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            <description>Le ultime notizie di emiliaromagna.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 30 Jul 2026 10:01:50 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 10:01:50 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Fri, 24 Jul 2026 10:17:54 +0200</pubDate>
                        <title>Scuola, la lotta paga: archiviato il procedimento disciplinare contro la docente dell&#039;IIS Mattei. USB Bologna: &quot;giù le mani dalla libertà di insegnamento e dalle lotte per la Palestina!&quot;</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scuola-la-lotta-paga-archiviato-il-procedimento-disciplinare-contro-la-docente-delliis-mattei-usb-bologna-giu-le-mani-dalla-liberta-di-insegnamento-e-dalle-lotte-per-la-palestina-1019.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Crolla l'impianto accusatorio e repressivo all'IIS &quot;Enrico Mattei&quot; di San Lazzaro di Savena: il Dirigente Scolastico dispone l'archiviazione formale senza alcuna sanzione. USB Bologna: &quot;Non serve un divieto esplicito per fare censura, basta la burocrazia del sospetto. Ma la mobilitazione di lavoratori e studenti ha fermato la ritorsione.&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato notificato il provvedimento di archiviazione firmato dal Dirigente Scolastico dell'IIS &quot;Enrico Mattei&quot; di San Lazzaro di Savena, che chiude e cancella definitivamente il procedimento disciplinare avviato nei confronti della docente dell'istituto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vicenda era esplosa a seguito di una lezione del 10 dicembre 2025: un collegamento online di approfondimento sulla Palestina con la dott.ssa Francesca Albanese, organizzato da DocentiperGaza e inserito pienamente nella programmazione di Educazione Civica e Storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'ispezione ministeriale attivata a seguito di attacchi politici e mediatici non ha potuto rilevare alcuna scorrettezza, violazione o contenuto inappropriato. Il grottesco tentativo di punire la docente attaccandosi a cavilli burocratici, presunte e inesistenti mancanze di autorizzazioni preventive o accordi formali è crollato miseramente di fronte alla fermezza della difesa della libertà di insegnamento e dell'autonomia didattica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna prende parola con una nota di netta condanna dell'accaduto e di rivendicazione della vittoria: &quot;Lo abbiamo sempre detto, si trattava di un'attività didattica legittima, svolta in aula, inserita nella programmazione e del tutto coerente con gli obiettivi disciplinari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A partire da una segnalazione isolata e reazionaria si è scatenata una sproporzionata gogna esterna, politica e mediatica, finalizzata a intimidire la scuola pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma la stessa ispezione non ha potuto contestare in alcun modo ciò che è stato insegnato. Di fronte al vuoto delle accuse sul piano dei contenuti, si è tentato di spostare il tiro sulle procedure formali, cercando nel cavillo amministrativo la clava disciplinare con cui colpire una lavoratrice. Questo ennesimo tentativo di repressione è stato ricacciato indietro!&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sindacato denuncia con forza il clima di censura e ostilità che contorna la trattazione della questione palestinese nelle scuole e nelle università: &quot;Nelle nostre scuole si applica un doppiopesismo intollerabile: il caso della Palestina è emblematico,&quot; prosegue USB Bologna. &quot;Mentre si spalancano le porte all'indottrinamento bellicista e aziendale, affrontare la tragedia del popolo palestinese e sostenere le sue lotte di liberazione comporta un automatismo di sospetto e sanzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come insegna il pensiero critico di Michel Foucault, per censurare non serve un divieto d'imperio: basta costruire un castello di cavilli, burocrazia e 'rischi percepiti' attorno a un tema per renderlo sconsigliato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta di un dispositivo strisciante volto a produrre l'autocensura di docenti e dirigenti e a trasformare la scuola pubblica in un luogo silenziato e conformista.&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, USB Bologna rilancia la mobilitazione a sostegno di tutti i lavoratori della scuola: &quot;Rifiutiamo l'idea che l'insegnamento debba sottostare a un'autorizzazione preventiva o a una continua tutela burocratica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una scuola che sostituisce la responsabilità professionale dei docenti con la prudenza amministrativa è una scuola che rinuncia alla sua funzione formativa e politica. Non c'era nulla da sanzionare rispetto alla Docente dell'IIS Mattei perché la libertà di insegnamento non si sanziona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è una vittoria per tutti i lavoratori, gli studenti e i soggetti sociali che si sono schierati al fianco della docente in questa battaglia. Rispondere colpo su colpo agli attacchi e scendere in piazza paga: continueremo a difendere la libertà d'insegnamento, la scuola pubblica e il diritto di parlare di Palestina e di tutte le lotte di liberazione dei popoli. “Fiero chi lotta, fiero chi non si piega!&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Jul 2026 10:19:45 +0200</pubDate>
                        <title>NIDI E SCUOLE ROVENTI: USB SOSTIENE I GENITORI CHE DIFFIDANO IL COMUNE DI BOLOGNA</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>USB Bologna esprime piena solidarietà ai genitori dei nidi comunali che, in queste settimane, hanno protestato contro l'ennesima estate trascorsa in strutture roventi, sovraffollate e inadeguate per i bambini ed il personale educativo. Sosteniamo la loro diffida inviata al Comune di Bologna e la scelta di sospendere il pagamento delle rette se l'amministrazione continuerà a rispondere all'aumento delle temperature senza mettere in campo soluzioni strutturali.&nbsp;</p>
<p>Mentre le temperature a Bologna hanno superato i 36-38 gradi, la risposta dell'Amministrazione si è ridotta alla consegna di una manciata di condizionatori mobili ovvero dispositivi che, come denunciano da mesi le lavoratrici del settore, senza scarico d'aria adeguato non abbassano la temperatura ma la spostano da una stanza all'altra. Ogni estate da almeno un decennio la si chiama &quot;emergenza&quot;, anche se la situazione del caldo estivo nei nidi è ormai una condizione sistemica che necessita di interventi efficaci e strutturali, non di soluzioni tampone.&nbsp;</p>
<p>Non è un caso isolato bolognese, lo abbiamo già denunciato molte volte: a livello nazionale solo il 7,4% degli edifici scolastici italiani dispone di un impianto di climatizzazione o ventilazione. Chi continua a dire che &quot;si può fare lezione normalmente&quot; in quelle condizioni parla da un ufficio climatizzato, lontano anni luce dalla realtà di educatrici, insegnanti, collaboratori, bambine e bambini.</p>
<p>Mentre l'estate si allunga e le ondate di calore si moltiplicano, la Regione Emilia-Romagna annuncia la riapertura delle scuole per il 1°&nbsp;settembre&nbsp;come se il problema strutturale dell'edilizia e degli spazi ancora da mettere in sicurezza non esistesse.&nbsp;</p>
<p>USB Bologna ribadisce che la salute di bambine, bambini, educatrici ed operatori non è una voce di bilancio rinviabile: le promesse di installazione di impianti di raffreddamento a partire dal 2027 non sono sufficienti senza uno stanziamento adeguato delle risorse, necessarie alla piena messa in sicurezza termica di tutti i nidi e le scuole dell'infanzia.</p>
<p>Saremo quindi al fianco delle famiglie che hanno deciso di protestare e lanciare un'assemblea cittadina a settembre, continuando a batterci nei nidi, nelle scuole, nei luoghi di lavoro perché la salute e la sicurezza di lavoratrici , lavoratori, bambine e bambini non è un dettaglio, ma una priorità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Jul 2026 10:17:48 +0200</pubDate>
                        <title>INTERPORTO DI BOLOGNA: NO ALLA PRIVATIZZAZIONE, IL PUBBLICO NON DEVE RITIRARSI AL SUO RUOLO STRATEGICO.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Totale contrarietà e forte preoccupazione in merito alla decisione della Giunta di Bologna di avviare l’iter di “fattibilità” per la dismissione del 35% delle quote azionarie detenute in Interporto Bologna S.p.A.</p>
<p>La scelta di privatizzare il più importante hub logistico del territorio, giustificata formalmente come un mero adempimento tecnico alle richieste della Corte dei Conti, rappresenta in realtà una grave ritirata della politica e del controllo pubblico da un settore industriale cruciale per lo sviluppo economico, sociale e occupazionale della nostra area metropolitana.</p>
<p>Considerare l'Interporto come una società che &quot;non persegue più finalità istituzionali&quot; è una visione miope. La logistica merci, i collegamenti ferroviari e le infrastrutture di scambio non sono semplici asset commerciali da monetizzare. Sono una spina dorsale del nostro territorio. Cedere la maggioranza assoluta delle quote ai colossi privati dello shipping internazionale significa consegnare le chiavi delle scelte strategiche locali a logiche di puro profitto finanziario, estranee ai reali bisogni della comunità e dei lavoratori.</p>
<p>L'amministrazione comunale dichiara &quot;esaurito&quot; il proprio ruolo pubblico solo perché è stata siglata la &quot;Carta metropolitana della Logistica Etica&quot;. Per USB, la legalità, la sicurezza sul lavoro, il contrasto agli appalti al ribasso e la fine del precariato nei magazzini non sono traguardi del passato da considerare &quot;archiviati&quot;, ma battaglie quotidiane che richiedono la vigilanza e presa di responsabilità costante da parte del socio pubblico.</p>
<p>Chi garantirà il rispetto dell'interesse collettivo e la tutela dei lavoratori di fronte ai piani di ristrutturazione di una multinazionale privata?</p>
<p>L'interesse manifestato da giganti mondiali come il Gruppo MSC dimostra l'enorme appetito del mercato verso lo scalo bolognese.</p>
<p>L'Interporto di Bologna, che ospita circa 130 aziende del settore e vi lavorano stabilmente oltre 5.500 addetti, è una delle infrastrutture logistiche e intermodali più grandi e importanti d'Europa con la sua posizione strategica, all'incrocio di tre corridoi della rete europea TEN-T, che lo rende uno snodo nevralgico per il trasporto merci in Italia e in Europa.</p>
<p>La concentrazione di un'infrastruttura così strategica nelle mani di un unico grande attore privato rischia di creare un monopolio di fatto, subordinando lo sviluppo dei corridoi e del terminal ai soli interessi commerciali del compratore, anziché al rilancio complessivo e alla tutela del territorio.</p>
<p>Non basta la permanenza della Città Metropolitana con una quota minoritaria per garantirci la tutela del sito. Il controllo di un'infrastruttura da oltre 4 milioni di metri quadri deve rimanere saldamente in mano pubblica.</p>
<p>Chiediamo un tavolo di confronto urgente con il Sindaco e l'Assessore competente per ridiscutere i termini del Piano di razionalizzazione delle partecipate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:11:06 +0200</pubDate>
