutazione del Rischio (DVR) in tutti i settori operativi, prevedendo la riorganizzazione degli orari di lavoro, la netta riduzione dell'esposizione diretta nelle ore più calde e la garanzia di pause aggiuntive retribuite in ambienti rinfrescati. Contestualmente, chiediamo all'Ispettorato Territoriale del Lavoro e ai servizi PSAL dell'AUSL di Bologna di avviare immediatamente ispezioni straordinarie e a tappeto per verificare il rispetto delle norme di sicurezza nei cantieri, nella logistica e nella vigilanza privata.</p>
<p>Le aziende devono inoltre essere obbligate a fornire dotazioni idonee alle temperature estreme, garantendo divise estive ad alta traspirabilità, scorte d'acqua fresca e integratori salini sui posti di stazionamento. Laddove le temperature percepite superino le soglie critiche per la salute, si deve infine accedere tempestivamente e senza ostacoli burocratici agli ammortizzatori sociali per eventi meteo estremi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La salute e l'incolumità fisica dei lavoratori sono diritti costituzionali primari che non possono soccombere di fronte all'organizzazione del servizio o al profitto aziendale: USB Bologna continuerà a promuovere tutte le azioni di protesta, di denuncia e di mobilitazione necessarie a tutelare la vita e la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 03 Aug 2026 10:56:17 +0200</pubDate>
                        <title>Emergenza caldo: USB denuncia gravi omissioni di Poste Italiane a Bologna</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/emergenza-caldo-usb-denuncia-gravi-omissioni-di-poste-italiane-a-bologna-1057.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo ricevuto in queste settimane segnalazioni da alcuni lavoratori di Poste Italiane in merito a rischi concreti per la salute e la sicurezza cui sono esposti, con particolare riferimento al tema dell’emergenza caldo.</p>
<p>Nonostante la circolare regionale e le ordinanze pubbliche per le attività all’aperto nelle ore più calde, ci risulta che non siano state introdotte tutte le misure necessarie a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci riferiamo, in particolare, a problematiche e rischi riguardo le temperature elevate e le ondate di calore, rispetto alla mansione di portalettere, per chi consegna con motomezzo o automezzo: nessuna misura per chi lavora sotto il sole con motomezzo, con turni compresi nella fascia 7–21, su mezzi ovviamente privi di aria condizionata; nessuna rimodulazione degli orari, pur in presenza della circolare regionale che vieta l’attività lavorativa all’aperto dalle 12:30 alle 16:30. A ciò si aggiunge il rischio di sanzioni disciplinari per chi non riesce a terminare le consegne e richieste pressanti di ricorso allo straordinario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contrariamente a quanto previsto da Poste stesse, la borraccia termica non è stata consegnata a tutti e l’acqua non viene messa a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici durante il turno di lavoro.</p>
<p>In aggiunta, al personale non viene fornito abbigliamento adeguato, ad esempio abiti leggeri in fibre naturali, traspiranti e di colore chiaro, copricapo con visiera o a tesa larga e occhiali da sole con filtri UV.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riteniamo che queste mancanze, da parte di Poste Italiane, rappresentino un grave rischio per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e riteniamo altresì grave l’assenza di misure preventive volte a contrastare le conseguenze da stress termico, nonostante le ordinanze pubbliche e le circolari che impongono di farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo inviato nei giorni scorsi a Poste Italiane una segnalazione a riguardo, ma senza ricevere alcuna risposta e, di conseguenza, abbiamo attivato i servizi ispettivi dell’AUSL.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riteniamo inaccettabile che Poste Italiane, su un tema come quello della salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, si comporti come la peggiore delle multinazionali, ignorando quello che ormai anche l’INAIL certifica: l’aumento degli stati di malessere dovuti a stress termico che colpiscono i lavoratori a causa dell’incremento delle temperature nel periodo estivo, come sta avvenendo proprio in queste ore a Bologna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB è pronta ad attivare tutti gli strumenti necessari e a mobilitarsi affinché la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori sia una priorità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB BOLOGNA</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:17:54 +0200</pubDate>
                        <title>Scuola, la lotta paga: archiviato il procedimento disciplinare contro la docente dell&#039;IIS Mattei. USB Bologna: &quot;giù le mani dalla libertà di insegnamento e dalle lotte per la Palestina!&quot;</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scuola-la-lotta-paga-archiviato-il-procedimento-disciplinare-contro-la-docente-delliis-mattei-usb-bologna-giu-le-mani-dalla-liberta-di-insegnamento-e-dalle-lotte-per-la-palestina-1019.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Crolla l'impianto accusatorio e repressivo all'IIS &quot;Enrico Mattei&quot; di San Lazzaro di Savena: il Dirigente Scolastico dispone l'archiviazione formale senza alcuna sanzione. USB Bologna: &quot;Non serve un divieto esplicito per fare censura, basta la burocrazia del sospetto. Ma la mobilitazione di lavoratori e studenti ha fermato la ritorsione.&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato notificato il provvedimento di archiviazione firmato dal Dirigente Scolastico dell'IIS &quot;Enrico Mattei&quot; di San Lazzaro di Savena, che chiude e cancella definitivamente il procedimento disciplinare avviato nei confronti della docente dell'istituto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vicenda era esplosa a seguito di una lezione del 10 dicembre 2025: un collegamento online di approfondimento sulla Palestina con la dott.ssa Francesca Albanese, organizzato da DocentiperGaza e inserito pienamente nella programmazione di Educazione Civica e Storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'ispezione ministeriale attivata a seguito di attacchi politici e mediatici non ha potuto rilevare alcuna scorrettezza, violazione o contenuto inappropriato. Il grottesco tentativo di punire la docente attaccandosi a cavilli burocratici, presunte e inesistenti mancanze di autorizzazioni preventive o accordi formali è crollato miseramente di fronte alla fermezza della difesa della libertà di insegnamento e dell'autonomia didattica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna prende parola con una nota di netta condanna dell'accaduto e di rivendicazione della vittoria: &quot;Lo abbiamo sempre detto, si trattava di un'attività didattica legittima, svolta in aula, inserita nella programmazione e del tutto coerente con gli obiettivi disciplinari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A partire da una segnalazione isolata e reazionaria si è scatenata una sproporzionata gogna esterna, politica e mediatica, finalizzata a intimidire la scuola pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma la stessa ispezione non ha potuto contestare in alcun modo ciò che è stato insegnato. Di fronte al vuoto delle accuse sul piano dei contenuti, si è tentato di spostare il tiro sulle procedure formali, cercando nel cavillo amministrativo la clava disciplinare con cui colpire una lavoratrice. Questo ennesimo tentativo di repressione è stato ricacciato indietro!&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sindacato denuncia con forza il clima di censura e ostilità che contorna la trattazione della questione palestinese nelle scuole e nelle università: &quot;Nelle nostre scuole si applica un doppiopesismo intollerabile: il caso della Palestina è emblematico,&quot; prosegue USB Bologna. &quot;Mentre si spalancano le porte all'indottrinamento bellicista e aziendale, affrontare la tragedia del popolo palestinese e sostenere le sue lotte di liberazione comporta un automatismo di sospetto e sanzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come insegna il pensiero critico di Michel Foucault, per censurare non serve un divieto d'imperio: basta costruire un castello di cavilli, burocrazia e 'rischi percepiti' attorno a un tema per renderlo sconsigliato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di un dispositivo strisciante volto a produrre l'autocensura di docenti e dirigenti e a trasformare la scuola pubblica in un luogo silenziato e conformista.&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, USB Bologna rilancia la mobilitazione a sostegno di tutti i lavoratori della scuola: &quot;Rifiutiamo l'idea che l'insegnamento debba sottostare a un'autorizzazione preventiva o a una continua tutela burocratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una scuola che sostituisce la responsabilità professionale dei docenti con la prudenza amministrativa è una scuola che rinuncia alla sua funzione formativa e politica. Non c'era nulla da sanzionare rispetto alla Docente dell'IIS Mattei perché la libertà di insegnamento non si sanziona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è una vittoria per tutti i lavoratori, gli studenti e i soggetti sociali che si sono schierati al fianco della docente in questa battaglia. Rispondere colpo su colpo agli attacchi e scendere in piazza paga: continueremo a difendere la libertà d'insegnamento, la scuola pubblica e il diritto di parlare di Palestina e di tutte le lotte di liberazione dei popoli. “Fiero chi lotta, fiero chi non si piega!&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:19:45 +0200</pubDate>
