DIMENSIONAMENTO E RISORSE NEGATE

Bologna -

Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Sardegna sono state escluse dal riparto dei 19 milioni di euro destinati alle supplenze temporanee del personale ATA, i fondi pensati per sostenere le scuole nella fase più critica del dimensionamento scolastico. Le fantasie punitive del Governo Meloni diventano così realtà concreta, e si traducono in una ritorsione contro la scuola pubblica statale e contro i suoi lavoratori, che ogni giorno garantiscono un servizio pubblico dignitoso.
La motivazione ufficiale sostiene che queste Regioni non avrebbero proceduto autonomamente ai piani di dimensionamento. Ma la realtà è ben diversa perché il dimensionamento in Emilia-Romagna è stato comunque realizzato, attraverso il commissariamento ad acta imposto dallo stesso Governo, che ha esercitato il potere sostitutivo nominando commissario il Direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale. Il risultato? Le scuole statali dell'Emilia-Romagna sono passate da 532 a 515 in un solo anno scolastico, con 17 autonomie scolastiche cancellate.
Le scuole sono state accorpate, i carichi amministrativi sono aumentati, le istituzioni scolastiche sono diventate più grandi e più complesse e proprio quando servono le risorse per gestire le conseguenze di questa riorganizzazione imposta dall'alto, quelle risorse vengono negate. Il Governo non può sostenere allo stesso tempo che il dimensionamento fosse necessario al punto da imporlo contro la volontà della Regione, e poi comportarsi come se quel dimensionamento non fosse mai avvenuto quando si tratta di distribuirne le conseguenze economiche e organizzative.
Non esiste alcuna ragione legata al reale funzionamento degli istituti che possa giustificare questa esclusione. Una supplenza ATA serve a garantire servizi essenziali come pulizia, sorveglianza, segreteria, supporto agli alunni con disabilità, attività che non possono diventare uno strumento politico per colpire un territorio.
Nelle 515 istituzioni scolastiche dell'Emilia-Romagna funzionano oggi 24.312 classi e sezioni, con oltre 500.000 studentesse e studenti. Gli alunni con disabilità nella scuola statale regionale erano 23.356 nell'a.s. 2024/25, in aumento di circa 1.000 unità (+4,5%) rispetto all'anno precedente: un trend di crescita costante, che negli ultimi anni ha viaggiato su ritmi simili. Il personale ATA resta largamente insufficiente rispetto ai bisogni reali delle scuole, il precariato resta una piaga strutturale che colpisce almeno il 30% del personale, e a ridosso dell'avvio dell'anno scolastico le nomine di docenti e ATA non sono ancora complete ovunque.
Il Governo Meloni perde nei tribunali amministrativi, perde politicamente, e allora adotta comportamenti di sopraffazione usando le risorse pubbliche, che dovrebbero servire a garantire il diritto allo studio, come arma di ricatto.
Le risorse per le supplenze ATA devono andare alle scuole che ne hanno reale bisogno, in base alle esigenze organizzative e ai carichi di lavoro effettivi. 


USB Scuola Emilia-Romagna