                        <title>Appalti HERA e coop sociali: dopo 8 anni di rinvii i netturbini in Corte d’Appello. USB: basta sfruttamento, si applichi il contratto dell’igiene ambientale</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/appalti-hera-e-coop-sociali-dopo-8-anni-di-rinvii-i-netturbini-in-corte-dappello-usb-basta-sfruttamento-si-applichi-il-contratto-delligiene-ambientale-1421.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina&nbsp;presidio e conferenza stampa davanti al Tribunale di Bologna in concomitanza con la quinta udienza. Lungaggini inaccettabili, negati diritti già riconosciuti dalla Cassazione.</p>
<p>Si è svolto&nbsp;questa mattina, davanti alla Corte d’Appello del Tribunale del Lavoro di Bologna, un affollato presidio accompagnato da una conferenza stampa organizzata dall'USB Lavoro Privato. L'iniziativa è coincisa con la quinta udienza – arrivata dopo ben quattro rinvii – del ricorso promosso circa 8 anni fa da 18 lavoratori delle cooperative sociali “Il Mandorlo” e FORB di Forlì-Cesena. Al centro della battaglia legale, la richiesta di applicazione del Contratto collettivo nazionale di settore (CCNL Utilitalia / Igiene Ambientale) e il riconoscimento delle relative differenze retributive e contributive (la differenza è tra le 350 a 550 euro in meno al mese).</p>
<p>La USB denuncia con forza il meccanismo degli appalti di HERA tramite consorzi e cooperative, che da anni si traduce nell'applicazione di un trattamento contrattuale peggiorativo: quello delle cooperative sociali al posto di quello specifico del settore dell'igiene ambientale.</p>
<p>«Siamo di fronte a un trattamento economico e normativo sottopagato e sotto-tutelato, adottato per mere ragioni di profitto e di taglio del costo del lavoro», spiegano i rappresentanti sindacali durante la conferenza stampa odierna.</p>
<p>La protesta di&nbsp;questa mattina&nbsp;ha voluto accendere i riflettori su un'attesa estenuante durata otto lunghi anni, segnati da rinvii motivati da &quot;errori&quot; procedurali dei Tribunali. Un lasso di tempo in cui i lavoratori sono stati trattati come palline da ping-pong, affrontando anche costi onerosi.</p>
<p>Una lungaggine giudiziaria definita &quot;incomprensibile&quot; e &quot;dannosa&quot; dall'USB, soprattutto alla luce del fatto che la Corte di Cassazione si è già espressa favorevolmente ben cinque volte sul caso dei lavoratori di una cooperativa riminese, così come la stessa Corte d’Appello di Bologna in precedenza, smontando nei fatti il sistema di appalti e sub-appalti.</p>
<p>La battaglia dei lavoratori non si è mai fermata in questi anni, sostenuta da scioperi, presidi ed esposti all’Ispettorato e alla Medicina del Lavoro per denunciare le inadempienze sulla sicurezza e sui diritti previsti anche dallo stesso (seppur incongruo) contratto delle Coop sociali.</p>
<p>«Diciamo basta ai continui rinvii e ai tentativi di &quot;legalizzare&quot; questo sfruttamento tramite ulteriori accordi al ribasso tra HERA, Cooperative e CGIL-CISL-UIL», conclude la USB. «I diritti di questi lavoratori sono già abbondantemente riconosciuti dalla giurisprudenza: è ora che venga fatta giustizia».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB LAVORO PRIVATO – SERVIZI AMBIENTALI</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:17:34 +0200</pubDate>
                        <title>Le scuole e la mancanza di visione politica a Bologna, la città più progressista d&#039;Italia.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/le-scuole-e-la-mancanza-di-visione-politica-a-bologna-la-citta-piu-progressista-ditalia-1427.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description>A Bologna la settimana corta arriva senza coordinare i trasporti, l&#039;edilizia scolastica arranca in ritardo sulla demografia studentesca, le aule restano senza climatizzazione mentre si investe sul digitale. USB Scuola denuncia l&#039;assenza di una regia istituzionale tra orari scolastici, mobilità, edilizia e gestione del patrimonio pubblico, sempre più orientato alla rendita turistica invece che ai bisogni dei cittadini.</description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">*Le scuole e la mancanza di visione politica a Bologna, la città più progressista d'Italia.*</p>
<p class="text-justify">Al liceo Sabin la Città metropolitana presenta un progetto di ampliamento da 600 posti, pronto per l'anno scolastico 2028-2029. All'IIS Belluzzi-Fioravanti e alle Aldini Valeriani da settembre entra in vigore la settimana corta: niente sabato, niente rientri pomeridiani, ora di lezione a 50-55 minuti. Ma il cambio di orario non porta con sé nessuna corsa aggiuntiva di Tper: il trasporto pubblico resta quello di prima, e per migliaia di studenti alcuni dirigenti scolastici pensano a deroghe e permessi rispetto ai ritardi possibili.<br /> Il vizio di fondo è sempre lo stesso: la scuola pubblica decide o subisce decisioni senza che nessun livello istituzionale si occupi di tenere insieme i pezzi.</p>
<p class="text-justify">Della settimana corta nelle scuole se ne discute da tempo. Chi la sostiene ritiene che la causa ecologica (riscaldamento e trasporti) se ne avvantaggi o guarda al miraggio di un tempo più disteso per le famiglie nel fine settimana. È un cambiamento che decine di istituti bolognesi (Laura Bassi, Luxemburg, Aldrovandi Rubbiani, Manfredi Tanari, Belluzzi-Fioravanti e Aldini Valeriani) hanno deliberato attraverso i loro organi collegiali come le scuole milanesi già negli anni scorsi. Il problema è che la stessa autonomia scolastica, che permette a una scuola di decidere il proprio orario, non si accompagna a nessun meccanismo che ne gestisca le conseguenze fuori dal perimetro dell'istituto.<br /> Secondo i dati dell'Ufficio di Statistica del Comune di Bologna, sul totale degli studenti delle scuole superiori che ogni giorno raggiungono il capoluogo dell’Emilia Romagna, oltre 10mila (circa il 45% degli iscritti) arrivano da un altro comune. Aldini Valeriani e Belluzzi-Fioravanti sono tra gli istituti con più iscritti in assoluto. Significa che una decisione che cambia gli orari di ingresso e uscita incide su un sistema di mobilità metropolitana totalmente impreparato. Senza coordinamento e pianificazione delle istituzioni cittadine, il sabato libero si trasforma in un privilegio per chi vive in centro e in un pesante disagio per chi arriva da fuori.</p>
<p class="text-justify">Quel pendolarismo studentesco non è una scelta di comodità: è la conseguenza diretta dell'emergenza abitativa. Bologna è tra le città italiane dove il rincaro degli alloggi spinge maggiormente le famiglie fuori dal capoluogo: secondo un'analisi della CNA, chi si allontana dalla città può risparmiare fino a circa 4mila euro l'anno sull'affitto, ma oltre la metà di quel risparmio viene riassorbita dai costi di spostamento. Con un canone medio che ha superato gli 840 euro al mese e i prezzi al metro quadro in costante ascesa nel 2026, decidere un nuovo orario scolastico senza considerare chi arriva dalla Valsamoggia, da Sasso Marconi o dall'Appennino significa ignorare una parte strutturale della popolazione.<br /> L'autonomia scolastica si è trasformata nell'autorizzazione a decidere isolatamente in funzione di obiettivi di marketing attrattivo per le famiglie. Non ci si avvede, però, che così si scaricano i costi sociali di queste decisioni su chi è già stato spinto ai margini della città dal mercato immobiliare. Presi dalla competizione per le iscrizioni nelle singole istituzioni scolastiche, non si guarda in modo ampio ai problemi strutturali, logistici e pedagogici, che da queste decisioni conseguono.</p>
<p class="text-justify">A questo si aggiunge il caso del Liceo Sabin, che racconta la totale incapacità di pianificazione delle istituzioni politiche cittadine. L'ampliamento, da poco presentato come “modello per le scuole del futuro”, risponde a una pressione demografica cresciuta a partire dagli anni 2000. Ma tra la presentazione e la realizzazione passano anni, e nel frattempo la curva demografica ha già cambiato segno: da quanto ci dicono gli esperti, sta per arrivare il pieno inverno demografico. L'edilizia scolastica pubblica, lasciata ai tempi dell'urgenza, arriva sempre tardi rispetto al bisogno che l'ha generata e risulta cieca rispetto al bisogno che verrà.</p>
<p class="text-justify">C’è un altro squilibrio che gli ultimi anni di investimenti pubblici hanno reso evidente. Il PNRR ha destinato circa 2,1 miliardi di euro al solo Piano Scuola 4.0 (lavagne interattive, visori, digitalizzazione) mentre la riqualificazione termica degli edifici arranca. I dati parlano chiaro: solo il 9,5% degli edifici scolastici in Emilia-Romagna dispone di un impianto di climatizzazione. Anche in questa sessione degli esami di Stato, centinaia di studenti e docenti hanno affrontato prove scritte e orali in aule-forno con temperature superiori ai 36 gradi. Si è scelto di digitalizzare le classi prima di renderle vivibili: un ordine di priorità capovolto che lascia molte domande aperte su cosa significhi davvero scuola del futuro.<br /> Tutto ciò mentre a livello locale assistiamo alla narrazione ipocrita della “Bologna Missione Clima” con cui si sacrificano polmoni verdi urbani, usando il green come un brand, mentre la realtà dei fatti parla di cementificazione.</p>
<p class="text-justify">Se la pianificazione dell'edilizia scolastica e dei servizi volesse davvero rompere con la logica dell'emergenza, dovrebbe guardare al patrimonio pubblico dismesso. Invece, assistiamo a una sistematica privatizzazione dei beni comuni.<br /> La città svende i propri spazi strategici. Accade con l'ex Palazzo delle Telecomunicazioni e l'ex Dogana di via Ugo Bassi, passati di mano in mano alla finanza immobiliare, che diventeranno hotel di lusso; con la Caserma Sani, un'area enorme che avrebbe potuto ospitare un polo scolastico, culturale e sociale integrato, sottratta alla pianificazione pubblica e lasciata alle logiche speculative della rigenerazione privata a vocazione commerciale e residenziale di lusso.<br /> Riqualificare l'esistente per la scuola pubblica, anziché regalare fette di città alla rendita turistica e alle multinazionali, aiuterebbe anche a contenere quella pressione immobiliare che allontana le famiglie e chi lavora dal comune di Bologna.</p>
<p class="text-justify">Né le scuole né chi le frequenta sono responsabili di questi cortocircuiti. Dirigenti, docenti, personale ATA, famiglie e studenti fanno quello che possono. È la politica cittadina che ha abdicato al proprio ruolo di regia.<br /> Come USB Scuola Bologna torniamo a chiedere con forza: un tavolo permanente di coordinamento istituzionale (Comune, Città Metropolitana, Ufficio Scolastico Regionale, Tper, rappresentanze sindacali) per pianificare i flussi della mobilità e gli orari scolastici, tutelando i lavoratori e gli studenti pendolari; il blocco delle svendite del patrimonio pubblico: aree come le ex caserme e gli stabili dismessi devono essere destinate a scuole, studentati pubblici e servizi; investimenti strutturali sull'edilizia: vogliamo aule sicure e termicamente vivibili, non solo schermi digitali in aule dove si soffoca.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 15 Jun 2026 10:11:32 +0200</pubDate>