                        <title>NIDI E SCUOLE ROVENTI: USB SOSTIENE I GENITORI CHE DIFFIDANO IL COMUNE DI BOLOGNA</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Bologna esprime piena solidarietà ai genitori dei nidi comunali che, in queste settimane, hanno protestato contro l'ennesima estate trascorsa in strutture roventi, sovraffollate e inadeguate per i bambini ed il personale educativo. Sosteniamo la loro diffida inviata al Comune di Bologna e la scelta di sospendere il pagamento delle rette se l'amministrazione continuerà a rispondere all'aumento delle temperature senza mettere in campo soluzioni strutturali.&nbsp;</p>
<p>Mentre le temperature a Bologna hanno superato i 36-38 gradi, la risposta dell'Amministrazione si è ridotta alla consegna di una manciata di condizionatori mobili ovvero dispositivi che, come denunciano da mesi le lavoratrici del settore, senza scarico d'aria adeguato non abbassano la temperatura ma la spostano da una stanza all'altra. Ogni estate da almeno un decennio la si chiama &quot;emergenza&quot;, anche se la situazione del caldo estivo nei nidi è ormai una condizione sistemica che necessita di interventi efficaci e strutturali, non di soluzioni tampone.&nbsp;</p>
<p>Non è un caso isolato bolognese, lo abbiamo già denunciato molte volte: a livello nazionale solo il 7,4% degli edifici scolastici italiani dispone di un impianto di climatizzazione o ventilazione. Chi continua a dire che &quot;si può fare lezione normalmente&quot; in quelle condizioni parla da un ufficio climatizzato, lontano anni luce dalla realtà di educatrici, insegnanti, collaboratori, bambine e bambini.</p>
<p>Mentre l'estate si allunga e le ondate di calore si moltiplicano, la Regione Emilia-Romagna annuncia la riapertura delle scuole per il 1°&nbsp;settembre&nbsp;come se il problema strutturale dell'edilizia e degli spazi ancora da mettere in sicurezza non esistesse.&nbsp;</p>
<p>USB Bologna ribadisce che la salute di bambine, bambini, educatrici ed operatori non è una voce di bilancio rinviabile: le promesse di installazione di impianti di raffreddamento a partire dal 2027 non sono sufficienti senza uno stanziamento adeguato delle risorse, necessarie alla piena messa in sicurezza termica di tutti i nidi e le scuole dell'infanzia.</p>
<p>Saremo quindi al fianco delle famiglie che hanno deciso di protestare e lanciare un'assemblea cittadina a settembre, continuando a batterci nei nidi, nelle scuole, nei luoghi di lavoro perché la salute e la sicurezza di lavoratrici , lavoratori, bambine e bambini non è un dettaglio, ma una priorità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:17:48 +0200</pubDate>
                        <title>INTERPORTO DI BOLOGNA: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE, IL PUBBLICO NON DEVE RITIRARSI AL SUO RUOLO STRATEGICO.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/interporto-di-bologna-no-alla-privatizzazione-il-pubblico-non-deve-ritirarsi-al-suo-ruolo-strategico-1019.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Totale contrarietà e forte preoccupazione in merito alla decisione della Giunta di Bologna di avviare l’iter di “fattibilità” per la dismissione del 35% delle quote azionarie detenute in Interporto Bologna S.p.A.</p>
<p>La scelta di privatizzare il più importante hub logistico del territorio, giustificata formalmente come un mero adempimento tecnico alle richieste della Corte dei Conti, rappresenta in realtà una grave ritirata della politica e del controllo pubblico da un settore industriale cruciale per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale della nostra area metropolitana.</p>
<p>Considerare l'Interporto come una società che &quot;non persegue più finalità istituzionali&quot; è una visione miope. La logistica merci, i collegamenti ferroviari e le infrastrutture di scambio non sono semplici asset commerciali da monetizzare. Sono una spina dorsale del nostro territorio. Cedere la maggioranza assoluta delle quote ai colossi privati dello shipping internazionale significa consegnare le chiavi delle scelte strategiche locali a logiche di puro profitto finanziario, estranee ai reali bisogni della comunità e dei lavoratori.</p>
<p>L'amministrazione comunale dichiara &quot;esaurito&quot; il proprio ruolo pubblico solo perché è stata siglata la &quot;Carta metropolitana della Logistica Etica&quot;. Per USB, la legalità, la sicurezza sul lavoro, il contrasto agli appalti al ribasso e la fine del precariato nei magazzini non sono traguardi del passato da considerare &quot;archiviati&quot;, ma battaglie quotidiane che richiedono la vigilanza e presa di responsabilità costante da parte del socio pubblico.</p>
<p>Chi garantirà il rispetto dell'interesse collettivo e la tutela dei lavoratori di fronte ai piani di ristrutturazione di una multinazionale privata?</p>
<p>L'interesse manifestato da giganti mondiali come il Gruppo MSC dimostra l'enorme appetito del mercato verso lo scalo bolognese.</p>
<p>L'Interporto di Bologna, che ospita circa 130 aziende del settore e vi lavorano stabilmente oltre 5.500 addetti, è una delle infrastrutture logistiche e intermodali più grandi e importanti d'Europa con la sua posizione strategica, all'incrocio di tre corridoi della rete europea TEN-T, che lo rende uno snodo nevralgico per il trasporto merci in Italia e in Europa.</p>
<p>La concentrazione di un'infrastruttura così strategica nelle mani di un unico grande attore privato rischia di creare un monopolio di fatto, subordinando lo sviluppo dei corridoi e del terminal ai soli interessi commerciali del compratore, anziché al rilancio complessivo e alla tutela del territorio.</p>
<p>Non basta la permanenza della Città Metropolitana con una quota minoritaria per garantirci la tutela del sito. Il controllo di un'infrastruttura da oltre 4 milioni di metri quadri deve rimanere saldamente in mano pubblica.</p>
<p>Chiediamo un tavolo di confronto urgente con il Sindaco e l'Assessore competente per ridiscutere i termini del Piano di razionalizzazione delle partecipate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:11:06 +0200</pubDate>
                        <title>Appalti HERA e coop sociali: dopo 8 anni di rinvii i netturbini in Corte d’Appello. USB: basta sfruttamento, si applichi il contratto dell’igiene ambientale</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/appalti-hera-e-coop-sociali-dopo-8-anni-di-rinvii-i-netturbini-in-corte-dappello-usb-basta-sfruttamento-si-applichi-il-contratto-delligiene-ambientale-1421.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina&nbsp;presidio e conferenza stampa davanti al Tribunale di Bologna in concomitanza con la quinta udienza. Lungaggini inaccettabili, negati diritti già riconosciuti dalla Cassazione.</p>
<p>Si è svolto&nbsp;questa mattina, davanti alla Corte d’Appello del Tribunale del Lavoro di Bologna, un affollato presidio accompagnato da una conferenza stampa organizzata dall'USB Lavoro Privato. L'iniziativa è coincisa con la quinta udienza – arrivata dopo ben quattro rinvii – del ricorso promosso circa 8 anni fa da 18 lavoratori delle cooperative sociali “Il Mandorlo” e FORB di Forlì-Cesena. Al centro della battaglia legale, la richiesta di applicazione del Contratto collettivo nazionale di settore (CCNL Utilitalia / Igiene Ambientale) e il riconoscimento delle relative differenze retributive e contributive (la differenza è tra le 350 a 550 euro in meno al mese).</p>
<p>La USB denuncia con forza il meccanismo degli appalti di HERA tramite consorzi e cooperative, che da anni si traduce nell'applicazione di un trattamento contrattuale peggiorativo: quello delle cooperative sociali al posto di quello specifico del settore dell'igiene ambientale.</p>
<p>«Siamo di fronte a un trattamento economico e normativo sottopagato e sotto-tutelato, adottato per mere ragioni di profitto e di taglio del costo del lavoro», spiegano i rappresentanti sindacali durante la conferenza stampa odierna.</p>
