Attacco alla scuola dell'art. 34 della Costituzione: da Genova a Bologna striscioni bruciati. USB chiama allo Sciopero Generale del 30 ottobre

Bologna -

Dopo quanto accaduto alla scuola primaria Daneo di Genova, la scia di intolleranza colpisce duramente anche il territorio bolognese. Alle scuole Don Milani e all'Istituto Comprensivo Croce di Casalecchio di Reno, gli striscioni con la scritta "Qui nessuno è straniero", affissi da docenti, genitori, studenti e studentesse, sono stati strappati, rubati e vandalizzati.Tali episodi rappresentano la diretta e drammatica conseguenza del clima culturale e politico alimentato dal nuovo DDL Scuola 2026, promosso congiuntamente dalla Presidente del Consiglio Meloni, dal ministro dell'Istruzione Valditara e dalla ministra dell'Università e della Ricerca Bernini. Questo provvedimento legittima ed esacerba sentimenti di odio, razzismo e xenofobia, traducendosi in veri e propri atti punitivi verso le comunità scolastiche che mettono in pratica i principi della solidarietà. Colpire questi simboli significa ferire a morte la libertà di espressione e di insegnamento, valori sacri e inviolabili su cui si fonda la funzione educativa dell'istituzione scolastica. Inoltre, crea profondo sconcerto il comportamento del Presidente della Repubblica Mattarella che, pur richiamando formalmente l'importanza di una scuola aperta a tutti, ha apposto la propria firma su un decreto che nei fatti calpesta l'articolo 34 della Costituzione, discriminando e ghettizzando gli studenti e le studentesse in base alla loro origine e provenienza.


A questa deriva ideologica si aggiunge un definanziamento sistemico del sistema pubblico di istruzione, che taglia le risorse destinate all'organico dei docenti e del personale ATA, precarizzando ulteriormente il lavoro scolastico e compromettendo la continuità didattica fondamentale per la crescita dei ragazzi. Allo stesso tempo, si assiste all'avanzare di una pericolosa aziendalizzazione dell'istruzione, che subordina la pedagogia e i percorsi formativi alle mere esigenze del mercato e delle imprese, snaturando il ruolo critico ed emancipatorio che la scuola pubblica deve invece garantire a tutte e a tutti.

Di fronte a questo attacco coordinato ai diritti, alla dignità del lavoro e al valore costituzionale dell'uguaglianza, USB Scuola Bologna denuncia con forza il clima d'odio e di smantellamento sociale promosso dal Governo. Per contrastare queste politiche punitive, difendere la libertà di insegnamento e il carattere antirazzista della scuola, rivendicare investimenti reali nella scuola pubblica, l'aumento degli stipendi, la stabilizzazione dei precari e il pieno rispetto dell'articolo 34 della Costituzione, difendere la scuola dai processi di militarizzazione, USB Scuola Bologna chiama tutto il personale docente, ATA e la comunità scolastica ad aderire compatti allo Sciopero Generale indetto per venerdì 30 ottobre 2026.