                        <title>COMUNICATO SINDACALE UNITARIO FILT CGIL F IT-CISL UILTRASPORTI FAISA CISAL USB LAVORO PRIVATO</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Conferenza stampa ore 10.30 presso sede TPER Via Saliceto 3 Bologna.</p>
<p>Ulteriori info: Francesco Vito (USB TPER)&nbsp;<a href="callto:333" target="340" class="4366" onclick="window.top.Com_Zimbra_Phone.unsetOnbeforeunload()" rel="noreferrer">333 340 4366</a></p>
<p>Bologna - Ancora una volta siamo costretti a commentare un gravissimo episodio di violenza</p>
<p>nei confronti di un lavoratore dei trasporti. Nella giornata di&nbsp;ieri&nbsp;un conducente di Tper ha</p>
<p>subito un’aggressione riportando gravi lesioni. Riteniamo che la situazione non sia più</p>
<p>tollerabile e chiediamo tempestivi interventi a tutela della sicurezza di tutti i lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo percorso deve vedere coinvolte tutte le istituzioni nell’interesse di tutti i lavoratori e</p>
<p>della collettività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Metteremo in campo tutte le iniziative possibili volte a denunciare i problemi di sicurezza che</p>
<p>tanti colleghi quotidianamente devono a􀆯rontare, con gravi rischi per la propria incolumità.</p>
<p>Per tale motivo per la giornata di lunedì 15 giugno è stato proclamata un’iniziativa di sciopero</p>
<p>di otto ore dalle 8.30 alle 16.30 per il trasporto pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tale iniziativa è prevista dalla legge 146/90 (ex articolo 2 comma 7): l’articolo dispone che</p>
<p>“preavviso minimo e indicazione della durata non si applicano nei casi di astensione dal</p>
<p>lavoro in difesa dell'ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell'incolumità e</p>
<p>della sicurezza dei lavoratori”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FILT CGIL F IT-CISL UILTRASPORTI FAISA CISAL USB LAVORO PRIVATO</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:16:32 +0200</pubDate>
                        <title>Scrutini bloccati a Bologna contro la riforma dei Tecnici.  USB: “Il 72% di blocco è la risposta della scuola che non si piega”</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lo straordinario successo dello sciopero che ha animato gli istituti tecnici di Bologna dal Pacinotti Sirani allo Scarabelli Ghini alle Aldini Valeriani, dove si è raggiunto il 72% dei consigli di classe bloccati (23 scrutini saltati su 32), è una chiara risposta alla riforma dei tecnici voluta dal Ministro Valditara.</p>
<p class="text-justify"><br /> Davanti a questo risultato storico, spiace constatare il tentativo di sciacallaggio di chi dimentica di citare che questo blocco è stato possibile solo grazie allo sciopero indetto da USB Scuola, che ha come sempre in occasione degli scioperi supportato i docenti chiarendo dubbi e modalità in merito alle procedure concesse, visti i limiti al diritto di sciopero imposti dalla Legge 146/1990 e dall’Accordo ARAN del 2 dicembre 2020 firmato da CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA e ANIEF. Chi non ha il coraggio di fare davvero conflitto non dovrebbe cercare di intestarsene i meriti.<br /> I lavoratori hanno risposto compatti alla piattaforma di USB Scuola, l'unico sindacato confederale coerente che non ha mai firmato i contratti-capestro che hanno svenduto i diritti dei lavoratori, legalizzato la miseria salariale e aziendalizzato la scuola pubblica.</p>
<p class="text-justify"><br /> Continueremo fieramente a costruire solidarietà di classe contrastando come sempre abbiamo fatto ogni tentativo di minare il diritto di sciopero e di svuotare l'efficacia delle lotte. Chiamiamo tutti i lavoratori a seguire sui canali social il dibattito che si svolgerà a Roma l '11 giugno 2026 con il quale proseguiamo la nostra azione di denuncia della legge 146 del 1990 che viola la Carta Sociale Europea e limita il diritto di sciopero.<br /> Respingiamo il modello della scuola-azienda subordinata alle imprese. Rivendichiamo aumenti salariali veri, la stabilizzazione dei precari e la piena democrazia interna degli organi collegiali.<br /> Se non ci saranno passi indietro, la lotta bloccherà l'avvio dell'anno scolastico a settembre.</p>
<p class="text-justify"><br /> Bologna, 10 giugno 2026<br /> USB Scuola Bologna</p>
<p class="text-justify"><a href="https://www.usb.it/leggi-notizia/la-legge-146-90-deve-essere-modificata-dibattito-a-roma-11-giugno-ore-1500-roma-hotel-nazionale-1033.html" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.usb.it/leggi-notizia/la-legge-146-90-deve-essere-modificata-dibattito-a-roma-11-giugno-ore-1500-roma-hotel-nazionale-1033.html</a>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 14:30:20 +0200</pubDate>
                        <title>Bonfiglioli: sciopero e presidio venerdì 12 giugno 2026</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/bonfiglioli-sciopero-e-presidio-venerdi-12-giugno-2026-1435.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 12&nbsp;giugno&nbsp;nuovo sciopero dei lavoratori Bonfiglioli e dei lavoratori in appalto e subappalto Bcube e Client Solutions.</p>
<p>Presidio davanti ai cancelli di Bonfiglioli a Calderara di Reno dalle 9,00 alle 11,30. Siete tutti invitati a partecipare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da ieri 52 lavoratori di Bcube e del subappalto Client Solutions non potranno più avere accesso allo stabilimento di Calderara. Un appalto trentennale con lavorazioni svolte da parte dei lavoratori sempre in conformità con le aspettative di Bonfiglioli. Una decisione grave da parte di un'azienda che&nbsp;oggi&nbsp;esprime la presidenza di Confindustria Emilia Centro e che può rappresentare un precedente pericoloso nel nostro territorio industriale. Bonfiglioli non sa più a cosa appigliarsi per giustificare l'ingiustificabile. La verità è che Bonfiglioli ha tolto la maschera, svelando quello che abbiamo sempre pensato sin dall'inizio: respingere tutte le proposte presentate al tavolo dalle Organizzazioni Sindacali e le loro rappresentanze e favorire tagli al personale in appalto, perdita di posti di lavoro, aumento dei carichi di lavoro sul personale interno. Una ricetta d'altri tempi che che siamo pronti a contrastare con forza e rispedire al mittente. Occorre proseguire nella mobilitazione, a partire dalle assemblee di&nbsp;domani, perché questa lotta deve diventare la lotta di tutti i lavoratori del tessuto industriale del nostro territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni e contatti</p>
<p>Domenico Conte&nbsp;<a href="callto:3357531086" onclick="window.top.Com_Zimbra_Phone.unsetOnbeforeunload()">3357531086</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 10 Jun 2026 10:20:15 +0200</pubDate>
                        <title>Proclamato stato di agitazione delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel Consorzio Aldebaran tramite le cooperative CADIAI, Ancora servizi, società Dolce e ASCOOP</title>
                        <link>
                        	
                        			
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Proclamato stato di agitazione delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel Consorzio Aldebaran tramite le cooperative CADIAI, Ancora servizi, società Dolce e ASCOOP, a fronte del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura alle persone anziane e fragili nei loro domicili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da troppo tempo chi opera nei servizi domiciliari è costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili e insostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I salari risultano inadeguati, anche a causa del ricorso diffuso al part-time. A questo si aggiunge l'organizzazione del lavoro attraverso turni spezzati, che impegnano l'intera giornata senza garantire una continuità retributiva adeguata.</p>
<p>Particolarmente grave è la questione del tempo di spostamento tra un intervento e l'altro, che non viene riconosciuto come tempo di lavoro. Al suo posto viene corrisposta una semplice indennità, anziché retribuire ogni effettiva ora di spostamento effettuato.</p>
<p>A peggiorare ulteriormente la situazione vi è la decisione del Consorzio e delle cooperative aderenti di introdurre una nuova applicazione per la gestione delle timbrature e del tempo di lavoro. Si tratta di uno strumento imposto unilateralmente, senza un reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che comporta ulteriori incombenze e responsabilità a carico degli operatori socio-sanitari senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo. Un aggravio di lavoro a parità di salario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione è resa ancora più critica dalla gestione quotidiana dei servizi in special modo delle dimissioni protette, un contesto nel quale la salute e la sicurezza delle operatrici non vengono adeguatamente tutelate e sono prive dei dispositivi idonei.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fronte a questo quadro, permane l'assenza di risposte da parte dell'Assessorato al Welfare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per queste ragioni chiediamo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>l'immediato blocco dell'introduzione della nuova app;</p>
<p>il riconoscimento e il pagamento di tutte le ore effettivamente lavorate, compresi gli spostamenti tra un intervento e l'altro;</p>
<p>una revisione dell'organizzazione del lavoro che superi il sistema dei turni spezzati;</p>
<p>un confronto immediato con le istituzioni e con le aziende coinvolte;</p>
<p>interventi concreti per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del SAD.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio di Assistenza Domiciliare meritano rispetto, dignità e condizioni di lavoro adeguate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 29 May 2026 16:09:40 +0200</pubDate>