<p>La protesta di&nbsp;questa mattina&nbsp;ha voluto accendere i riflettori su un'attesa estenuante durata otto lunghi anni, segnati da rinvii motivati da &quot;errori&quot; procedurali dei Tribunali. Un lasso di tempo in cui i lavoratori sono stati trattati come palline da ping-pong, affrontando anche costi onerosi.</p>
<p>Una lungaggine giudiziaria definita &quot;incomprensibile&quot; e &quot;dannosa&quot; dall'USB, soprattutto alla luce del fatto che la Corte di Cassazione si è già espressa favorevolmente ben cinque volte sul caso dei lavoratori di una cooperativa riminese, così come la stessa Corte d’Appello di Bologna in precedenza, smontando nei fatti il sistema di appalti e sub-appalti.</p>
<p>La battaglia dei lavoratori non si è mai fermata in questi anni, sostenuta da scioperi, presidi ed esposti all’Ispettorato e alla Medicina del Lavoro per denunciare le inadempienze sulla sicurezza e sui diritti previsti anche dallo stesso (seppur incongruo) contratto delle Coop sociali.</p>
<p>«Diciamo basta ai continui rinvii e ai tentativi di &quot;legalizzare&quot; questo sfruttamento tramite ulteriori accordi al ribasso tra HERA, Cooperative e CGIL-CISL-UIL», conclude la USB. «I diritti di questi lavoratori sono già abbondantemente riconosciuti dalla giurisprudenza: è ora che venga fatta giustizia».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB LAVORO PRIVATO – SERVIZI AMBIENTALI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:17:34 +0200</pubDate>
                        <title>Le scuole e la mancanza di visione politica a Bologna, la città più progressista d&#039;Italia.</title>
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                        <description>A Bologna la settimana corta arriva senza coordinare i trasporti, l&#039;edilizia scolastica arranca in ritardo sulla demografia studentesca, le aule restano senza climatizzazione mentre si investe sul digitale. USB Scuola denuncia l&#039;assenza di una regia istituzionale tra orari scolastici, mobilità, edilizia e gestione del patrimonio pubblico, sempre più orientato alla rendita turistica invece che ai bisogni dei cittadini.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">*Le scuole e la mancanza di visione politica a Bologna, la città più progressista d'Italia.*</p>
<p class="text-justify">Al liceo Sabin la Città metropolitana presenta un progetto di ampliamento da 600 posti, pronto per l'anno scolastico 2028-2029. All'IIS Belluzzi-Fioravanti e alle Aldini Valeriani da settembre entra in vigore la settimana corta: niente sabato, niente rientri pomeridiani, ora di lezione a 50-55 minuti. Ma il cambio di orario non porta con sé nessuna corsa aggiuntiva di Tper: il trasporto pubblico resta quello di prima, e per migliaia di studenti alcuni dirigenti scolastici pensano a deroghe e permessi rispetto ai ritardi possibili.<br /> Il vizio di fondo è sempre lo stesso: la scuola pubblica decide o subisce decisioni senza che nessun livello istituzionale si occupi di tenere insieme i pezzi.</p>
<p class="text-justify">Della settimana corta nelle scuole se ne discute da tempo. Chi la sostiene ritiene che la causa ecologica (riscaldamento e trasporti) se ne avvantaggi o guarda al miraggio di un tempo più disteso per le famiglie nel fine settimana. È un cambiamento che decine di istituti bolognesi (Laura Bassi, Luxemburg, Aldrovandi Rubbiani, Manfredi Tanari, Belluzzi-Fioravanti e Aldini Valeriani) hanno deliberato attraverso i loro organi collegiali come le scuole milanesi già negli anni scorsi. Il problema è che la stessa autonomia scolastica, che permette a una scuola di decidere il proprio orario, non si accompagna a nessun meccanismo che ne gestisca le conseguenze fuori dal perimetro dell'istituto.<br /> Secondo i dati dell'Ufficio di Statistica del Comune di Bologna, sul totale degli studenti delle scuole superiori che ogni giorno raggiungono il capoluogo dell’Emilia Romagna, oltre 10mila (circa il 45% degli iscritti) arrivano da un altro comune. Aldini Valeriani e Belluzzi-Fioravanti sono tra gli istituti con più iscritti in assoluto. Significa che una decisione che cambia gli orari di ingresso e uscita incide su un sistema di mobilità metropolitana totalmente impreparato. Senza coordinamento e pianificazione delle istituzioni cittadine, il sabato libero si trasforma in un privilegio per chi vive in centro e in un pesante disagio per chi arriva da fuori.</p>
<p class="text-justify">Quel pendolarismo studentesco non è una scelta di comodità: è la conseguenza diretta dell'emergenza abitativa. Bologna è tra le città italiane dove il rincaro degli alloggi spinge maggiormente le famiglie fuori dal capoluogo: secondo un'analisi della CNA, chi si allontana dalla città può risparmiare fino a circa 4mila euro l'anno sull'affitto, ma oltre la metà di quel risparmio viene riassorbita dai costi di spostamento. Con un canone medio che ha superato gli 840 euro al mese e i prezzi al metro quadro in costante ascesa nel 2026, decidere un nuovo orario scolastico senza considerare chi arriva dalla Valsamoggia, da Sasso Marconi o dall'Appennino significa ignorare una parte strutturale della popolazione.<br /> L'autonomia scolastica si è trasformata nell'autorizzazione a decidere isolatamente in funzione di obiettivi di marketing attrattivo per le famiglie. Non ci si avvede, però, che così si scaricano i costi sociali di queste decisioni su chi è già stato spinto ai margini della città dal mercato immobiliare. Presi dalla competizione per le iscrizioni nelle singole istituzioni scolastiche, non si guarda in modo ampio ai problemi strutturali, logistici e pedagogici, che da queste decisioni conseguono.</p>
<p class="text-justify">A questo si aggiunge il caso del Liceo Sabin, che racconta la totale incapacità di pianificazione delle istituzioni politiche cittadine. L'ampliamento, da poco presentato come “modello per le scuole del futuro”, risponde a una pressione demografica cresciuta a partire dagli anni 2000. Ma tra la presentazione e la realizzazione passano anni, e nel frattempo la curva demografica ha già cambiato segno: da quanto ci dicono gli esperti, sta per arrivare il pieno inverno demografico. L'edilizia scolastica pubblica, lasciata ai tempi dell'urgenza, arriva sempre tardi rispetto al bisogno che l'ha generata e risulta cieca rispetto al bisogno che verrà.</p>
<p class="text-justify">C’è un altro squilibrio che gli ultimi anni di investimenti pubblici hanno reso evidente. Il PNRR ha destinato circa 2,1 miliardi di euro al solo Piano Scuola 4.0 (lavagne interattive, visori, digitalizzazione) mentre la riqualificazione termica degli edifici arranca. I dati parlano chiaro: solo il 9,5% degli edifici scolastici in Emilia-Romagna dispone di un impianto di climatizzazione. Anche in questa sessione degli esami di Stato, centinaia di studenti e docenti hanno affrontato prove scritte e orali in aule-forno con temperature superiori ai 36 gradi. Si è scelto di digitalizzare le classi prima di renderle vivibili: un ordine di priorità capovolto che lascia molte domande aperte su cosa significhi davvero scuola del futuro.<br /> Tutto ciò mentre a livello locale assistiamo alla narrazione ipocrita della “Bologna Missione Clima” con cui si sacrificano polmoni verdi urbani, usando il green come un brand, mentre la realtà dei fatti parla di cementificazione.</p>
<p class="text-justify">Se la pianificazione dell'edilizia scolastica e dei servizi volesse davvero rompere con la logica dell'emergenza, dovrebbe guardare al patrimonio pubblico dismesso. Invece, assistiamo a una sistematica privatizzazione dei beni comuni.<br /> La città svende i propri spazi strategici. Accade con l'ex Palazzo delle Telecomunicazioni e l'ex Dogana di via Ugo Bassi, passati di mano in mano alla finanza immobiliare, che diventeranno hotel di lusso; con la Caserma Sani, un'area enorme che avrebbe potuto ospitare un polo scolastico, culturale e sociale integrato, sottratta alla pianificazione pubblica e lasciata alle logiche speculative della rigenerazione privata a vocazione commerciale e residenziale di lusso.<br /> Riqualificare l'esistente per la scuola pubblica, anziché regalare fette di città alla rendita turistica e alle multinazionali, aiuterebbe anche a contenere quella pressione immobiliare che allontana le famiglie e chi lavora dal comune di Bologna.</p>
<p class="text-justify">Né le scuole né chi le frequenta sono responsabili di questi cortocircuiti. Dirigenti, docenti, personale ATA, famiglie e studenti fanno quello che possono. È la politica cittadina che ha abdicato al proprio ruolo di regia.<br /> Come USB Scuola Bologna torniamo a chiedere con forza: un tavolo permanente di coordinamento istituzionale (Comune, Città Metropolitana, Ufficio Scolastico Regionale, Tper, rappresentanze sindacali) per pianificare i flussi della mobilità e gli orari scolastici, tutelando i lavoratori e gli studenti pendolari; il blocco delle svendite del patrimonio pubblico: aree come le ex caserme e gli stabili dismessi devono essere destinate a scuole, studentati pubblici e servizi; investimenti strutturali sull'edilizia: vogliamo aule sicure e termicamente vivibili, non solo schermi digitali in aule dove si soffoca.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:11:32 +0200</pubDate>
