OCCUPATO CONSIGLIO COMUNALE BOLOGNA CONTRO SFRATTI DI 7 NUCLEI FAMILIARI

Bologna -

Bologna – mercoledì, 17 luglio 2013

Il presidio organizzato sotto il Comune di Bologna con gli abitanti di via della Canapa è stato l’inizio di un percorso di lotta,  sempre più necessario di fronte alle politiche di austerità che stanno comprimendo il reddito ed il diritto ad abitare.

Sette famiglie di origine balcanica, quasi 50 persone che hanno ricevuto la decadenza dall’assegnazione delle case “provvisorie” in cui abitano. Provvisorietà che va avanti da quasi 13 anni, dopo essere usciti dal campo di via Fiorni, perché le alternative scarseggiano (il mercato privato o l’esigua edilizia pubblica).

Come al solito, a questi progetti falliti questa Amministrazione pone rimedio con le procedure di sfratto, recapitate a luglio, dopo aver tenuto queste famiglie in un limbo in cui una vera “integrazione”, almeno come la intendono gli attuali amministratori di questa città e di questo paese, non è mai avvenuta.

Oggi il presidio ha portato la propria rabbia dentro al Consiglio Comunale ottenendo un incontro urgente con l’Assessore Frascaroli.

Ciò che abbiamo ottenuto, rispetto a quanto invece è sembrato in questi giorni, ha per noi un valore importante.

-       Lo sgombero non avverrà in tempi brevi, il fatto che nessuno rimanga senza casa è un primo  passo essenziale. Sarebbe anche assurdo che il passaggio abitativo sia dal campoo, alla casa provvisoria, poi di nuovo al campo.
-       Che nei prossimi mesi verranno esaminate le situazioni dei nuclei familiari per vedere se possano accedere ad edilizia privata (cosa di cui dubitiamo fortemente) o in edilizia pubblica.
-       Che l’Amministrazione Comunale, prima di qualsiasi altra decisione chiami nuovamente ad un incontro gli abitanti.

Sappiamo però che la lotta degli abitanti di via della Canapa non finisce qui. Perché la crisi sta colpendo tutti i lavoratori e migliaia di persone vedono cancellato il diritto ad un’abitare dignitoso. Perché in tutta Italia sempre più persone lottano per riprendersi i propri diritti.

IERI a  Ponte Ronca, Zola Predosa via Risorgimento 414 che è riuscito ad essere rimandato, e giovedì a Bologna in via de Pisis 3 sono e saranno posti due presidi antisfratto. Questo sottolinea sempre più che solo una moratoria generalizzata può evitare l’allargarsi della macelleria sociale che il problema dell’emergenza abitativa sta creando.

 

 

Abitanti via della Canapa
Associazione Culturale Harambè
AS.I.A. USB