                        <title>L’innovazione riporta Bonfiglioli nel 1800.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/linnovazione-riporta-bonfiglioli-nel-1800-1610.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante le proposte che la Rsu e le OO.SS. (Fiom, Uilm e Usb) hanno portato nella discussione sulla gestione della reinternalizzazione delle attività di logistica, siamo costretti a constatare che siamo molto distanti da una soluzione che, come dichiarato a più riprese, “non lasciasse indietro nessuno dei lavoratori attualmente impegnati nell’appalto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La nostra Azienda si sta rifiutando di applicare un accordo sindacale, siglato dalla Rsu e dal Sindacato nel 1997 il cui spirito è per noi molto chiaro e particolarmente significativo: nell’accordo si è proceduto a esternalizzare l’attività di logistica a patto che - in caso di una futura reinternalizzazione - tutti i lavoratori fossero tutelati.&nbsp; Abbiamo scioperato a&nbsp;Febbraio&nbsp;perché è stata gravissima la mancata informazione circa la volontà di chiudere i contratti di appalto, così come altrettanto grave è stata la dichiarazione dell’Azienda di non ritenere di dover applicare un accordo sindacale.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante questo abbiamo comunque avviato la trattativa e lo abbiamo fatto con grande senso di responsabilità e con il solo obiettivo di gestire con un accordo gli effetti di un investimento in innovazione sulla occupazione complessiva del sito e sulla nuova gestione dell’organizzazione del lavoro per i nostri colleghi/e nelle attività di logistica a partire dall’anno prossimo. Responsabilmente abbiamo portato avanti per 8 incontri una trattativa e, contemporaneamente, i nostri colleghi di Bcube hanno addirittura dato tutto il sostegno necessario per recuperare i ritardi accumulati e per evitare anche solo la possibilità che si determinasse un problema di sicurezza nello stabilimento.&nbsp; Nella trattativa non ci siamo limitati a chiedere all’azienda semplicemente rispetto dell’accordo del 1997 ma abbiamo avanzato proposte concrete e razionali per gestire l’impatto complessivo sul sito guardando sempre alla tutela di tutte e tutti.&nbsp; Nessuna di queste proposte è stata accolta e dopo 8 incontri GIUSTAMENTE i nostri colleghi/e di Bcube hanno ripreso la mobilitazione.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Quanto avvenuto&nbsp;oggi&nbsp;venerdì 29&nbsp;Maggio&nbsp;in EVO è di una gravità senza precedenti per la storia della nostra Azienda.&nbsp; A fronte dello sciopero dei colleghi/e di Bcube l’Azienda ha proceduto a formare e inserire nelle attività gestite in Appalto nostri colleghi/e Bonfiglioli.&nbsp; Come RSU abbiamo immediatamente evidenziato che per noi questa azione è innanzitutto sbagliata e ingiusta (oltre che probabilmente in contrasto con il diritto di sciopero) e che, al posto di pensare a come sostituire lavoratori in sciopero, sarebbe stato preferibile che si investisse tempo e energie per valutare le nostre proposte e trovare finalmente una soluzione.&nbsp; Abbiamo avvisato l’Azienda che se avessero continuato a sostituirsi nelle attività saremmo stati costretti a dichiarare sciopero, ci è stato risposto che come RSU potevamo fare quello che volevamo, tanto l’Azienda è nel giusto.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di fronte all’ennesima conferma della mancanza di volontà di dialogo, abbiamo dovuto fischiare lo sciopero.&nbsp; Mentre i delegati sindacali presenti in quel momento passavano tra le linee per fischiare lo sciopero, la Presidente dell’Azienda accompagnata da altre figure dirigenziali ha urlato e attaccato verbalmente alcuni componenti della Rsu, utilizzando parole ingiuriose e palesemente false contro i colleghi/e di Bcube.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non abbiamo parole per descrivere quanto questo atteggiamento sia intollerabile e contrasti in maniera violenta con i tentativi che come Rsu Bonfiglioli in questi mesi abbiamo fatto per provare a risolvere una vertenza nata e creata unicamente dalle scelte fatte dall’Azienda:&nbsp; - Hanno deciso di internalizzare l’appalto senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato e senza ritenere di dover affrontare un confronto sindacale; - Hanno deciso di investire in una processo di automazione che avrebbe modificato l’organizzazione del nostro lavoro senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato, programmando una riduzione dell’occupazione nel sito; - Hanno deciso di portare avanti il progetto di internalizzazione dichiarando esplicitamente di non essere tenuti a rispettare un accordo sindacale firmato esattamente con lo scopo di regolare una situazione come questa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se questa è l’idea di innovazione che la nostra Azienda ha in testa, più che consentirci di affrontare le grandi sfide del nostro tempo e proiettarci nel futuro, ci sta riportando dritti al 1800 e ad un modo di gestire il rapporto con i lavoratori e con il sindacato che non possiamo ritenere in alcun modo accettabile.&nbsp; ,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Calderara di Reno,&nbsp;29 Maggio 2026&nbsp; &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RSU Evo Bonfiglioli</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 28 May 2026 15:33:25 +0200</pubDate>
                        <title>Sciopero dell’8 marzo 2022: prosegue il processo contro chi difende i diritti delle lavoratrici.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue a Bologna il processo contro nove sindacalisti e sindacaliste dell’Unione Sindacale di Base e solidali, imputati per “violenza privata” e “interruzione di pubblico servizio” in relazione a un’iniziativa sindacale svoltasi l’8 marzo 2022 presso la biglietteria TPER di via Marconi.&nbsp;Oggi, 28 maggio, si tiene un’ulteriore udienza nel corso della quale vengono ascoltati i testimoni del pubblico ministero; il procedimento, quindi, proseguirà anche nelle prossime settimane.</p>
<p>Quella giornata di mobilitazione, organizzata in occasione dello sciopero transfemminista dell’8 marzo 2022, aveva l’obiettivo di denunciare le gravi carenze nei diritti e nelle tutele delle lavoratrici in appalto alla Holacheck, sostituite durante lo sciopero da personale esterno in un evidente atto di crumiraggio padronale e di condotta antisindacale da parte dell’azienda.</p>
<p>Non ci fu alcuna interruzione del servizio, né alcun episodio di violenza. Ci fu invece una protesta legittima, pacifica e pubblica, pensata per dare voce a lavoratrici invisibilizzate e sfruttate. Eppure, per quella semplice iniziativa sindacale, nove compagni e compagne si trovano&nbsp;oggi&nbsp;imputati in un processo che ha assunto i contorni di una vera e propria campagna di intimidazione giudiziaria.</p>
<p>Si tratta di un processo pesante, costruito su accuse sproporzionate, nel quale quattro parti civili si sono costituite chiedendo risarcimenti per circa 40.000 euro complessivi. Una cifra enorme, del tutto scollegata dai fatti reali, che rappresenta un vero e proprio strumento di intimidazione economica e politica. È la prova di come, sempre più spesso, si voglia colpire chi lotta per i diritti, trasformando il tribunale in un luogo di repressione anziché di giustizia. Per sostenere chi&nbsp;oggi&nbsp;viene colpito per aver difeso le lavoratrici ed i lavoratori, invitiamo a contribuire alla cassa di resistenza (link in Bio).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non intendiamo arretrare di fronte alle provocazioni e al tentativo di reprimere le giuste rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, come avvenuto l’8 marzo 2022. Continueremo ad essere al fianco dei compagni e delle compagne sotto processo come continueremo a difendere il diritto di sciopero di tutte e tutti, consapevoli della forza che questo strumento rappresenta per chi decide di opporsi a sfruttamento, precarietà e negazione dei diritti.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 07 May 2026 15:08:00 +0200</pubDate>
                        <title>SUCCESSO DELLO SCIOPERO: CENTINAIA DI STUDENTI E DOCENTI UNITI CONTRO LA DISTRUZIONE PUBBLICA!</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi in centinaia tra studenti e studentesse medi e universitari, docenti e lavoratori delle scuole hanno scioperato e sono scesi in piazza a Bologna come in più di quaranta città di tutta italia, contro la “distruzione pubblica” portata avanti dal Governo Meloni - in primis dai ministri Valditara e Bernini, e contro il futuro di guerra, genocidio e leva che vorrebbero consegnarci.</p>
<p>I docenti dall'Ufficio scolastico e gli studenti da piazza Scaravilli si sono uniti fino alla Prefettura. Ci siamo mossi incrociando insieme le braccia e chiedendo di essere ricevuti da chi nella nostra città rappresenta il Governo: un atto grave il rifiuto del Prefetto di ricevere gli studenti medi e universitari, che ha però visto ribadita l'unità tra lavoratori e studenti. L'USB ha rappresentato al Prefetto l’unità delle comuni rivendicazioni.</p>
<p>Studenti e studentesse, unite ai docenti e ai lavoratori fanno paura a questo Governo: sicuramente le aule vuote di oggi hanno preoccupato il Ministro Valditara, che sta portando avanti una disastrosa riforma dei tecnici e professionali, il famigerato“4+2” che non risponde ai bisogni degli studenti e dei docenti ma invece va incontro a quelli delle aziende e dei privati. La forza degli studenti che insieme ai docenti hanno alzato la testa contro la scuola di classe di Valditara, contro le sue Indicazioni Nazionali, contro la Riforma Bernini e la sempre più pesante militarizzazione dell’istruzione pubblica ha trovato questo governo debole, al punto da dirsi indisponibile a ricevere una delegazione studentesca. D’altro canto i giovani di questo paese hanno esplicitamente bocciato il Governo al Referendum e insieme ai lavoratori lo hanno fatto tremare nelle piazze di tutto questo autunno. Evidetentemente una ferita ancora aperta.&nbsp;</p>
<p>La nostra forza però risiede precisamente in questa unità. E se dalle scuole alle università oggi centinaia di studenti hanno scioperato, continueremo a farlo accanto ai lavoratori del mondo della formazione, tenendo alte le bandiere della resistenza palestinese e cubana che per noi rappresentano un esempio da seguire rispetto ai vessilli delle istituzioni guerrafondaie della UE e della NATO, per conquistare una nuova formazione pubblica, per conquistare il diritto al nostro futuro.&nbsp;</p>
<p>Se il governo ha provato a dividerci ci ritroverà uniti sicuramente nello sciopero generale del 18 Maggio e nella grande manifestazione nazionale del 23 Maggio a Roma!</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:27:17 +0200</pubDate>
                        <title>Bologna: 1° Maggio di USB al giardino del Fondo Comini, via Fioravanti 68 dalle 11.00 alle 20.00. Blocchiamo la guerra, alziamo salari e diritti</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Il 1°&nbsp;Maggio a Bologna&nbsp;USB organizza la giornata delle lavoratrici e dei lavoratori al giardino del Fondo Comini.&nbsp;</p>
<p>Dalle 11.00 dibattito con le lavoratrici e i lavoratori contro la guerra verso la manifestazione operaia del 23 Maggio.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Dalle 16 musica dal vivo con i canti partigiani de I Sanpietrini insieme ad Alessio Lega, a seguire Irish folk Rock con i Drunk Butchers e la musica Trash Pop '80 dei The GNU degeneration e la selezione musicale di dj Rik Brigante.&nbsp;</p>
<p>Durante tutta la giornata mostra fotografica sulle lotte sindacali, banchetti, laboratori bimbi e street food.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 15:32:59 +0200</pubDate>