                        <title>COMUNICATO SINDACALE UNITARIO FILT CGIL F IT-CISL UILTRASPORTI FAISA CISAL USB LAVORO PRIVATO</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza stampa ore 10.30 presso sede TPER Via Saliceto 3 Bologna.</p>
<p>Ulteriori info: Francesco Vito (USB TPER)&nbsp;<a href="callto:333" target="340" class="4366" onclick="window.top.Com_Zimbra_Phone.unsetOnbeforeunload()" rel="noreferrer">333 340 4366</a></p>
<p>Bologna - Ancora una volta siamo costretti a commentare un gravissimo episodio di violenza</p>
<p>nei confronti di un lavoratore dei trasporti. Nella giornata di&nbsp;ieri&nbsp;un conducente di Tper ha</p>
<p>subito un’aggressione riportando gravi lesioni. Riteniamo che la situazione non sia più</p>
<p>tollerabile e chiediamo tempestivi interventi a tutela della sicurezza di tutti i lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo percorso deve vedere coinvolte tutte le istituzioni nell’interesse di tutti i lavoratori e</p>
<p>della collettività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Metteremo in campo tutte le iniziative possibili volte a denunciare i problemi di sicurezza che</p>
<p>tanti colleghi quotidianamente devono a􀆯rontare, con gravi rischi per la propria incolumità.</p>
<p>Per tale motivo per la giornata di lunedì 15 giugno è stato proclamata un’iniziativa di sciopero</p>
<p>di otto ore dalle 8.30 alle 16.30 per il trasporto pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale iniziativa è prevista dalla legge 146/90 (ex articolo 2 comma 7): l’articolo dispone che</p>
<p>“preavviso minimo e indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal</p>
<p>lavoro in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e</p>
<p>della sicurezza dei lavoratori”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FILT CGIL F IT-CISL UILTRASPORTI FAISA CISAL USB LAVORO PRIVATO</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:16:32 +0200</pubDate>
                        <title>Scrutini bloccati a Bologna contro la riforma dei Tecnici.  USB: “Il 72% di blocco è la risposta della scuola che non si piega”</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scrutini-bloccati-a-bologna-contro-la-riforma-dei-tecnici-usb-il-72-di-blocco-e-la-risposta-della-scuola-che-non-si-piega-2021.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lo straordinario successo dello sciopero che ha animato gli istituti tecnici di Bologna dal Pacinotti Sirani allo Scarabelli Ghini alle Aldini Valeriani, dove si è raggiunto il 72% dei consigli di classe bloccati (23 scrutini saltati su 32), è una chiara risposta alla riforma dei tecnici voluta dal Ministro Valditara.</p>
<p class="text-justify"><br /> Davanti a questo risultato storico, spiace constatare il tentativo di sciacallaggio di chi dimentica di citare che questo blocco è stato possibile solo grazie allo sciopero indetto da USB Scuola, che ha come sempre in occasione degli scioperi supportato i docenti chiarendo dubbi e modalità in merito alle procedure concesse, visti i limiti al diritto di sciopero imposti dalla Legge 146/1990 e dall’Accordo ARAN del 2 dicembre 2020 firmato da CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA e ANIEF. Chi non ha il coraggio di fare davvero conflitto non dovrebbe cercare di intestarsene i meriti.<br /> I lavoratori hanno risposto compatti alla piattaforma di USB Scuola, l'unico sindacato confederale coerente che non ha mai firmato i contratti-capestro che hanno svenduto i diritti dei lavoratori, legalizzato la miseria salariale e aziendalizzato la scuola pubblica.</p>
<p class="text-justify"><br /> Continueremo fieramente a costruire solidarietà di classe contrastando come sempre abbiamo fatto ogni tentativo di minare il diritto di sciopero e di svuotare l'efficacia delle lotte. Chiamiamo tutti i lavoratori a seguire sui canali social il dibattito che si svolgerà a Roma l '11 giugno 2026 con il quale proseguiamo la nostra azione di denuncia della legge 146 del 1990 che viola la Carta Sociale Europea e limita il diritto di sciopero.<br /> Respingiamo il modello della scuola-azienda subordinata alle imprese. Rivendichiamo aumenti salariali veri, la stabilizzazione dei precari e la piena democrazia interna degli organi collegiali.<br /> Se non ci saranno passi indietro, la lotta bloccherà l'avvio dell'anno scolastico a settembre.</p>
<p class="text-justify"><br /> Bologna, 10 giugno 2026<br /> USB Scuola Bologna</p>
<p class="text-justify"><a href="https://www.usb.it/leggi-notizia/la-legge-146-90-deve-essere-modificata-dibattito-a-roma-11-giugno-ore-1500-roma-hotel-nazionale-1033.html" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.usb.it/leggi-notizia/la-legge-146-90-deve-essere-modificata-dibattito-a-roma-11-giugno-ore-1500-roma-hotel-nazionale-1033.html</a>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:30:20 +0200</pubDate>
                        <title>Bonfiglioli: sciopero e presidio venerdì 12 giugno 2026</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/bonfiglioli-sciopero-e-presidio-venerdi-12-giugno-2026-1435.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 12&nbsp;giugno&nbsp;nuovo sciopero dei lavoratori Bonfiglioli e dei lavoratori in appalto e subappalto Bcube e Client Solutions.</p>
<p>Presidio davanti ai cancelli di Bonfiglioli a Calderara di Reno dalle 9,00 alle 11,30. Siete tutti invitati a partecipare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da ieri 52 lavoratori di Bcube e del subappalto Client Solutions non potranno più avere accesso allo stabilimento di Calderara. Un appalto trentennale con lavorazioni svolte da parte dei lavoratori sempre in conformità con le aspettative di Bonfiglioli. Una decisione grave da parte di un'azienda che&nbsp;oggi&nbsp;esprime la presidenza di Confindustria Emilia Centro e che può rappresentare un precedente pericoloso nel nostro territorio industriale. Bonfiglioli non sa più a cosa appigliarsi per giustificare l'ingiustificabile. La verità è che Bonfiglioli ha tolto la maschera, svelando quello che abbiamo sempre pensato sin dall'inizio: respingere tutte le proposte presentate al tavolo dalle Organizzazioni Sindacali e le loro rappresentanze e favorire tagli al personale in appalto, perdita di posti di lavoro, aumento dei carichi di lavoro sul personale interno. Una ricetta d'altri tempi che che siamo pronti a contrastare con forza e rispedire al mittente. Occorre proseguire nella mobilitazione, a partire dalle assemblee di&nbsp;domani, perché questa lotta deve diventare la lotta di tutti i lavoratori del tessuto industriale del nostro territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni e contatti</p>
<p>Domenico Conte&nbsp;<a href="callto:3357531086" onclick="window.top.Com_Zimbra_Phone.unsetOnbeforeunload()">3357531086</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:20:15 +0200</pubDate>
                        <title>Proclamato stato di agitazione delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel Consorzio Aldebaran tramite le cooperative CADIAI, Ancora servizi, società Dolce e ASCOOP</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Proclamato stato di agitazione delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel Consorzio Aldebaran tramite le cooperative CADIAI, Ancora servizi, società Dolce e ASCOOP, a fronte del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura alle persone anziane e fragili nei loro domicili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da troppo tempo chi opera nei servizi domiciliari è costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili e insostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I salari risultano inadeguati, anche a causa del ricorso diffuso al part-time. A questo si aggiunge l'organizzazione del lavoro attraverso turni spezzati, che impegnano l'intera giornata senza garantire una continuità retributiva adeguata.</p>
<p>Particolarmente grave è la questione del tempo di spostamento tra un intervento e l'altro, che non viene riconosciuto come tempo di lavoro. Al suo posto viene corrisposta una semplice indennità, anziché retribuire ogni effettiva ora di spostamento effettuato.</p>
