Comune di Bologna: le lavoratrici ed i lavoratori hanno scelto. No all'ipotesi di accordo dell'amministrazione.

Bologna -

 

 

Con il referendum sul Fondo i dipendenti del comune di Bologna hanno mandato un messaggio chiaro: oltre il 70% dei votanti ha detto NO all'accordo imposto dall'Amministrazione dimostrando la forza e la determinazione già espresse con la mobilitazione e lo sciopero di Novembre.

 

Nonostante lo spudorato tentativo del Direttore Generale e del Sindaco di condizionare il voto attraverso comunicati ed interviste, le lavoratrici ed i lavoratori hanno scelto di difendere il salario, il lavoro ed i servizi pubblici per le cittadine ed i cittadini di Bologna.

 

Un risultato che dà ancora più forza ai tavoli, per una trattativa che sia vera e non di facciata dove porteremo avanti le rivendicazioni che le lavoratrici ed i lavoratori hanno ribadito con il referendum, opponendosi ad un accordo che sottrae, al già basso salario,  risorse che possono essere destinate al salario accessorio. La proposta di accordo unilaterale ed al ribasso dell'Amministrazione, che ha convocato le organizzazioni sindacali fuori tempo massimo, senza alcuna volontà di confronto, è infatti al di sotto delle possibilità che questo Comune "virtuoso" ha per dare un segnale diverso per sanare in parte il gap salariale dei dipendenti degli Enti Locali.

 

I tavoli convocati non hanno previsto la possibilità di replica né di una vera contrattazione, come invece dovrebbe essere, limitandosi ad una mera presentazione del Bilancio al pari di un'azienda privata.

Una modalità che ha messo in discussione e minato i rapporti sindacali e con i dipendenti del Comune che, vogliamo ricordare, sono anche essi cittadini di Bologna che hanno tutto il diritto di poter vivere dignitosamente in una città sempre più cara ed inaccessibile per chi ci vive.

 

Siamo convinti che quello del referendum è un risultato che non può e non deve essere ignorato dall'Amministrazione e dal Sindaco che da un lato continuano a chiedere sacrifici al personale facendo leva sull' "amore verso il proprio lavoro" mentre dall'altro sono i primi a dimostrare che condizioni salariali e di lavoro e servizi pubblici forti non sono una priorità nella loro agenda politica.

Lo dimostra non solo il tentativo degli ultimi giorni di condizionare il voto del referendum ma la scelta, al di la di proclami e passerelle, di non ascoltare, per davvero, le giuste richieste di chi ogni giorno garantisce i servizi in questa città imponendo un accordo "a perdere".

 

Il risultato del referendum conferma la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori ad andare avanti e da qui non si torna indietro.

 

USB Comune di Bologna