                        <title>Scuola: Solidarietà alla docente del Mattei. Tutti con lei davanti all&#039;IIS Mattei di San Lazzaro si Savena (BO) il 4 maggio ore 12.30.</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La collega che a dicembre aveva organizzato la partecipazione di alcune sue classi a un webinar con la dottoressa Francesca Albanese, Alto commissario dell’ONU per i diritti del popolo palestinese, è stata colpita da una procedura disciplinare. Dopo mesi di silenzio, forse per allontanarsi dal clamore mediatico seguito ai tantissimi docenti di tutta Italia che alla collega hanno manifestato solidarietà in una comune difesa della libertà di insegnamento, e dopo un’ispezione che sembrava caduta nel nulla nei mesi scorsi, il Dirigente scolastico dell’IIS Mattei ha avviato adesso a fine anno scolastico la procedura per una contestazione di addebito disciplinare.&nbsp;<br /> Viene contestato alla docente dell'IIS Mattei di aver stipulato un rapporto giuridico organizzativo con l’associazione Docenti per Gaza, associazione che promuoveva il webinar in modalità completamente gratuita. Se la contestazione di addebito disciplinare da un lato riconosce la correttezza della progettualità didattica della docente, a cui non viene imputato nulla relativamente ai contenuti e agli aspetti didattici, quel che le viene contestato è invece di non aver letteralmente chiesto il permesso al dirigente scolastico per lo svolgimento di una attività che normalmente, ovunque e da sempre, rientra nelle scelte dell'insegnante che delibera le proprie attività nelle more della libertà di insegnamento ovvero dei principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> A maggio quindi si decide di contestare fatti accaduti a dicembre pensando, evidentemente, che a distanza di tempo i docenti e le docenti si distraggano o siano troppo impegnati e impegnate con l’immane lavoro di fine anno scolastico per continuare a seguire la vicenda.&nbsp;Non è così!&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> Manifestiamo massima solidarietà alla collega colpita da contestazione di addebito disciplinare. Difendiamo la libertà di insegnamento e invitiamo tutti e tutte, docenti e cittadini, a presenziare alla convocazione della collega colpita da procedura disciplinare <strong>il 4 maggio a partire dalle ore 12,30 davanti alla sede dell'IIS di San Lazzaro</strong> via delle Rimembranze 26.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:03:57 +0100</pubDate>
                        <title>Parma - Solidarietà agli indagati per le manifestazioni contro il genocidio in Palestina</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Solidarietà agli indagati per le manifestazioni contro il genocidio in Palestina: no alla criminalizzazione della solidarietà internazionale e del dissenso al Governo Meloni.</p>
<p>USB di Parma esprime piena solidarietà ai 21 cittadini e cittadine attualmente sottoposti a procedimento giudiziario in seguito alla loro partecipazione alla manifestazione del 1° ottobre, in risposta al blocco israeliano della flotilla umanitaria diretta a Gaza e all'arresto dei suoi equipaggi.</p>
<p>La manifestazione di quella giornata si inserisce nel contesto straordinario di mobilitazioni di quei giorni, durante i quali centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno bloccato stazioni, porti, strade e fabbriche per esprimere solidarietà al popolo palestinese e denunciare le responsabilità dei governi occidentali.</p>
<p>È grave il fatto che la partecipazione a manifestazioni come quella svoltasi a Parma possa&nbsp;oggi&nbsp;costituire oggetto di indagine penale: siamo di fronte alla ennesima conferma del pesante attacco al diritto costituzionalmente garantito alla libera manifestazione del pensiero e alla partecipazione democratica.</p>
<p>È un chiaro gesto repressivo che cerca di punire chi in quei giorni, non è rimasto a casa, ma è sceso in piazza perché non vuole essere complice del nostro governo e del genocidio in Palestina: la nostra organizzazione ribadisce con fermezza che il diritto di manifestare è un pilastro fondamentale della democrazia e rappresenta una regressione sul piano delle libertà civili.</p>
<p>Rivendichiamo con orgoglio quelle giornate di lotta e solidarietà, rivendichiamo che la volontà di un popolo che lotta a fianco della Palestina non può essere ridotta al silenzio attraverso sanzioni e denunce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB PARMA</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 13 Mar 2026 13:57:23 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola ER: Solidarietà a chi lotta per una scuola antifascista e democratica!</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-er-solidarieta-a-chi-lotta-per-una-scuola-antifascista-e-democratica-1401.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo da un articolo di Linda Maggiori (<a href="https://www.pressenza.com/it/2026/03/il-liceo-di-lugo-e-il-diritto-internazionale-bocciato/" target="_blank" rel="noreferrer">https://www.pressenza.com/it/2026/03/il-liceo-di-lugo-e-il-diritto-internazionale-bocciato/</a>) una brutta storia di censura in un istituto di Lugo, il Liceo Statale Gregorio Ricci Curbastro, svoltasi nell’ottobre 2025.</p>
<p>Secondo la fonte, il Dirigente si sarebbe rifiutato di inserire nell’OdG ,quindi discutere, una proposta presentata prima da un docente in occasione di due collegi docenti e poi per iscritto da un terzo del corpo docente e relativa all’organizzazione di un incontro di approfondimento sulla crisi palestinese con esponenti del mondo associativo ed esperti del diritto internazionale.</p>
<p>La storia risulta ancora più brutta perché la risposta a questa censura sarebbe stata il silenzio non solo di molti docenti dell’istituto ma anche delle organizzazioni sindacali rappresentate in quella scuola, in primis la Flc Cgil il cui delegato, primo proponente dell’incontro, si sarebbe dimesso da delegato come forma di protesta per quanto accaduto.</p>
<p>Sono mesi che assistiamo al tentativo di zittire, con nuovi strumenti legislativi e interventi ministeriali, una scuola che tra settembre e ottobre ha ripreso voce, ha rialzato la testa, dopo anni di silenzio, torpore e collegi docenti ormai privi di qualsiasi carica critica e funzione reale nelle scuole-azienda.</p>
<p>Sono stati mesi in cui la censura ha preso diverse forme, spesso trovando nei Dirigenti Scolastici il braccio utile ad affermarsi.</p>
<p>Tuttavia quello che abbiamo vissuto il 22 settembre e il 3 ottobre, in primis, ci dice che le nostre voci e i nostri corpi hanno un potere, che la solidarietà è l’unico strumento utile per resistere e costruire il mondo che realmente vogliamo. Una solidarietà che è internazionale, tra popoli, tra lotte, ma che parte dai nostri luoghi di lavoro, una solidarietà tra lavoratori e lavoratrici, tra questi e il corpo studentesco.</p>
<p>Come ci insegnano da anni le lotte femministe, come ci insegnano da anni le lotte di chi sta nelle pieghe del lavoro più sfruttato, nei settori della logistica e del lavoro bracciantile, “tocca una/o tocca tutte/i”.</p>
<p>Come lavoratori e lavoratrici di USB Scuola Emilia Romagna esprimiamo la massima solidarietà al docente, lasciato solo, del Liceo Ricci Curbastro e invitiamo tutto il corpo docente e il personale ATA di quella scuola e di tutti gli istituti a non indietreggiare di fronte alle minacce e ai soprusi del potere, facendo fronte comune e praticando la solidarietà.</p>
<p>Difendiamo tutte e tutti insieme la scuola della Costituzione democratica e antifascista.</p>
<p>Come USB restiamo a disposizione tramite i contatti social e mail per intervenire a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 07 Mar 2026 08:57:14 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola Bologna: Giù le mani dal Pilastro! Investire sulle istituzioni culturali esistenti e tutelare il verde.</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Riteniamo importante come lavoratori e lavoratrici della scuola e come cittadine/i prendere parola a seguito della vicenda dello sgombero avvenuto dopo la mobilitazione per preservare 1500 mq di area verde presente nel quartiere del Pilastro all'interno del parco Mitilini Moneta Stefanini. &nbsp;<br /> Qualche giorno fa gli occupanti insieme al comitato MuBasta avevano provato a piantare di nuovo gli alberi sradicati.&nbsp;<br /> Il MuBa, museo dei bambini e delle bambine, viene narrato dall'amministrazione Lepore come un luogo di cultura in un quartiere di periferia quando in realtà si tratta dell'ennesima manovra speculativa costosissima inserita perfettamente nel quadro di una politica che ha come unico obiettivo la gentrificazione delle periferie con conseguente esplusione delle fasce economicamente più deboli. Chi contesta oggi il progetto del MuBa lo fa per ostacolare un modello di trasformazione urbana deciso senza il reale coinvolgimento degli abitanti dei quartieri, che comporta la cancellazione delle poche aree verdi sacrificate agli interessi dei comitati affaristi cittadini.&nbsp;<br /> È chiaro che manovre di questo tipo denunciano un modello di gestione politica della città di Bologna autoritario e lontano dalle reali esigenze dei cittadini.<br /> La repressione violenta del dissenso da parte di questa amministrazione comunale è la prova evidente dell'incapacità di dialogo e di gestione di una politica locale fallita.&nbsp;<br /> Il progetto comunale costerà nelle stime fino a 6.3 milioni di euro. Le promesse di ripiantumazione da parte del Comune non sono credibili, basta guardare la devastazione ambientale che i cantieri del tram si lasciano alle spalle.&nbsp;<br /> Come sanno bene i cittadini del Pilastro che si sono mobilitati in questi giorni, i laboratori di lettura e di educazione esistono già nei servizi resi dai dipendenti comunali della Casa gialla e della Biblioteca Spina, dipendenti comunali che lavorano nei servizi per le scuole e per i residenti della zona che sono costantemente ridotti ai minimi termini dai tagli della giunta Lepore.&nbsp;<br /> A tutta la città diciamo quindi che la vera opportunità formativa e culturale del Pilastro sono questi servizi comunali già esistenti insieme alle scuole del quartiere. Invece di difendere una opera inutile e costosa, che probabilmente sarà gestita da privati, come docenti di USB scuola riteniamo che tutti gli investimenti sperperati in progettisti, sicurezza, sradicamento alberi dovrebbero essere invece dirottati proprio sulle istituzioni culturali ed educative del quartiere. Invitiamo perciò tutti a mobilitarsi nelle prossime iniziative del Comitato MuBasta.</p>
<p class="text-justify">USB Scuola Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:13:18 +0100</pubDate>
                        <title>Lavoratori in nero nel cantiere del tram di Bologna: gravissimo segnale, intensificare i controlli su regole contrattuali e sicurezza su appalti e subappalti</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce delle notizie trapelate dopo l’ispezione del Nucleo Ispettorato del Lavoro in un cantiere del tram di Bologna che avrebbe fatto emergere irregolarità e addirittura la presenza di lavoratori in nero, riteniamo che si debba avviare una verifica complessiva sul rispetto delle norme contrattuali e di quelle sulla salute e sicurezza sul lavoro su tutte le tratte in lavorazione.</p>
<p>Oltre che sollecitare l’ispettorato per un allargamento dei controlli, riteniamo urgente che l’amministrazione comunale faccia la sua parte per garantire tutele ai lavoratori impegnati nella posa del tram.</p>
<p>Sottolineiamo che tali controlli non possano essere “scoraggiati” o sottovalutati per motivi connessi alle scadenze del progetto e ai finanziamenti del PNRR, che dovrebbero essere motivi in più per alzare al massimo la vigilanza e il controllo.</p>
<p>È sotto gli occhi dei cittadini la complessità della gestione dei cantieri, la sovrapposizione di varie operazioni in spazi ristretti che notoriamente creano quelle che tecnicamente si chiamano “interferenze” che aumentano di molto i pericoli sia per i lavoratori sia per gli stessi cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 06 Mar 2026 14:09:48 +0100</pubDate>
                        <title>Igiene Ambientale Rimini: USB in Prefettura per il cambio appalto. Primi passi avanti su tutele e CCNL, ma l’attenzione rimane deve rimanere alta</title>
