Caldo estremo nidi e scuole d’infanzia: la protesta dei genitori si allarga. USB al fianco di famiglie e lavoratrici
USB Bologna esprime piena solidarietà alle famiglie dei nidi comunali Vestri, Bigari e Mazzoni e delle scuole d'infanzia Tobagi e Testi-Rasponi, che hanno cominciato a sospendere il pagamento delle rette da giugno come forma di protesta contro l'inerzia del Comune di Bologna sul caldo record nelle strutture educative. La mobilitazione ha raggiunto anche la scuola dell'infanzia Guglielmo Marconi.
USB Bologna da tempo segnala una condizione di grave rischio termico nei luoghi di lavoro fortemente esposti alle alte temperature e per queste ragioni ha proclamato lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dei centri estivi di Bologna, che proseguirà se non arriveranno soluzioni strutturali a tutela della salute e sicurezza di chi lavora e dei bambini e delle bambine.
A fronte degli allarmi lanciati, ad oggi non arrivano risposte concrete. Anzi, a fronte della scelta dei genitori di sospendere il pagamento della retta fino a quando gli ambienti non saranno sicuri per i bambini e le bambine, si risponde con una velata minaccia di riscossione coatta, scegliendo di non dialogare con chi chiede condizioni di lavoro e dei servizi adeguate e dignitose. A ciò si aggiunge la mancata chiarezza sulle risorse enunciate e su come sono state e verranno effettivamente investite dal Comune di Bologna. Nel caso dei circa 80 “pinguini”, infatti, nell'incontro del 2 luglio richiesto con urgenza dalla RLS, è emerso che non sono stati acquistati quest'anno ma che si trattava di beni che erano già proprietà del Comune, ad eccezione di una decina ricevuti in donazione. Rispetto a queste incongruenze, chiederemo ulteriori e formali chiarimenti all'Assessore Ara e all'Amministrazione.
Ribadiamo ancora una volta che l'infanzia non può essere trattata come una voce di bilancio comprimibile, mentre per altre grandi opere le risorse si trovano sempre: è una scelta politica, non una fatalità. Lo ricordava già Loris Malaguzzi: l'ambiente in cui crescono i bambini è esso stesso un educatore. Se quell'ambiente diventa un forno, a essere negato non è solo il comfort, ma il diritto di bambine e bambini a crescere in condizioni dignitose.
Non si tratta di un'emergenza imprevedibile: chi amministra questa città sa da tempo che il caldo va affrontato in modo strutturale, e ha scelto con ogni evidenza di non farlo.
USB come sempre è al fianco di chi si mobilita e rivendica condizioni di lavoro e dei servizi adeguati e continuerà a denunciare quelle situazioni in cui precarietà, carenza di organico, assenza di misure che tutelino la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui la manutenzione degli edifici, mettono a rischio chi lavora e chi fruisce dei servizi pubblici.
La lotta per il diritto alla salute nei nidi e nelle scuole è parte della stessa battaglia contro un modello che scarica sui cittadini i costi del disinvestimento pubblico. Saremo presenti all'assemblea cittadina di settembre annunciata dalle famiglie, per costruire insieme un percorso che metta al centro le priorità di chi lavora e vive in questa città.
USB Bologna