Coop Alleanza 3.0: vittoria storica dei lavoratori, il “tempo tuta” va pagato
Un’altra importante vittoria legale segna il percorso della USB all’interno di Coop Alleanza 3.0. Il Tribunale di Bologna ha confermato quello che sosteniamo da anni: il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale (cosiddetto "tempo tuta") deve essere retribuito.
Per anni Coop Alleanza 3.0 ha ignorato le richieste dei dipendenti, pretendendo che il cambio della divisa, atto obbligatorio per svolgere il servizio, avvenisse al di fuori del normale orario di lavoro, regalando di fatto decine di ore all’anno di lavoro gratuito all'azienda. Oggi quella pratica illegittima crolla.
Cosa stabilisce la sentenza: riconoscimento del debito (Coop Alleanza 3.0 è condannata a corrispondere gli arretrati ai lavoratori che hanno presentato ricorso); viene confermato che indossare i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e la divisa aziendale è un’operazione svolta sotto il potere direttivo del datore di lavoro; da oggi in avanti, Coop Alleanza deve riconoscere 10 minuti al giorno per il la vestizione e svestizione degli indumenti aziendali.
Questa non è solo una vittoria economica, è una vittoria di dignità: abbiamo dimostrato che la 'cooperazione' non può essere una scusa per comprimere i diritti e i salari dei lavoratori. Chi indossa una divisa per produrre profitto non deve farlo a proprie spese.
USB non si ferma qui. Questa sentenza rappresenta un precedente fondamentale non solo in Coop Alleanza ma per tutto il settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) nel territorio bolognese e nazionale.