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto,&nbsp;ieri&nbsp;04/03/2026, presso il Palazzo del Governo di Rimini, il tavolo per il tentativo di conciliazione tra il sindacato USB (Unione Sindacale di Base), la società Colas Pulizie Locali Soc. Coop., e il Consorzio Ciclat, a seguito dello stato d’agitazione proclamato per tutelare i lavoratori dei servizi di igiene ambientale del territorio riminese in occasione del prossimo passaggio di gestione del servizio.</p>
<p>L'incontro, presieduto dal Viceprefetto Aggiunto Dott. Enrico Dinunzio, ha permesso di affrontare i punti più critici legati all'imminente passaggio di gestione.</p>
<p>Tutela contrattuale: il Consorzio Ciclat ha fornito rassicurazioni ufficiali sull'applicazione del CCNL di settore Utilitalia, garantendo il mantenimento dei livelli di inquadramento, degli scatti di anzianità e di tutte le condizioni di miglior favore acquisite dai lavoratori.</p>
<p>Rimangono però troppo incertezze: le modalità e tempi di erogazione del TFR da parte della cooperativa uscente con la prospettiva di un intervento del fondo INPS, altro punto importante è la precisa individuazione delle cooperative subentranti che dovrebbe avvenire nell’arco dei prossimi giorni.</p>
<p>Come USB riteniamo grave l’assenza di HERA al tavolo prefettizio visto il suo ruolo nella vicenda e nella gestione complessiva degli appalti.</p>
<p>L'Unione Sindacale di Base dichiara che manterrà lo stato di allerta finché non verranno date precise garanzie ai lavoratori, per questo non sono esclusi ulteriori momenti di mobilitazione e la riapertura dello stato di agitazione qualora il passaggio di consegne dovesse presentare zone d'ombra per i diritti dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Unione Sindacale di Base - Romagna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 23 Feb 2026 18:59:36 +0100</pubDate>
                        <title>Periodo unico di valutazione: una scelta che spetta ai collegi docenti e non ai dirigenti scolastici!</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/periodo-unico-di-valutazione-una-scelta-che-spetta-ai-collegi-docenti-e-non-ai-dirigenti-scolastici-1906.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nello scorso mese di ottobre, a seguito di segnalazioni da parte di alcuni docenti che avrebbero voluto votare la sperimentazione del periodo unico di valutazione in una scuola di Bologna - delibera resa impossibile dal diniego di un dirigente scolastico -, avevamo scritto una nota all'USR Emilia Romagna chiedendo un atto di indirizzo che desse uniformità alle istituzioni scolastiche. Il periodo unico di valutazione è infatti adottato in diverse scuole italiane, emiliano-romagnole, bolognesi e ci sembrava che la soggezione alla volontà dei singoli dirigenti scolastici non fosse un criterio normativo per la scuola statale alla quale dovrebbe applicarsi una uniformità interpretativa del Testo Unico.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Il 23 dicembre 2025 l'Ufficio Scolastico regionale dell'Emilia Romagna ha pubblicato una nota a firma del dottor Bruno Di Palma il quale esprimeva un parere personale negativo rispetto al periodo unico di valutazione usando il tempo verbale del condizionale e lasciando le istituzioni scolastiche senza un formale atto di indirizzo.&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Il 4 febbraio scorso abbiamo appreso dagli organi di stampa che la Regione Emilia Romagna porrà la questione di legittimità al Ministero dell'Istruzione a fronte anche della dichiarazione del Liceo Oriani di Ravenna che ha confermato il periodo unico di valutazione come &quot;scelta centrale del proprio progetto formativo&quot; anche per quest'anno.</p>
<p>Abbiamo più volte detto, in questi anni, che occorre prendere in considerazione i tentativi di sperimentazione che provengono da una riflessione dei docenti rispetto ai bisogni educativi espressi dal corpo studentesco relativamente all'ansia scolastica diffusa e a una pressione psicologica data da un eccesso di valutazione.&nbsp; Riteniamo che le scuole che hanno avviato dei percorsi che attribuiscono maggiore importanza ai processi di apprendimento, attraverso una valutazione annuale come quella del periodo unico, siano da valorizzare non solo per la bontà di una visione pedagogica praticata nell'ottica della cura dei percorsi di studio degli studenti, ma anche per una corretta declinazione della normativa vigente visto che il periodo unico di valutazione non è in contrasto con il Testo Unico come sostengono del resto diversi docenti universitari di legislazione scolastica e di pedagogia, dirigenti scolastici e docenti.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Concordiamo pienamente con chi ricorda da più parti che sulla didattica le scelte da operare non spettano ai dirigenti scolastici, ma alla sovranità del Collegio dei docenti.</p>
<p class="text-justify">USB Scuola Emilia Romagna</p>
<p class="text-justify"><a href="https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scuola-periodo-unico-di-valutazione-si-o-no-1353.html" target="_blank">https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/scuola-periodo-unico-di-valutazione-si-o-no-1353.html</a></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 21 Feb 2026 10:03:30 +0100</pubDate>
                        <title>Il saluto di USB al Francesca: proseguiremo con la sua determinazione le nostre lotte in Unipol </title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/il-saluto-di-usb-al-francesca-proseguiremo-con-la-sua-determinazione-le-nostre-lotte-in-unipol-1004.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo appreso nelle scorse ore della tragica scomparsa di Francesca Paltrinieri, nostra iscritta e fino a qualche mese fa nostra delegata in Unipol a Bologna. Una scomparsa che ci addolora profondamente.&nbsp;</p>
<p>Francesca ha svolto un ruolo fondamentale in Unipol per cercare di dare una nuova prospettiva sindacale per i diritti delle lavoratrici ed I lavoratori di Unipol, lavorando costantemente alla costruzione e al rafforzamento del nostro sindacato.&nbsp;</p>
<p>È stata la prima lavoratrice a voler prendere la parola nella prima e partecipata assemblea in sciopero nella sede bolognese di Unipol. Ricorderemo per sempre la sua sensibilità, il suo spirito battagliero e porteremo sempre con noi la sua forza e la sua determinazione per proseguire le nostre lotte in Unipol e non solo.&nbsp;</p>
<p>Che la terra ti sia lieve Francesca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Unipol&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Feb 2026 15:28:06 +0100</pubDate>
                        <title>Bologna. Bonfiglioli: l’azienda conferma il piano di “automazione”, USB no ai licenziamenti e basta incontri informali</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/bologna-bonfiglioli-lazienda-conferma-il-piano-di-automazione-usb-no-ai-licenziamenti-e-basta-incontri-informali-1529.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di&nbsp;ieri&nbsp;si è svolto presso la sede di Confindustria un incontro tra Bonfiglioli Riduttori le Organizzazioni Sindacali e la RSU del sito di Calderara di Reno (Bo), a seguito della notizia della volontà da parte di Bonfiglioli di procedere con l'automazione e l'internalizzazione del magazzino, in appalto all'azienda Bcube, con il rischio concreto di una sessantina di posti di lavoro a rischio.</p>
<p>Nella giornata di venerdì 13&nbsp;febbraio&nbsp;vi è stata la mobilitazione dei lavoratori di Bonfiglioli, di Bcube e del subappalto Client Solutions, con sciopero di due ore e assemblee davanti ai cancelli del sito produttivo di Calderara.</p>
<p>Riteniamo grave che questo progetto di automazione del magazzino, con conseguente rischio occupazionale per le persone che ci lavorano, sia emerso durante ad una riunione &quot;informale&quot; tenutasi in Regione Emilia-Romagna alla presenza di CGIL CISL UIL regionali, della direzione della Bonfiglioli e dei vertici di Tper (quest’ultima alla disperata ricerca di nuovi autisti).</p>
<p>Un incontro “informale” dove non erano presenti né la nostra organizzazione sindacale, né le stesse categorie dei metalmeccanici di CGIL CISL UIL , né tantomeno le RSU della Bonfiglioli: una prassi che conferma un decadimento delle relazioni sindacali a tutti i livelli, anche quando di mezzo ci sono le istituzioni locali.</p>
<p>Da sempre denunciamo un sistema di confronto con le organizzazioni sindacali blindato e riservato solo ad alcune sigle sindacali, a maggior ragione se disposte ad accettare anche confronti informali, dove si prendono decisioni che poi impattano negativamente sulle condizioni di chi lavora.</p>
<p>Nell'incontro di Coordinamento di Bonfiglioli, svoltosi lo scorso 4 dicembre, l'azienda aveva presentato un piano di investimenti che riguardava anche il magazzino, ma che non avrebbe assolutamente impattato sui livelli occupazionali dei lavoratori dell'appalto.</p>
<p>Nell'incontro di&nbsp;ieri&nbsp;in Confindustria Bonfiglioli ha confermato la volontà di procedere con il progetto di automazione del magazzino e la conseguente sua internalizzazione, con impatto sui livelli occupazionali.</p>
<p>Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con la direzione di Bonfiglioli e il 2&nbsp;marzo&nbsp;presso Confindustria per cercare di trovare delle soluzioni che garantiscano diritti e dignità per tutti i lavoratori impiegati nel magazzino di Bonfiglioli. Continua pertanto la mobilitazione dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione, vorremmo dire a Tper e alla regione Emilia-Romagna, disposti anche ad organizzare incontri informali per trovare autisti da impiegare nelle corse degli autobus di linea, che gli autisti si trovano a fatica perché sono pagati poco e perché sono sottoposti a turni e carichi di lavoro pesanti e spesso insostenibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 16 Feb 2026 14:27:02 +0100</pubDate>
                        <title>Emilia Romagna. Udienza conoscitiva in Regione su competitività, energia e riarmo: il sindacato USB boccia il “Programma di lavoro dell’Unione Europea</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/emilia-romagna-udienza-conoscitiva-in-regione-su-competitivita-energia-e-riarmo-il-sindacato-usb-boccia-il-programma-di-lavoro-dellunione-europea-1433.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>SI è svolta&nbsp;questa mattina, presso l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, l’udienza conoscitiva sul “Programma di lavoro per il 2026 della Commissione europea”, e sulle iniziative UE di competenza regionale. Per il sindacato USB è intervenuto Federico Serra del coordinamento regionale.</p>
<p>La cosiddetta competitività promossa dall’Unione Europea si traduce, nei fatti, in una crescente compressione dei diritti del lavoro. Gli investimenti in tecnologia non mirano a ridurre l’orario di lavoro né a migliorare le condizioni occupazionali, ma puntano alla riduzione dell’occupazione, all’aumento della produttività e all’incremento dei profitti, spesso a scapito dei lavoratori.</p>
<p>Anche sul fronte energetico, l’UE presenta l’“indipendenza energetica” come una priorità strategica. Dietro questa definizione si nasconde però una nuova corsa alle risorse dei Paesi terzi, che assume i contorni di un rinnovato imperialismo energetico, con gravi conseguenze sociali e geopolitiche.</p>
