LA SCUOLA IN SCIOPERO RECLAMA LA RESTITUZIONE DEI POSTI TAGLIATI E DEL CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO

Nazionale -

Lo sciopero di oggi ha visto la protesta di tutte le anime della scuola pubblica: Studenti, docenti, personale ATA e genitori che hanno voluto esprimere il proprio rifiuto a vedere un bene primario come l'istruzione sacrificato, con la complicità del governo, sull'altare della Banca Centrale Europea, per soddisfare gli appetiti di banchieri e speculatori. Lo hanno gridato i ragazzi costretti in classi superaffollate e scuole pericolanti; i genitori che vedono sottratto ai propri figli il diritto ad avere pari opportunità, specie se disabili; i lavoratori rimasti senza contratto o con gli stipendi del 2007, senza rappresentanza sindacale e con la minaccia di licenziamenti di massa stile Grecia.

Dopo le proteste del personale ATA di settembre, la denuncia dei vuoti nell'organico di sostegno, l'opposizione ai continui soprusi da parte dei dirigenti che non ottemperano all'obbligo di permettere i completamenti d'orario ai lavoratori che hanno avuto solo scampoli di posti (col risultato che diverse cattedre sono ancora coperte in modo temporaneo), dopo il rifiuto di intervenire da parte di un'amministrazione regionale che condivide i pruriti di privatizzazione della curia bolognese, oggi l'USB è scesa in sciopero. Abbiamo denunciato la situazione della scuola in un presidio itinerante di protesta col quale abbiamo rivendicato chiaramente il ripristino dell'organico del 2008 per docenti e ATA, senza il quale la scuola emiliana non può rispondere alle esigenze degli studenti, mentre tanti colleghi non possono più lavorare. Chiediamo poi il rinnovo del contratto di lavoro, bloccato probabilmente fino al 2017 e continuamente messo in discussione da ricatti e minacce.

 

Dopo i presidi davanti alle scuole, un gruppo di lavoratori ha esposto presso la Basilica di San Pietro in via Indipendenza uno striscione : “ Scuola e lavoro, non abbiamo debiti”.

In questo modo hanno voluto esprimere il proprio disprezzo per le affermazioni del Cardinale Caffarra che esorta a privatizzare lo stato sociale; proposte che si tramutano automaticamente in licenziamenti e tagli di servizi essenziali.

 

La giornata di oggi si inserisce nel percorso che ci porterà alla manifestazione internazionale del 15 ottobre contro le politiche dell'Unione Europea e del governo e che ci vedrà impegnati, per riconquistare i posti di lavoro sottratti alla scuola, per il rinnovo del Contratto Nazionale, il ripristino della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro, la cancellazione del debito, la difesa dei beni e dei servizi comuni dai tentativi di privatizzazione e l'opposizione al piano bipartisan voluto dalla BCE di introdurre anche nel nostro paese le inutili ricette imposte alla Grecia.

 

Difenderemo ogni posto di lavoro nella scuola, tutelando così l'idea stessa dello Stato Sociale.

Questa crisi, così come il debito, non sono addebitabili ai lavoratori e non accettiamo di doverli pagare.

 

 

a cura di USB SCUOLA Via dell'Aeroporto 129, 00175 Roma scuola@usb.it sito www.scuola.usb.it

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