<p>A peggiorare ulteriormente la situazione vi è la decisione del Consorzio e delle cooperative aderenti di introdurre una nuova applicazione per la gestione delle timbrature e del tempo di lavoro. Si tratta di uno strumento imposto unilateralmente, senza un reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che comporta ulteriori incombenze e responsabilità a carico degli operatori socio-sanitari senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo. Un aggravio di lavoro a parità di salario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione è resa ancora più critica dalla gestione quotidiana dei servizi in special modo delle dimissioni protette, un contesto nel quale la salute e la sicurezza delle operatrici non vengono adeguatamente tutelate e sono prive dei dispositivi idonei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fronte a questo quadro, permane l'assenza di risposte da parte dell'Assessorato al Welfare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per queste ragioni chiediamo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l'immediato blocco dell'introduzione della nuova app;</p>
<p>il riconoscimento e il pagamento di tutte le ore effettivamente lavorate, compresi gli spostamenti tra un intervento e l'altro;</p>
<p>una revisione dell'organizzazione del lavoro che superi il sistema dei turni spezzati;</p>
<p>un confronto immediato con le istituzioni e con le aziende coinvolte;</p>
<p>interventi concreti per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del SAD.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio di Assistenza Domiciliare meritano rispetto, dignità e condizioni di lavoro adeguate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-155712</guid>
                        <pubDate>Fri, 29 May 2026 16:09:40 +0200</pubDate>
                        <title>L’innovazione riporta Bonfiglioli nel 1800.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante le proposte che la Rsu e le OO.SS. (Fiom, Uilm e Usb) hanno portato nella discussione sulla gestione della reinternalizzazione delle attività di logistica, siamo costretti a constatare che siamo molto distanti da una soluzione che, come dichiarato a più riprese, “non lasciasse indietro nessuno dei lavoratori attualmente impegnati nell’appalto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra Azienda si sta rifiutando di applicare un accordo sindacale, siglato dalla Rsu e dal Sindacato nel 1997 il cui spirito è per noi molto chiaro e particolarmente significativo: nell’accordo si è proceduto a esternalizzare l’attività di logistica a patto che - in caso di una futura reinternalizzazione - tutti i lavoratori fossero tutelati.&nbsp; Abbiamo scioperato a&nbsp;Febbraio&nbsp;perché è stata gravissima la mancata informazione circa la volontà di chiudere i contratti di appalto, così come altrettanto grave è stata la dichiarazione dell’Azienda di non ritenere di dover applicare un accordo sindacale.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante questo abbiamo comunque avviato la trattativa e lo abbiamo fatto con grande senso di responsabilità e con il solo obiettivo di gestire con un accordo gli effetti di un investimento in innovazione sulla occupazione complessiva del sito e sulla nuova gestione dell’organizzazione del lavoro per i nostri colleghi/e nelle attività di logistica a partire dall’anno prossimo. Responsabilmente abbiamo portato avanti per 8 incontri una trattativa e, contemporaneamente, i nostri colleghi di Bcube hanno addirittura dato tutto il sostegno necessario per recuperare i ritardi accumulati e per evitare anche solo la possibilità che si determinasse un problema di sicurezza nello stabilimento.&nbsp; Nella trattativa non ci siamo limitati a chiedere all’azienda semplicemente rispetto dell’accordo del 1997 ma abbiamo avanzato proposte concrete e razionali per gestire l’impatto complessivo sul sito guardando sempre alla tutela di tutte e tutti.&nbsp; Nessuna di queste proposte è stata accolta e dopo 8 incontri GIUSTAMENTE i nostri colleghi/e di Bcube hanno ripreso la mobilitazione.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Quanto avvenuto&nbsp;oggi&nbsp;venerdì 29&nbsp;Maggio&nbsp;in EVO è di una gravità senza precedenti per la storia della nostra Azienda.&nbsp; A fronte dello sciopero dei colleghi/e di Bcube l’Azienda ha proceduto a formare e inserire nelle attività gestite in Appalto nostri colleghi/e Bonfiglioli.&nbsp; Come RSU abbiamo immediatamente evidenziato che per noi questa azione è innanzitutto sbagliata e ingiusta (oltre che probabilmente in contrasto con il diritto di sciopero) e che, al posto di pensare a come sostituire lavoratori in sciopero, sarebbe stato preferibile che si investisse tempo e energie per valutare le nostre proposte e trovare finalmente una soluzione.&nbsp; Abbiamo avvisato l’Azienda che se avessero continuato a sostituirsi nelle attività saremmo stati costretti a dichiarare sciopero, ci è stato risposto che come RSU potevamo fare quello che volevamo, tanto l’Azienda è nel giusto.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fronte all’ennesima conferma della mancanza di volontà di dialogo, abbiamo dovuto fischiare lo sciopero.&nbsp; Mentre i delegati sindacali presenti in quel momento passavano tra le linee per fischiare lo sciopero, la Presidente dell’Azienda accompagnata da altre figure dirigenziali ha urlato e attaccato verbalmente alcuni componenti della Rsu, utilizzando parole ingiuriose e palesemente false contro i colleghi/e di Bcube.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non abbiamo parole per descrivere quanto questo atteggiamento sia intollerabile e contrasti in maniera violenta con i tentativi che come Rsu Bonfiglioli in questi mesi abbiamo fatto per provare a risolvere una vertenza nata e creata unicamente dalle scelte fatte dall’Azienda:&nbsp; - Hanno deciso di internalizzare l’appalto senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato e senza ritenere di dover affrontare un confronto sindacale; - Hanno deciso di investire in una processo di automazione che avrebbe modificato l’organizzazione del nostro lavoro senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato, programmando una riduzione dell’occupazione nel sito; - Hanno deciso di portare avanti il progetto di internalizzazione dichiarando esplicitamente di non essere tenuti a rispettare un accordo sindacale firmato esattamente con lo scopo di regolare una situazione come questa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se questa è l’idea di innovazione che la nostra Azienda ha in testa, più che consentirci di affrontare le grandi sfide del nostro tempo e proiettarci nel futuro, ci sta riportando dritti al 1800 e ad un modo di gestire il rapporto con i lavoratori e con il sindacato che non possiamo ritenere in alcun modo accettabile.&nbsp; ,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Calderara di Reno,&nbsp;29 Maggio 2026&nbsp; &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RSU Evo Bonfiglioli</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 15:33:25 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero dell’8 marzo 2022: prosegue il processo contro chi difende i diritti delle lavoratrici.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue a Bologna il processo contro nove sindacalisti e sindacaliste dell’Unione Sindacale di Base e solidali, imputati per “violenza privata” e “interruzione di pubblico servizio” in relazione a un’iniziativa sindacale svoltasi l’8 marzo 2022 presso la biglietteria TPER di via Marconi.&nbsp;Oggi, 28 maggio, si tiene un’ulteriore udienza nel corso della quale vengono ascoltati i testimoni del pubblico ministero; il procedimento, quindi, proseguirà anche nelle prossime settimane.</p>
<p>Quella giornata di mobilitazione, organizzata in occasione dello sciopero transfemminista dell’8 marzo 2022, aveva l’obiettivo di denunciare le gravi carenze nei diritti e nelle tutele delle lavoratrici in appalto alla Holacheck, sostituite durante lo sciopero da personale esterno in un evidente atto di crumiraggio padronale e di condotta antisindacale da parte dell’azienda.</p>
<p>Non ci fu alcuna interruzione del servizio, né alcun episodio di violenza. Ci fu invece una protesta legittima, pacifica e pubblica, pensata per dare voce a lavoratrici invisibilizzate e sfruttate. Eppure, per quella semplice iniziativa sindacale, nove compagni e compagne si trovano&nbsp;oggi&nbsp;imputati in un processo che ha assunto i contorni di una vera e propria campagna di intimidazione giudiziaria.</p>
<p>Si tratta di un processo pesante, costruito su accuse sproporzionate, nel quale quattro parti civili si sono costituite chiedendo risarcimenti per circa 40.000 euro complessivi. Una cifra enorme, del tutto scollegata dai fatti reali, che rappresenta un vero e proprio strumento di intimidazione economica e politica. È la prova di come, sempre più spesso, si voglia colpire chi lotta per i diritti, trasformando il tribunale in un luogo di repressione anziché di giustizia. Per sostenere chi&nbsp;oggi&nbsp;viene colpito per aver difeso le lavoratrici ed i lavoratori, invitiamo a contribuire alla cassa di resistenza (link in Bio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non intendiamo arretrare di fronte alle provocazioni e al tentativo di reprimere le giuste rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, come avvenuto l’8 marzo 2022. Continueremo ad essere al fianco dei compagni e delle compagne sotto processo come continueremo a difendere il diritto di sciopero di tutte e tutti, consapevoli della forza che questo strumento rappresenta per chi decide di opporsi a sfruttamento, precarietà e negazione dei diritti.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 May 2026 15:08:00 +0200</pubDate>