<p>Particolarmente preoccupante è la scelta di presentare il riarmo come politica industriale. Il riarmo non è sviluppo: è una politica di guerra. Lo dimostrano anche iniziative presenti sul territorio, come la nascita di poli e consorzi legati all’industria militare e aerospaziale. Come sindacato ribadiamo la nostra opposizione al riarmo e il nostro impegno per politiche di pace. La riconversione bellica non crea occupazione stabile e di qualità, ma al massimo preserva temporaneamente alcuni posti di lavoro, impoverendo nel lungo periodo il tessuto sociale e produttivo.</p>
<p>L’EU continua inoltre a rivendicare il proprio modello sociale, mentre nei fatti lo sta smantellando. La privatizzazione della sanità, dei servizi sociali e dell’assistenza alla persona è ormai sotto gli occhi di tutti. Anche l’invecchiamento della popolazione viene affrontato non come una responsabilità collettiva, ma come un’opportunità di profitto.</p>
<p>Gravi contraddizioni emergono infine sul piano dei diritti e dei valori democratici. Le posizioni assunte su scenari internazionali come la Palestina, così come le politiche sui centri di detenzione e sulle esternalizzazioni delle frontiere, mostrano una profonda distanza tra le dichiarazioni ufficiali e le pratiche reali.</p>
<p>L’Unione Europea parla di pace, ma continua a inviare armi in Ucraina e in altri contesti di conflitto, contribuendo all’escalation militare, alla distruzione e all’aumento del costo della vita per i popoli.</p>
<p>Per queste ragioni, il sindacato respinge integralmente il piano di lavoro dell’Unione Europea. Di fronte all’annuncio di un futuro “Patto per il Mediterraneo”, ribadiamo che un’alternativa esiste già ed è quella delle mobilitazioni e delle lotte, come dimostrato dallo sciopero dei porti del 6 febbraio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Emilia Romagna</p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 09 Feb 2026 09:29:37 +0100</pubDate>
                        <title>Conferenza stampa: lunedì 9 febbraio ore 12.00. Manifestazione cittadina sui morti sul lavoro.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/conferenza-stampa-lunedi-9-febbraio-ore-1200-manifestazione-cittadina-sui-morti-sul-lavoro-0934.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi lunedì 9 febbraio, si terrà una conferenza stampa per illustrare le ragioni e le modalità della manifestazione cittadina che si svolgerà in giorno successivo, martedì 10 dalle ore 18.00 a Bologna. Una manifestazione dal titolo “Contro un sistema che uccide sul lavoro, per Bole e per tutti e tutte” che mette al centro la continua strage dei morti sul lavoro.</p>
<p>Ed è solo di pochi giorni fa la morte dell’operaio precipitato da un tetto in Valsamoggia: l’Emilia-Romagna si posiziona tra le prime regioni italiane per numero di vittime, un territorio segnato da stragi da quella della centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana fino all’esplosione alla Toyota a Borgo Panigale.</p>
<p>In questi giorni abbiamo dovuto affrontare la scomparsa del nostro compagno Andrea &quot;Bole&quot; Bolelli, aveva 39 anni ed è morto sul lavoro, durante una consegna merci tra Altedo e Bologna Interporto: una morte assurda e ingiusta come le altre vittime di questa mattanza continua.</p>
<p>Abbiamo deciso di dedicare proprio a lui questa giornata di mobilitazione per il diritto di tutte e tutti alla sicurezza e alla salute sul lavoro, per il diritto di ritornare a casa dal lavoro sani e salvi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Conferenza stampa: lunedì 9&nbsp;febbraio&nbsp;ore 12.00 Piazza Nettuno.</p>
<p>USB Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 04 Feb 2026 17:45:53 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola: la Digos identifica chi stacca locandine discriminatorie e non chi le attacca sui muri delle scuole.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/la-digos-identifica-chi-stacca-locandine-discriminatorie-e-non-chi-le-attacca-sui-muri-delle-scuole-1754.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Nella mattina di ieri, martedì 3 febbraio, mentre Repubblica pubblicava un ulteriore video di docenti che si dichiarano di sinistra per manifestare il proprio dissenso verso l'iniziativa di Azione studentesca che vorrebbe schedare una parte dei docenti italiani, davanti al liceo Minghetti di Bologna la DIGOS identificava alcuni studenti mentre provavano a ripulire la facciata da manifesti di Azione studentesca e Gioventù nazionale.</p>
<p>E non si tratta di un caso isolato. Stamattina 4 febbraio davanti al Liceo Laura Bassi i membri di Azione studentesca agivano indisturbati con nuovi attacchinaggi che avevano come bersaglio quegli studenti &quot;comunisti&quot; che prendono posizione contro la guerra imperialista e il genocidio.</p>
<p><br /> È inaccettabile il clima di intimidazione che si sta diffondendo nel paese e nelle nostre scuole. Riteniamo che studenti e lavoratori della scuola vadano protetti da provocazioni di gruppi simili. A chi utilizza lo strumento della schedatura, metodo di intimidazione di antica memoria, non accade nulla, mentre agli studenti che ripuliscono la facciata del liceo Minghetti dalle locandine di questi gruppi studenteschi capita di essere identificati dalla Digos.</p>
<p><br /> Come cittadini come insegnanti come lavoratori siamo indignati e ci chiediamo perché davanti al liceo classico statale Minghetti di Bologna stazioni quasi ogni mattina la Digos anche quando non sono previste assemblee occupazioni e scioperi.</p>
<p>Continueremo a difendere il diritto all'istruzione e la libertà di insegnamento senza alcuna paura e senza smettere di denunciare quanto accade dentro e fuori dalle nostre scuole.</p>
<p><br /> Usb scuola Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154573</guid>
                        <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 14:58:38 +0100</pubDate>
                        <title>Contro un sistema che uccide in guerra e sul lavoro - Assemblea pubblica cittadina 3 febbraio ore 18.30</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/contro-un-sistema-che-uccide-in-guerra-e-sul-lavoro-assemblea-pubblica-cittadina-3-febbraio-ore-1830-1503.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Contro un sistema che uccide in guerra e sul lavoro</p>
<p>Assemblea pubblica cittadina 3&nbsp;febbraio&nbsp;ore 18.30</p>
<p>C.S. Costarena - Via Azzo Gardino 48&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Verso lo <strong>sciopero internazionale dei porti</strong> &nbsp;6.02 e la manifestazione cittadina il 10.02 contro le morti sul lavoro, per Bole e per tutte/i</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall'assemblea di venerdì 23&nbsp;gennaio&nbsp;a Genova, organizzata da USB Porti, riparte la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici portuali contro la guerra ed il traffico di armi: saranno almeno 21 i porti che si mobiliteranno in tutto il Mediterraneo per lo sciopero internazionale del prossimo 6 febbraio, mentre altri ancora se ne stanno aggiungendo.&nbsp;</p>
<p>Una data che non sarà un punto di arrivo, ma la partenza di una nuova stagione di lotta contro guerra, riarmo e imperialismo, dopo le mobilitazioni contro il traffico di armi e per la fine del genocidio in Palestina di quest'autunno.&nbsp;</p>
<p>Lo abbiamo dimostrato in questi anni di lotte, c'è un pezzo del mondo del lavoro che si oppone alla guerra e l'economia di guerra, un modello di sviluppo che restituisce al mondo del lavoro &nbsp;sfruttamento, caro vita e morte.</p>
<p>Viviamo in un sistema che produce guerra e morte, precarietà miseria e sofferenza. Mentre vengono destinati i fondi alla guerra, non vediamo alcuna risposta vera né investimenti per combattere la piaga delle morti sul lavoro.</p>
<p>Per questo per noi risultano inscindibili le questioni internazionali e la vita quotidiana nei luoghi del lavoro e dello sfruttamento: fermare la guerra in tutte le latitudini significa fermare anche la guerra fatta ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici in questo Paese che va avanti da oltre trentanni. Precarietà, salari bassi, morti sul lavoro e sfruttamento sono l'infrastruttura del mondo dellavoro&nbsp;oggi.</p>
<p>Per questo saremo in piazza il 6&nbsp;febbraio&nbsp;per lo sciopero internazionale dei porti ed il 10&nbsp;febbraio&nbsp;a Bologna in una grande manifestazione contro le morti sul lavoro e per ricordare, con dolore e rabbia, il nostro compagno Andrea Bolelli &quot;Bole&quot; morto in un incidente stradale mentre lavorava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fermiamo assieme questo sistema che uccide, in guerra e sul lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Bologna&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <guid isPermaLink="false">news-154532</guid>
                        <pubDate>Thu, 29 Jan 2026 11:36:02 +0100</pubDate>
                        <title>Coop Alleanza 3.0: vittoria storica dei lavoratori, il “tempo tuta” va pagato</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/coop-alleanza-30-vittoria-storica-dei-lavoratori-il-tempo-tuta-va-pagato-1140.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Un’altra importante vittoria legale segna il percorso della USB all’interno di Coop Alleanza 3.0. Il Tribunale di Bologna ha confermato quello che sosteniamo da anni: il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale (cosiddetto &quot;tempo tuta&quot;) deve essere retribuito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per anni Coop Alleanza 3.0 ha ignorato le richieste dei dipendenti, pretendendo che il cambio della divisa, atto obbligatorio per svolgere il servizio, avvenisse al di fuori del normale orario di lavoro, regalando di fatto decine di ore all’anno di lavoro gratuito all'azienda. Oggi quella pratica illegittima crolla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa stabilisce la sentenza: riconoscimento del debito (Coop Alleanza 3.0 è condannata a corrispondere gli arretrati ai lavoratori che hanno presentato ricorso); viene confermato che indossare i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e la divisa aziendale è un’operazione svolta sotto il potere direttivo del datore di lavoro; da oggi in avanti, Coop Alleanza deve riconoscere 10 minuti al giorno per il la vestizione e svestizione degli indumenti aziendali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa non è solo una vittoria economica, è una vittoria di dignità: abbiamo dimostrato che la 'cooperazione' non può essere una scusa per comprimere i diritti e i salari dei lavoratori. Chi indossa una divisa per produrre profitto non deve farlo a proprie spese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB non si ferma qui. Questa sentenza rappresenta un precedente fondamentale non solo in Coop Alleanza ma per tutto il settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) nel territorio bolognese e nazionale.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Dec 2025 19:47:23 +0100</pubDate>
