Scuola: Aumentano le certificazioni nei giovani causate dall'isolamento e dalla mancanza di socializzazione. Quali misure predispongono le Istituzioni per garantire le lezioni in presenza?

Nelle due giornate  (8 e 15 aprile) siamo intervenuti nel corso della Commissione Consiliare Istruzione Cultura Giovani Comunicazione relativa anche al Protocollo d’Intesa per la coprogettazione dei servizi educativi e monitoraggio.

Bologna -

 

Abbiamo appreso nel corso delle udienze che tra gli adolescenti stanno aumentando le certificazioni relative a psicopatologie legate all’isolamento e alla sottrazione degli spazi di socializzazione, tra cui rientra lo spazio scolastico, quali i disturbi del comportamento alimentare, forme di fobia e di ritiro sociale, autolesionismo. La redazione del protocollo sulla sicurezza, sottoscritto da alcuni sindacati, con ogni evidenza si è dimostrato insufficiente per garantire una permanenza stabile negli spazi scolastici di tutti gli ordini di scuola anche nel corso della seconda e della terza ondata del covid-19.

Abbiamo fatto presente, nel nostro intervento, che occorrono ristrutturazioni di sistema e non meri protocolli con raccomandazioni sulla gestione di spazi che sono rimasti quelli precedenti alla pandemia, così come occorre cambiare il rapporto tra allievi e personale affinché la densità della popolazione scolastica diminuisca nelle metrature ridotte e poco arieggiate delle aule scolastiche. Per lo 0-6 abbiamo fatto presente che occorre rivedere il sistema di tracciamento relativo ai contatti stretti perché in questo specifico ordine le attività lavorative impongono un distanziamento molto diverso non solo tra adulti e bambini, ma anche tra gli stessi adulti.

Nella giornata odierna del 15 aprile la dott.ssa Baraldi dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Bologna ha dichiarato che attualmente i numeri degli studenti con disabilità, iscritti nelle scuole della provincia di Bologna, sono in crescita nelle scuole di ordine superiore, ma risultano in calo nella primaria e nell'infanzia forse perché senza contesto scolastico manca quella cornice di confronto scuola-famiglia utile a osservare l'insorgere di un sintomo che poi porta ad avviare il percorso di certificazione.

Riteniamo che la situazione sia via via più preoccupante e che sia ora di apportare dei cambiamenti strutturali quali:
- la presenza di un pediatra e un medico di comunità in ogni scuola per agevolare il tracciamento; 
- la richiesta che nello 0-6 torni il personale supplente “jolly” di quartiere affinché le “bolle” non vengano rotte da personale supplente che si sposta in tutti i quartieri in funzione del fabbisogno; 
- la ferma richiesta all’USP di rilevazioni puntuali che rendano conto della partecipazione degli studenti con disabilità e BES alle lezioni presenza, in quanto riteniamo che demandare questa scelta alle famiglie (alcune peraltro non italofone) tramite una burocrazia farraginosa e lo scaricabarile dell’autonomia scolastica non garantisca un reale diritto allo studio degli allievi più fragili;
- una omogeneità dei DPI quali le mascherine FFP2 per tutto il personale docente, ATA, educativo sul posto di lavoro;
- la richiesta alla Città metropolitana e al Comune di mappare e rivedere gli spazi che attualmente sono divisi da semplici separè e fili rossi emergenziali, al fine di ripensare metrature e cubature più ampie nelle quali non vi sia sovraffollamento e possa essere garantito un costante ricircolo d’aria.

Non si può continuare a fare riferimento all'importanza storica della tradizione pedagogica del nostro territorio senza prendere responsabilmente delle misure concrete che consentano al sistema scolastico educativo di essere davvero inclusivo e funzionale ai diritti dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze. Infine, troviamo gravissime le dichiarazioni della consigliera Lama, presidente della Commissione Attività Produttive Commerciali e Turismo con delega a lavoro e legalità, che ha dichiarato di apprezzare la Didattica a distanza augurandosi che venga mantenuta anche in futuro; è grave questa dichiarazione soprattutto perché non si è colto dalle condivisioni di due giorni di Commissione consiliare che la Didattica a distanza è stata l'estrema ratio (adottata a causa delle cosiddette classi pollaio) che rimane l'origine di quei disturbi e di quelle psicopatologie segnalate dal dott. Bastia proprio perché è impossibile rinunciare alla scuola come spazio di conoscenza, esperienza e socializzazione.

Che le istituzioni tutte si sentano corresponsabili delle conseguenze che queste generazioni di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, stanno subendo a un anno dall’inizio della pandemia.

USB Bologna - bologna@usb.it

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