                        <title>SUCCESSO DELLO SCIOPERO: CENTINAIA DI STUDENTI E DOCENTI UNITI CONTRO LA DISTRUZIONE PUBBLICA!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in centinaia tra studenti e studentesse medi e universitari, docenti e lavoratori delle scuole hanno scioperato e sono scesi in piazza a Bologna come in più di quaranta città di tutta italia, contro la “distruzione pubblica” portata avanti dal Governo Meloni - in primis dai ministri Valditara e Bernini, e contro il futuro di guerra, genocidio e leva che vorrebbero consegnarci.</p>
<p>I docenti dall'Ufficio scolastico e gli studenti da piazza Scaravilli si sono uniti fino alla Prefettura. Ci siamo mossi incrociando insieme le braccia e chiedendo di essere ricevuti da chi nella nostra città rappresenta il Governo: un atto grave il rifiuto del Prefetto di ricevere gli studenti medi e universitari, che ha però visto ribadita l'unità tra lavoratori e studenti. L'USB ha rappresentato al Prefetto l’unità delle comuni rivendicazioni.</p>
<p>Studenti e studentesse, unite ai docenti e ai lavoratori fanno paura a questo Governo: sicuramente le aule vuote di oggi hanno preoccupato il Ministro Valditara, che sta portando avanti una disastrosa riforma dei tecnici e professionali, il famigerato“4+2” che non risponde ai bisogni degli studenti e dei docenti ma invece va incontro a quelli delle aziende e dei privati. La forza degli studenti che insieme ai docenti hanno alzato la testa contro la scuola di classe di Valditara, contro le sue Indicazioni Nazionali, contro la Riforma Bernini e la sempre più pesante militarizzazione dell’istruzione pubblica ha trovato questo governo debole, al punto da dirsi indisponibile a ricevere una delegazione studentesca. D’altro canto i giovani di questo paese hanno esplicitamente bocciato il Governo al Referendum e insieme ai lavoratori lo hanno fatto tremare nelle piazze di tutto questo autunno. Evidetentemente una ferita ancora aperta.&nbsp;</p>
<p>La nostra forza però risiede precisamente in questa unità. E se dalle scuole alle università oggi centinaia di studenti hanno scioperato, continueremo a farlo accanto ai lavoratori del mondo della formazione, tenendo alte le bandiere della resistenza palestinese e cubana che per noi rappresentano un esempio da seguire rispetto ai vessilli delle istituzioni guerrafondaie della UE e della NATO, per conquistare una nuova formazione pubblica, per conquistare il diritto al nostro futuro.&nbsp;</p>
<p>Se il governo ha provato a dividerci ci ritroverà uniti sicuramente nello sciopero generale del 18 Maggio e nella grande manifestazione nazionale del 23 Maggio a Roma!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:27:17 +0200</pubDate>
                        <title>Bologna: 1° Maggio di USB al giardino del Fondo Comini, via Fioravanti 68 dalle 11.00 alle 20.00. Blocchiamo la guerra, alziamo salari e diritti</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 1°&nbsp;Maggio a Bologna&nbsp;USB organizza la giornata delle lavoratrici e dei lavoratori al giardino del Fondo Comini.&nbsp;</p>
<p>Dalle 11.00 dibattito con le lavoratrici e i lavoratori contro la guerra verso la manifestazione operaia del 23 Maggio.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Dalle 16 musica dal vivo con i canti partigiani de I Sanpietrini insieme ad Alessio Lega, a seguire Irish folk Rock con i Drunk Butchers e la musica Trash Pop '80 dei The GNU degeneration e la selezione musicale di dj Rik Brigante.&nbsp;</p>
<p>Durante tutta la giornata mostra fotografica sulle lotte sindacali, banchetti, laboratori bimbi e street food.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:32:59 +0200</pubDate>
                        <title>Scuola: Solidarietà alla docente del Mattei. Tutti con lei davanti all&#039;IIS Mattei di San Lazzaro si Savena (BO) il 4 maggio ore 12.30.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La collega che a dicembre aveva organizzato la partecipazione di alcune sue classi a un webinar con la dottoressa Francesca Albanese, Alto commissario dell’ONU per i diritti del popolo palestinese, è stata colpita da una procedura disciplinare. Dopo mesi di silenzio, forse per allontanarsi dal clamore mediatico seguito ai tantissimi docenti di tutta Italia che alla collega hanno manifestato solidarietà in una comune difesa della libertà di insegnamento, e dopo un’ispezione che sembrava caduta nel nulla nei mesi scorsi, il Dirigente scolastico dell’IIS Mattei ha avviato adesso a fine anno scolastico la procedura per una contestazione di addebito disciplinare.&nbsp;<br /> Viene contestato alla docente dell'IIS Mattei di aver stipulato un rapporto giuridico organizzativo con l’associazione Docenti per Gaza, associazione che promuoveva il webinar in modalità completamente gratuita. Se la contestazione di addebito disciplinare da un lato riconosce la correttezza della progettualità didattica della docente, a cui non viene imputato nulla relativamente ai contenuti e agli aspetti didattici, quel che le viene contestato è invece di non aver letteralmente chiesto il permesso al dirigente scolastico per lo svolgimento di una attività che normalmente, ovunque e da sempre, rientra nelle scelte dell'insegnante che delibera le proprie attività nelle more della libertà di insegnamento ovvero dei principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> A maggio quindi si decide di contestare fatti accaduti a dicembre pensando, evidentemente, che a distanza di tempo i docenti e le docenti si distraggano o siano troppo impegnati e impegnate con l’immane lavoro di fine anno scolastico per continuare a seguire la vicenda.&nbsp;Non è così!&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> Manifestiamo massima solidarietà alla collega colpita da contestazione di addebito disciplinare. Difendiamo la libertà di insegnamento e invitiamo tutti e tutte, docenti e cittadini, a presenziare alla convocazione della collega colpita da procedura disciplinare <strong>il 4 maggio a partire dalle ore 12,30 davanti alla sede dell'IIS di San Lazzaro</strong> via delle Rimembranze 26.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:03:57 +0100</pubDate>
                        <title>Parma - Solidarietà agli indagati per le manifestazioni contro il genocidio in Palestina</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Solidarietà agli indagati per le manifestazioni contro il genocidio in Palestina: no alla criminalizzazione della solidarietà internazionale e del dissenso al Governo Meloni.</p>
<p>USB di Parma esprime piena solidarietà ai 21 cittadini e cittadine attualmente sottoposti a procedimento giudiziario in seguito alla loro partecipazione alla manifestazione del 1° ottobre, in risposta al blocco israeliano della flotilla umanitaria diretta a Gaza e all'arresto dei suoi equipaggi.</p>
<p>La manifestazione di quella giornata si inserisce nel contesto straordinario di mobilitazioni di quei giorni, durante i quali centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno bloccato stazioni, porti, strade e fabbriche per esprimere solidarietà al popolo palestinese e denunciare le responsabilità dei governi occidentali.</p>
<p>È grave il fatto che la partecipazione a manifestazioni come quella svoltasi a Parma possa&nbsp;oggi&nbsp;costituire oggetto di indagine penale: siamo di fronte alla ennesima conferma del pesante attacco al diritto costituzionalmente garantito alla libera manifestazione del pensiero e alla partecipazione democratica.</p>
<p>È un chiaro gesto repressivo che cerca di punire chi in quei giorni, non è rimasto a casa, ma è sceso in piazza perché non vuole essere complice del nostro governo e del genocidio in Palestina: la nostra organizzazione ribadisce con fermezza che il diritto di manifestare è un pilastro fondamentale della democrazia e rappresenta una regressione sul piano delle libertà civili.</p>
<p>Rivendichiamo con orgoglio quelle giornate di lotta e solidarietà, rivendichiamo che la volontà di un popolo che lotta a fianco della Palestina non può essere ridotta al silenzio attraverso sanzioni e denunce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB PARMA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 13:57:23 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola ER: Solidarietà a chi lotta per una scuola antifascista e democratica!</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-er-solidarieta-a-chi-lotta-per-una-scuola-antifascista-e-democratica-1401.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo da un articolo di Linda Maggiori (<a href="https://www.pressenza.com/it/2026/03/il-liceo-di-lugo-e-il-diritto-internazionale-bocciato/" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.pressenza.com/it/2026/03/il-liceo-di-lugo-e-il-diritto-internazionale-bocciato/</a>) una brutta storia di censura in un istituto di Lugo, il Liceo Statale Gregorio Ricci Curbastro, svoltasi nell’ottobre 2025.</p>
