Scuola ed Esercito in Emilia-Romagna: USB dice no all'orientamento militare e invita al boicottaggio: «Noi non orientiamo alla guerra!»

Bologna -

Come segnalato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, lo scorso 23 settembre l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna ha pubblicato sul proprio sito la proposta del Comando Esercito regionale per un ciclo di conferenze di orientamento rivolte agli istituti scolastici del territorio, in particolare alle scuole secondarie di secondo grado.

USB denuncia con fermezza un'iniziativa volta a presentare l'arruolamento come una normale opzione formativa, inserita in un processo di vera e propria normalizzazione culturale della guerra. In linea con i recenti piani europei di riarmo (ReArm Europe), si intende abituare le giovani generazioni a considerare il conflitto armato come uno scenario probabile, se non inevitabile, per costruire il consenso sociale necessario a giustificare la riconversione bellica e l'aumento delle spese militari.

«Di fronte alla notizia che già nello scorso anno scolastico circa 2.900 studenti della regione hanno partecipato a questi incontri, ci chiediamo quale funzione ed efficacia educativa possa trasmettere chi è votato, direttamente o indirettamente, alla guerra e quale futuro vogliamo per le nuove generazioni», dichiara USB Scuola Emilia-Romagna. «Contestiamo la scelta dell'Ufficio Scolastico di farsi cassa di risonanza per simili avvisi e rivolgiamo un appello corale a tutta la scuola: invitiamo i dirigenti scolastici a non accogliere la proposta, i docenti a rifiutarsi di accompagnare le classi in virtù della libertà d'insegnamento e dell'Articolo 11 della Costituzione, gli studenti a boicottare le conferenze e le famiglie a richiedere l'esonero formale. La scuola deve essere un luogo di pace, cultura e pensiero critico, non un bacino di reclutamento».

USB rinnova inoltre l'invito a sottoscrivere la petizione “La conoscenza non marcia” per sancire il divieto normativo di qualsiasi collaborazione tra istituzioni scolastiche ed apparati militari e per introdurre il diritto all'obiezione di coscienza per docenti e studenti.

Contro la militarizzazione della società, il traffico di armi e l'economia di guerra, USB chiama tutto il personale della scuola, le famiglie e gli studenti a scendere in piazza il 30 ottobre in occasione dello sciopero generale: contro il warfare e per il welfare, la scuola pubblica e i diritti sociali.