                        <title>Comune di Bologna: le lavoratrici ed i lavoratori hanno scelto. No all&#039;ipotesi di accordo dell&#039;amministrazione.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/comune-di-bologna-le-lavoratrici-ed-i-lavoratori-hanno-scelto-no-allipotesi-di-accordo-dellamministrazione-1950.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il referendum sul Fondo i dipendenti del comune di Bologna hanno mandato un messaggio chiaro: oltre il 70% dei votanti ha detto NO all'accordo imposto dall'Amministrazione dimostrando la forza e la determinazione già espresse con la mobilitazione e lo sciopero di Novembre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante lo spudorato tentativo del Direttore Generale e del Sindaco di condizionare il voto attraverso comunicati ed interviste, le lavoratrici ed i lavoratori hanno scelto di difendere il salario, il lavoro ed i servizi pubblici per le cittadine ed i cittadini di Bologna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un risultato che dà ancora più forza ai tavoli, per una trattativa che sia vera e non di facciata dove porteremo avanti le rivendicazioni che le lavoratrici ed i lavoratori hanno ribadito con il referendum, opponendosi ad un accordo che sottrae, al già basso salario,&nbsp; risorse che possono essere destinate al salario accessorio. La proposta di accordo unilaterale ed al ribasso dell'Amministrazione, che ha convocato le organizzazioni sindacali fuori tempo massimo, senza alcuna volontà di confronto, è infatti al di sotto delle possibilità che questo Comune &quot;virtuoso&quot; ha per dare un segnale diverso per sanare in parte il gap salariale dei dipendenti degli Enti Locali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I tavoli convocati non hanno previsto la possibilità di replica né di una vera contrattazione, come invece dovrebbe essere, limitandosi ad una mera presentazione del Bilancio al pari di un'azienda privata.</p>
<p>Una modalità che ha messo in discussione e minato i rapporti sindacali e con i dipendenti del Comune che, vogliamo ricordare, sono anche essi cittadini di Bologna che hanno tutto il diritto di poter vivere dignitosamente in una città sempre più cara ed inaccessibile per chi ci vive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Siamo convinti che quello del referendum è un risultato che non può e non deve essere ignorato dall'Amministrazione e dal Sindaco che da un lato continuano a chiedere sacrifici al personale facendo leva sull' &quot;amore verso il proprio lavoro&quot; mentre dall'altro sono i primi a dimostrare che condizioni salariali e di lavoro e servizi pubblici forti non sono una priorità nella loro agenda politica.</p>
<p>Lo dimostra non solo il tentativo degli ultimi giorni di condizionare il voto del referendum ma la scelta, al di la di proclami e passerelle, di non ascoltare, per davvero, le giuste richieste di chi ogni giorno garantisce i servizi in questa città imponendo un accordo &quot;a perdere&quot;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il risultato del referendum conferma la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori ad andare avanti e da qui non si torna indietro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Comune di Bologna</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 08 Dec 2025 19:25:01 +0100</pubDate>
                        <title>Valmet Tissue Converting (ex Fabio Perini): storica intesa per il rinnovo del Contratto Aziendale per i siti produttivi di Calderara di Reno (Bo) e Lucca.</title>
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		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/valmet-tissue-converting-ex-fabio-perini-storica-intesa-per-il-rinnovo-del-contratto-aziendale-per-i-siti-produttivi-di-calderara-di-reno-bo-e-lucca-1927.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Valmet è una multinazionale finlandese che ad ottobre 2023 ha acquisito la Koerber (ex Fabio Perini), importante azienda produttrice di macchine automatiche per la trasformazione della carta tissue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A fine 2024 le RSU e le Organizzazioni Sindacali dei due siti avevano presentato una piattaforma unitaria per il rinnovo del Contratto Aziendale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo mesi di trattative serrate, con momenti anche di aspro confronto tra le parti e grazie alla mobilitazione delle lavoratrici ed I lavoratori, è stato siglato un accordo storico per il rinnovo del Contratto Aziendale tra USB Lavoro Privato e le rispettive RSU per il sito di Calderara di Reno (Bo), Fiom-Cgil e Fim-Cisl e le rispettive RSU per il sito di Lucca e la Valmet Tissue Converting. Un accordo che ha unificato i trattamenti economico-normativi previsti dalla contrattazione aziendale dei due siti produttivi, migliorandoli in maniera significativa in tutti i suoi aspetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A gennaio 2026 verrà erogata, in controtendenza rispetto a quanto avvenuto nelle chiusure di alcuni importanti CCNL, tra cui l'ipotesi di accordo del CCNL Metalmeccanici, un'identità di vacanza contrattuale di 700 euro per il 2025, senza rinunciare all'erogazione del salario variabile aziendale, previsto anche per il 2025. A partire dal 2026 saranno aumentate in maniera importante tutte le indennità della retribuzione fissa, ivi comprese le indennità di trasferta, con un meccanismo incrementale, anno per anno, per tutta la vigenza contrattuale. Per il sito di Calderara è stato reso strutturale l'istituto del Premio Feriale, pari a 1000 euro, introducendo un meccanismo di indicizzazione a crescere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è raggiunto infine un accordo per un Premio di Risultato che può arrivare fino all'erogazione di 4000 euro su base annua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda la parte normativa, da sottolineare l'obbligo di assunzione a tempo indeterminato per i contratti a termine o in somministrazione dopo 15 mesi di lavoro svolti anche in maniera non continuativa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda gli appalti, in un'ottica di salvaguardia del perimetro aziendale, ne viene limitato il ricorso, favorendo invece un processo di internalizzazione delle attività, in un’ottica di rafforzamento del personale sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato poi introdotto l'orario estivo ridotto, come strumento di contrasto delle conseguenza da “stress termico” nei periodi più caldi, insieme ad una maggiore flessibilità dell'orario d'ingresso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda la tutela della salute e sicurezza, viene rafforzato infine il ruolo degli RLS, con un meccanismo di verifica e controllo su tutta la filiera produttiva, che prevede anche il coinvolgimento attivo degli RLS delle aziende in appalto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si tratta, in conclusione, di un accordo su molti aspetti in controtendenza con quanto proviene dalla contrattazione degli ultimi anni, in quanto non solo rafforza tutti gli istituti legati al salario strutturale, ma introduce elementi concreti di contrasto della precarietà, di ricomposizione della filiera produttiva e di tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, che hanno approvato l'accordo, manifestando grande soddisfazione nelle assemblee che si sono svolte nei giorni scorsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Lavoro Privato Bologna</p>
<p>RSU USB Valmet Tissue Converting Calderara di Reno (Bo)</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 25 Nov 2025 11:04:35 +0100</pubDate>
                        <title>USB Scuola Emilia Romagna: “Le scuole revochino le iniziative con Amazon, diciamo no a chi collabora con Israele!”</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://emiliaromagna.usb.it/leggi-notizia/usb-scuola-emilia-romagna-le-scuole-revochino-le-iniziative-con-amazon-diciamo-no-a-chi-collabora-con-israele-1111.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Denunciamo con forza quanto appreso in merito all’adesione da parte di tanti istituti della provincia di Modena all’iniziativa “<strong>Un Click per la Scuola</strong>” promossa da Amazon.</p>
<p>Con questa iniziativa, le scuole aderenti hanno la possibilità di ricevere un credito pari all’1% su ogni acquisto fatto tra il 30 ottobre 2025 e il 31 dicembre 2025 dai privati sul sito dell’azienda multinazionale, previa registrazione allo stesso.</p>
<p>La scelta da parte degli istituti si inserisce in un meccanismo ormai noto per cui le <strong>scuole, prive di adeguate risorse pubbliche</strong> per supportare un’istruzione di qualità, si affidano a iniziative di soggetti privati che spingono i cittadini ad acquistare presso le proprie aziende per poter fornire indirettamente alle scuole i materiali necessari per poter rispondere al mandato costituzionale. Uno dei tasselli del <strong>processo di privatizzazione</strong> dell’istruzione degli ultimi decenni, all’interno di un sistema neoliberale.</p>
<p>In questo caso specifico, si fa di più. Oltre a chiedere ai privati di comprare da una multinazionale nemica della sostenibilità e dell’ambiente (temi centrali nell’educazione attuale), si chiede loro di diventare complici del genocidio del popolo palestinese. <strong>Amazon</strong> infatti è indicata da Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, nel rapporto Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio, tra le entità che, oltre a trarre profitto dall’economia di occupazione israeliana dei territori palestinesi, <strong>da ottobre 2023 è stata coinvolta nell’economia del genocidio a Gaz</strong>a.</p>
<p>Secondo il rapporto, il colosso Amazon, insieme a Google (partner nell’iniziativa “Un click per la scuola”), ha stipulato <strong>un contratto da 1,2 miliardi nel 2021 con il governo israeliano per avviare il Progetto Nimbus</strong>, necessario ad aumentare le capacità di archiviazione e calcolo sempre crescenti per supportare l’impianto di apartheid e il sistema militare israeliani.</p>
<p>Inoltre, nell’ottobre 2023, Amazon è intervenuta per fornire <strong>tecnologie cloud e di intelligenza artificiale fondamentali per l’intervento genocida di Israele a Gaza</strong>. Lo stesso capo dell’IDF per l’informatica ha definito la tecnologia cloud come un’arma fondamentale per l’esercito stesso.</p>
<p>A fronte di ciò e di fronte alla finta tregua e alla tragedia che continua a svilupparsi a Gaza e, sempre di più, in Cisgiordania, è necessario rafforzare e approfondire le azioni di boicottaggio, non solo come singoli cittadini ma anche come istituzioni.</p>
<p>La voce che si è alzata con forza dalle piazze del 22 settembre e del 3 ottobre e che ha visto un protagonismo rinnovato del mondo della scuola non deve silenziarsi. L’attenzione deve continuare a restare alta e altrettanto forte deve restare la convinzione che come cittadine/i e e come lavoratori/trici abbiamo una forza.</p>
<p>Invitiamo tutto il personale scolastico, gli studenti e le studentesse, le famiglie degli istituti scolastici modenesi - Liceo Carlo Sigonio, IIS Selmi, Liceo Wiligelmo, IIS F. Corni, IPSIA Fermo Corni, IIS Guarini, IIS Venturi, ITES Barozzi, Liceo Muratori San Carlo, ITIS Fermi, CTP Modena S.M. Ferraris, IPSSCA Cattaneo Deledda, Liceo Tassoni - a chiedere ai propri CdI di revocare l’adesione all’iniziativa.</p>
<p>Ribadiamolo nelle decisioni che prendiamo: non siamo complici del genocidio.</p>
<p>Ribadiamolo riempiendo nuovamente le piazze in occasione dello <strong>sciopero generale del 28 novembre</strong> contro la finanziaria delle armi e l’economia del genocidio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>USB Scuola Emilia Romagna</p>]]></content:encoded>
			
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