<p>Secondo la fonte, il Dirigente si sarebbe rifiutato di inserire nell’OdG ,quindi discutere, una proposta presentata prima da un docente in occasione di due collegi docenti e poi per iscritto da un terzo del corpo docente e relativa all’organizzazione di un incontro di approfondimento sulla crisi palestinese con esponenti del mondo associativo ed esperti del diritto internazionale.</p>
<p>La storia risulta ancora più brutta perché la risposta a questa censura sarebbe stata il silenzio non solo di molti docenti dell’istituto ma anche delle organizzazioni sindacali rappresentate in quella scuola, in primis la Flc Cgil il cui delegato, primo proponente dell’incontro, si sarebbe dimesso da delegato come forma di protesta per quanto accaduto.</p>
<p>Sono mesi che assistiamo al tentativo di zittire, con nuovi strumenti legislativi e interventi ministeriali, una scuola che tra settembre e ottobre ha ripreso voce, ha rialzato la testa, dopo anni di silenzio, torpore e collegi docenti ormai privi di qualsiasi carica critica e funzione reale nelle scuole-azienda.</p>
<p>Sono stati mesi in cui la censura ha preso diverse forme, spesso trovando nei Dirigenti Scolastici il braccio utile ad affermarsi.</p>
<p>Tuttavia quello che abbiamo vissuto il 22 settembre e il 3 ottobre, in primis, ci dice che le nostre voci e i nostri corpi hanno un potere, che la solidarietà è l’unico strumento utile per resistere e costruire il mondo che realmente vogliamo. Una solidarietà che è internazionale, tra popoli, tra lotte, ma che parte dai nostri luoghi di lavoro, una solidarietà tra lavoratori e lavoratrici, tra questi e il corpo studentesco.</p>
<p>Come ci insegnano da anni le lotte femministe, come ci insegnano da anni le lotte di chi sta nelle pieghe del lavoro più sfruttato, nei settori della logistica e del lavoro bracciantile, “tocca una/o tocca tutte/i”.</p>
<p>Come lavoratori e lavoratrici di USB Scuola Emilia Romagna esprimiamo la massima solidarietà al docente, lasciato solo, del Liceo Ricci Curbastro e invitiamo tutto il corpo docente e il personale ATA di quella scuola e di tutti gli istituti a non indietreggiare di fronte alle minacce e ai soprusi del potere, facendo fronte comune e praticando la solidarietà.</p>
<p>Difendiamo tutte e tutti insieme la scuola della Costituzione democratica e antifascista.</p>
<p>Come USB restiamo a disposizione tramite i contatti social e mail per intervenire a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:57:14 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola Bologna: Giù le mani dal Pilastro! Investire sulle istituzioni culturali esistenti e tutelare il verde.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-bologna-giu-le-mani-dal-pilastro-investire-sulle-istituzioni-culturali-esistenti-e-tutelare-il-verde-0903.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Riteniamo importante come lavoratori e lavoratrici della scuola e come cittadine/i prendere parola a seguito della vicenda dello sgombero avvenuto dopo la mobilitazione per preservare 1500 mq di area verde presente nel quartiere del Pilastro all'interno del parco Mitilini Moneta Stefanini. &nbsp;<br /> Qualche giorno fa gli occupanti insieme al comitato MuBasta avevano provato a piantare di nuovo gli alberi sradicati.&nbsp;<br /> Il MuBa, museo dei bambini e delle bambine, viene narrato dall'amministrazione Lepore come un luogo di cultura in un quartiere di periferia quando in realtà si tratta dell'ennesima manovra speculativa costosissima inserita perfettamente nel quadro di una politica che ha come unico obiettivo la gentrificazione delle periferie con conseguente esplusione delle fasce economicamente più deboli. Chi contesta oggi il progetto del MuBa lo fa per ostacolare un modello di trasformazione urbana deciso senza il reale coinvolgimento degli abitanti dei quartieri, che comporta la cancellazione delle poche aree verdi sacrificate agli interessi dei comitati affaristi cittadini.&nbsp;<br /> È chiaro che manovre di questo tipo denunciano un modello di gestione politica della città di Bologna autoritario e lontano dalle reali esigenze dei cittadini.<br /> La repressione violenta del dissenso da parte di questa amministrazione comunale è la prova evidente dell'incapacità di dialogo e di gestione di una politica locale fallita.&nbsp;<br /> Il progetto comunale costerà nelle stime fino a 6.3 milioni di euro. Le promesse di ripiantumazione da parte del Comune non sono credibili, basta guardare la devastazione ambientale che i cantieri del tram si lasciano alle spalle.&nbsp;<br /> Come sanno bene i cittadini del Pilastro che si sono mobilitati in questi giorni, i laboratori di lettura e di educazione esistono già nei servizi resi dai dipendenti comunali della Casa gialla e della Biblioteca Spina, dipendenti comunali che lavorano nei servizi per le scuole e per i residenti della zona che sono costantemente ridotti ai minimi termini dai tagli della giunta Lepore.&nbsp;<br /> A tutta la città diciamo quindi che la vera opportunità formativa e culturale del Pilastro sono questi servizi comunali già esistenti insieme alle scuole del quartiere. Invece di difendere una opera inutile e costosa, che probabilmente sarà gestita da privati, come docenti di USB scuola riteniamo che tutti gli investimenti sperperati in progettisti, sicurezza, sradicamento alberi dovrebbero essere invece dirottati proprio sulle istituzioni culturali ed educative del quartiere. Invitiamo perciò tutti a mobilitarsi nelle prossime iniziative del Comitato MuBasta.</p>
<p class="text-justify">USB Scuola Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:13:18 +0100</pubDate>
                        <title>Lavoratori in nero nel cantiere del tram di Bologna: gravissimo segnale, intensificare i controlli su regole contrattuali e sicurezza su appalti e subappalti</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce delle notizie trapelate dopo l’ispezione del Nucleo Ispettorato del Lavoro in un cantiere del tram di Bologna che avrebbe fatto emergere irregolarità e addirittura la presenza di lavoratori in nero, riteniamo che si debba avviare una verifica complessiva sul rispetto delle norme contrattuali e di quelle sulla salute e sicurezza sul lavoro su tutte le tratte in lavorazione.</p>
<p>Oltre che sollecitare l’ispettorato per un allargamento dei controlli, riteniamo urgente che l’amministrazione comunale faccia la sua parte per garantire tutele ai lavoratori impegnati nella posa del tram.</p>
<p>Sottolineiamo che tali controlli non possano essere “scoraggiati” o sottovalutati per motivi connessi alle scadenze del progetto e ai finanziamenti del PNRR, che dovrebbero essere motivi in più per alzare al massimo la vigilanza e il controllo.</p>
<p>È sotto gli occhi dei cittadini la complessità della gestione dei cantieri, la sovrapposizione di varie operazioni in spazi ristretti che notoriamente creano quelle che tecnicamente si chiamano “interferenze” che aumentano di molto i pericoli sia per i lavoratori sia per gli stessi cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:09:48 +0100</pubDate>
                        <title>Igiene Ambientale Rimini: USB in Prefettura per il cambio appalto. Primi passi avanti su tutele e CCNL, ma l’attenzione rimane deve rimanere alta</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto,&nbsp;ieri&nbsp;04/03/2026, presso il Palazzo del Governo di Rimini, il tavolo per il tentativo di conciliazione tra il sindacato USB (Unione Sindacale di Base), la società Colas Pulizie Locali Soc. Coop., e il Consorzio Ciclat, a seguito dello stato d’agitazione proclamato per tutelare i lavoratori dei servizi di igiene ambientale del territorio riminese in occasione del prossimo passaggio di gestione del servizio.</p>
<p>L'incontro, presieduto dal Viceprefetto Aggiunto Dott. Enrico Dinunzio, ha permesso di affrontare i punti più critici legati all'imminente passaggio di gestione.</p>
<p>Tutela contrattuale: il Consorzio Ciclat ha fornito rassicurazioni ufficiali sull'applicazione del CCNL di settore Utilitalia, garantendo il mantenimento dei livelli di inquadramento, degli scatti di anzianità e di tutte le condizioni di miglior favore acquisite dai lavoratori.</p>
<p>Rimangono però troppo incertezze: le modalità e tempi di erogazione del TFR da parte della cooperativa uscente con la prospettiva di un intervento del fondo INPS, altro punto importante è la precisa individuazione delle cooperative subentranti che dovrebbe avvenire nell’arco dei prossimi giorni.</p>
