USB Scuola Bologna risponde ad Azione Studentesca: “I docenti bolognesi insegnano la Costituzione, non la discriminazione”.
Dopo il grave precedente del gennaio 2026, quando diffuse un questionario che invitava gli studenti alla delazione e a “denunciare” i docenti ritenuti di sinistra, come se esserlo fosse un crimine, Azione Studentesca ci riprova. Nella giornata di ieri ha puntato il dito contro le scuole di Bologna e contro i docenti che hanno esposto striscioni e indossato magliette con la scritta “Qui nessuno è straniero”. Lo ha fatto senza alcuna contezza di cosa significhi vivere in una democrazia e in spregio della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Secondo questo gruppo studentesco, le parole di inclusione e accoglienza per tutte e tutti sarebbero un comportamento irregolare, e persino la critica al Decreto Scuola sarebbe illegittima da parte dei docenti della scuola pubblica statale. L'invito è rivolto al Ministero, perché valuti eventuali sanzioni. Ma sanzioni per che cosa?
Nella scuola pubblica italiana nessuno è straniero, a differenza di quanto avveniva per gli studenti ebrei nella scuola fascista. Eppure, proprio mentre si vuole approvare il DDL Romeo sull'antisemitismo, il cui obiettivo principale sembra essere colpire il movimento pro Palestina, si torna a parlare di tetto agli alunni stranieri e di classi separate, e si attaccano i docenti che difendono l'uguaglianza formale e sostanziale e si rifiutano di discriminare in base alla provenienza geografica o al concetto di razza. Per gli esseri umani la razza è una sola: quella dell'Homo sapiens.
Azione Studentesca è un'organizzazione studentesca identitaria di estrema destra, storicamente legata ai movimenti della destra radicale e giovanile italiana e oggi vicina a Fratelli d'Italia. È spesso al centro di polemiche per le modalità d'azione e di propaganda nelle scuole. Già il questionario di gennaio ci era apparso, per metodi e contenuto, un'iniziativa che evocava le dinamiche del Ventennio, quando il controllo del pensiero e l'epurazione dei docenti non allineati erano la norma. Essere progressisti o di sinistra non è un crimine in una democrazia. La Costituzione, anzi, vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista (XII disposizione transitoria e finale), e la Legge Scelba (20 giugno 1952, n. 645) e la Legge Mancino (25 giugno 1993, n. 205) puniscono l'apologia di fascismo e l'incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Gli articoli 3 e 21 della Costituzione garantiscono l'uguaglianza dei cittadini senza distinzione di opinioni politiche e la libera manifestazione del pensiero, mentre l'articolo 33 tutela la libertà di insegnamento. Il pensiero pluralista e antifascista non può essere censurato: è il fondamento di una Carta scritta proprio per impedire il ritorno di ciò che il fascismo è stato.
Unione Sindacale di Base Scuola Bologna