Appalti HERA e coop sociali: dopo 8 anni di rinvii i netturbini in Corte d’Appello. USB: basta sfruttamento, si applichi il contratto dell’igiene ambientale
Questa mattina presidio e conferenza stampa davanti al Tribunale di Bologna in concomitanza con la quinta udienza. Lungaggini inaccettabili, negati diritti già riconosciuti dalla Cassazione.
Si è svolto questa mattina, davanti alla Corte d’Appello del Tribunale del Lavoro di Bologna, un affollato presidio accompagnato da una conferenza stampa organizzata dall'USB Lavoro Privato. L'iniziativa è coincisa con la quinta udienza – arrivata dopo ben quattro rinvii – del ricorso promosso circa 8 anni fa da 18 lavoratori delle cooperative sociali “Il Mandorlo” e FORB di Forlì-Cesena. Al centro della battaglia legale, la richiesta di applicazione del Contratto collettivo nazionale di settore (CCNL Utilitalia / Igiene Ambientale) e il riconoscimento delle relative differenze retributive e contributive (la differenza è tra le 350 a 550 euro in meno al mese).
La USB denuncia con forza il meccanismo degli appalti di HERA tramite consorzi e cooperative, che da anni si traduce nell'applicazione di un trattamento contrattuale peggiorativo: quello delle cooperative sociali al posto di quello specifico del settore dell'igiene ambientale.
«Siamo di fronte a un trattamento economico e normativo sottopagato e sotto-tutelato, adottato per mere ragioni di profitto e di taglio del costo del lavoro», spiegano i rappresentanti sindacali durante la conferenza stampa odierna.
La protesta di questa mattina ha voluto accendere i riflettori su un'attesa estenuante durata otto lunghi anni, segnati da rinvii motivati da "errori" procedurali dei Tribunali. Un lasso di tempo in cui i lavoratori sono stati trattati come palline da ping-pong, affrontando anche costi onerosi.
Una lungaggine giudiziaria definita "incomprensibile" e "dannosa" dall'USB, soprattutto alla luce del fatto che la Corte di Cassazione si è già espressa favorevolmente ben cinque volte sul caso dei lavoratori di una cooperativa riminese, così come la stessa Corte d’Appello di Bologna in precedenza, smontando nei fatti il sistema di appalti e sub-appalti.
La battaglia dei lavoratori non si è mai fermata in questi anni, sostenuta da scioperi, presidi ed esposti all’Ispettorato e alla Medicina del Lavoro per denunciare le inadempienze sulla sicurezza e sui diritti previsti anche dallo stesso (seppur incongruo) contratto delle Coop sociali.
«Diciamo basta ai continui rinvii e ai tentativi di "legalizzare" questo sfruttamento tramite ulteriori accordi al ribasso tra HERA, Cooperative e CGIL-CISL-UIL», conclude la USB. «I diritti di questi lavoratori sono già abbondantemente riconosciuti dalla giurisprudenza: è ora che venga fatta giustizia».
USB LAVORO PRIVATO – SERVIZI AMBIENTALI