<p>Come USB riteniamo grave l’assenza di HERA al tavolo prefettizio visto il suo ruolo nella vicenda e nella gestione complessiva degli appalti.</p>
<p>L'Unione Sindacale di Base dichiara che manterrà lo stato di allerta finché non verranno date precise garanzie ai lavoratori, per questo non sono esclusi ulteriori momenti di mobilitazione e la riapertura dello stato di agitazione qualora il passaggio di consegne dovesse presentare zone d'ombra per i diritti dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base - Romagna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 18:59:36 +0100</pubDate>
                        <title>Periodo unico di valutazione: una scelta che spetta ai collegi docenti e non ai dirigenti scolastici!</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/periodo-unico-di-valutazione-una-scelta-che-spetta-ai-collegi-docenti-e-non-ai-dirigenti-scolastici-1906.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nello scorso mese di ottobre, a seguito di segnalazioni da parte di alcuni docenti che avrebbero voluto votare la sperimentazione del periodo unico di valutazione in una scuola di Bologna - delibera resa impossibile dal diniego di un dirigente scolastico -, avevamo scritto una nota all'USR Emilia Romagna chiedendo un atto di indirizzo che desse uniformità alle istituzioni scolastiche. Il periodo unico di valutazione è infatti adottato in diverse scuole italiane, emiliano-romagnole, bolognesi e ci sembrava che la soggezione alla volontà dei singoli dirigenti scolastici non fosse un criterio normativo per la scuola statale alla quale dovrebbe applicarsi una uniformità interpretativa del Testo Unico.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Il 23 dicembre 2025 l'Ufficio Scolastico regionale dell'Emilia Romagna ha pubblicato una nota a firma del dottor Bruno Di Palma il quale esprimeva un parere personale negativo rispetto al periodo unico di valutazione usando il tempo verbale del condizionale e lasciando le istituzioni scolastiche senza un formale atto di indirizzo.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Il 4 febbraio scorso abbiamo appreso dagli organi di stampa che la Regione Emilia Romagna porrà la questione di legittimità al Ministero dell'Istruzione a fronte anche della dichiarazione del Liceo Oriani di Ravenna che ha confermato il periodo unico di valutazione come &quot;scelta centrale del proprio progetto formativo&quot; anche per quest'anno.</p>
<p>Abbiamo più volte detto, in questi anni, che occorre prendere in considerazione i tentativi di sperimentazione che provengono da una riflessione dei docenti rispetto ai bisogni educativi espressi dal corpo studentesco relativamente all'ansia scolastica diffusa e a una pressione psicologica data da un eccesso di valutazione.&nbsp; Riteniamo che le scuole che hanno avviato dei percorsi che attribuiscono maggiore importanza ai processi di apprendimento, attraverso una valutazione annuale come quella del periodo unico, siano da valorizzare non solo per la bontà di una visione pedagogica praticata nell'ottica della cura dei percorsi di studio degli studenti, ma anche per una corretta declinazione della normativa vigente visto che il periodo unico di valutazione non è in contrasto con il Testo Unico come sostengono del resto diversi docenti universitari di legislazione scolastica e di pedagogia, dirigenti scolastici e docenti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Concordiamo pienamente con chi ricorda da più parti che sulla didattica le scelte da operare non spettano ai dirigenti scolastici, ma alla sovranità del Collegio dei docenti.</p>
<p class="text-justify">USB Scuola Emilia Romagna</p>
<p class="text-justify"><a href="https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scuola-periodo-unico-di-valutazione-si-o-no-1353.html" target="_blank">https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scuola-periodo-unico-di-valutazione-si-o-no-1353.html</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:03:30 +0100</pubDate>
                        <title>Il saluto di USB al Francesca: proseguiremo con la sua determinazione le nostre lotte in Unipol </title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/il-saluto-di-usb-al-francesca-proseguiremo-con-la-sua-determinazione-le-nostre-lotte-in-unipol-1004.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo appreso nelle scorse ore della tragica scomparsa di Francesca Paltrinieri, nostra iscritta e fino a qualche mese fa nostra delegata in Unipol a Bologna. Una scomparsa che ci addolora profondamente.&nbsp;</p>
<p>Francesca ha svolto un ruolo fondamentale in Unipol per cercare di dare una nuova prospettiva sindacale per i diritti delle lavoratrici ed I lavoratori di Unipol, lavorando costantemente alla costruzione e al rafforzamento del nostro sindacato.&nbsp;</p>
<p>È stata la prima lavoratrice a voler prendere la parola nella prima e partecipata assemblea in sciopero nella sede bolognese di Unipol. Ricorderemo per sempre la sua sensibilità, il suo spirito battagliero e porteremo sempre con noi la sua forza e la sua determinazione per proseguire le nostre lotte in Unipol e non solo.&nbsp;</p>
<p>Che la terra ti sia lieve Francesca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Unipol&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 15:28:06 +0100</pubDate>
                        <title>Bologna. Bonfiglioli: l’azienda conferma il piano di “automazione”, USB no ai licenziamenti e basta incontri informali</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/bologna-bonfiglioli-lazienda-conferma-il-piano-di-automazione-usb-no-ai-licenziamenti-e-basta-incontri-informali-1529.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di&nbsp;ieri&nbsp;si è svolto presso la sede di Confindustria un incontro tra Bonfiglioli Riduttori le Organizzazioni Sindacali e la RSU del sito di Calderara di Reno (Bo), a seguito della notizia della volontà da parte di Bonfiglioli di procedere con l'automazione e l'internalizzazione del magazzino, in appalto all'azienda Bcube, con il rischio concreto di una sessantina di posti di lavoro a rischio.</p>
<p>Nella giornata di venerdì 13&nbsp;febbraio&nbsp;vi è stata la mobilitazione dei lavoratori di Bonfiglioli, di Bcube e del subappalto Client Solutions, con sciopero di due ore e assemblee davanti ai cancelli del sito produttivo di Calderara.</p>
<p>Riteniamo grave che questo progetto di automazione del magazzino, con conseguente rischio occupazionale per le persone che ci lavorano, sia emerso durante ad una riunione &quot;informale&quot; tenutasi in Regione Emilia-Romagna alla presenza di CGIL CISL UIL regionali, della direzione della Bonfiglioli e dei vertici di Tper (quest’ultima alla disperata ricerca di nuovi autisti).</p>
<p>Un incontro “informale” dove non erano presenti né la nostra organizzazione sindacale, né le stesse categorie dei metalmeccanici di CGIL CISL UIL , né tantomeno le RSU della Bonfiglioli: una prassi che conferma un decadimento delle relazioni sindacali a tutti i livelli, anche quando di mezzo ci sono le istituzioni locali.</p>
<p>Da sempre denunciamo un sistema di confronto con le organizzazioni sindacali blindato e riservato solo ad alcune sigle sindacali, a maggior ragione se disposte ad accettare anche confronti informali, dove si prendono decisioni che poi impattano negativamente sulle condizioni di chi lavora.</p>
<p>Nell'incontro di Coordinamento di Bonfiglioli, svoltosi lo scorso 4 dicembre, l'azienda aveva presentato un piano di investimenti che riguardava anche il magazzino, ma che non avrebbe assolutamente impattato sui livelli occupazionali dei lavoratori dell'appalto.</p>
<p>Nell'incontro di&nbsp;ieri&nbsp;in Confindustria Bonfiglioli ha confermato la volontà di procedere con il progetto di automazione del magazzino e la conseguente sua internalizzazione, con impatto sui livelli occupazionali.</p>
<p>Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con la direzione di Bonfiglioli e il 2&nbsp;marzo&nbsp;presso Confindustria per cercare di trovare delle soluzioni che garantiscano diritti e dignità per tutti i lavoratori impiegati nel magazzino di Bonfiglioli. Continua pertanto la mobilitazione dei lavoratori.</p>
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<p>In conclusione, vorremmo dire a Tper e alla regione Emilia-Romagna, disposti anche ad organizzare incontri informali per trovare autisti da impiegare nelle corse degli autobus di linea, che gli autisti si trovano a fatica perché sono pagati poco e perché sono sottoposti a turni e carichi di lavoro pesanti e spesso insostenibili.</p>
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<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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