Emilia Romagna. Udienza conoscitiva in Regione su competitività, energia e riarmo: il sindacato USB boccia il “Programma di lavoro dell’Unione Europea

Bologna -

SI è svolta questa mattina, presso l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, l’udienza conoscitiva sul “Programma di lavoro per il 2026 della Commissione europea”, e sulle iniziative UE di competenza regionale. Per il sindacato USB è intervenuto Federico Serra del coordinamento regionale.

La cosiddetta competitività promossa dall’Unione Europea si traduce, nei fatti, in una crescente compressione dei diritti del lavoro. Gli investimenti in tecnologia non mirano a ridurre l’orario di lavoro né a migliorare le condizioni occupazionali, ma puntano alla riduzione dell’occupazione, all’aumento della produttività e all’incremento dei profitti, spesso a scapito dei lavoratori.

Anche sul fronte energetico, l’UE presenta l’“indipendenza energetica” come una priorità strategica. Dietro questa definizione si nasconde però una nuova corsa alle risorse dei Paesi terzi, che assume i contorni di un rinnovato imperialismo energetico, con gravi conseguenze sociali e geopolitiche.

Particolarmente preoccupante è la scelta di presentare il riarmo come politica industriale. Il riarmo non è sviluppo: è una politica di guerra. Lo dimostrano anche iniziative presenti sul territorio, come la nascita di poli e consorzi legati all’industria militare e aerospaziale. Come sindacato ribadiamo la nostra opposizione al riarmo e il nostro impegno per politiche di pace. La riconversione bellica non crea occupazione stabile e di qualità, ma al massimo preserva temporaneamente alcuni posti di lavoro, impoverendo nel lungo periodo il tessuto sociale e produttivo.

L’EU continua inoltre a rivendicare il proprio modello sociale, mentre nei fatti lo sta smantellando. La privatizzazione della sanità, dei servizi sociali e dell’assistenza alla persona è ormai sotto gli occhi di tutti. Anche l’invecchiamento della popolazione viene affrontato non come una responsabilità collettiva, ma come un’opportunità di profitto.

Gravi contraddizioni emergono infine sul piano dei diritti e dei valori democratici. Le posizioni assunte su scenari internazionali come la Palestina, così come le politiche sui centri di detenzione e sulle esternalizzazioni delle frontiere, mostrano una profonda distanza tra le dichiarazioni ufficiali e le pratiche reali.

L’Unione Europea parla di pace, ma continua a inviare armi in Ucraina e in altri contesti di conflitto, contribuendo all’escalation militare, alla distruzione e all’aumento del costo della vita per i popoli.

Per queste ragioni, il sindacato respinge integralmente il piano di lavoro dell’Unione Europea. Di fronte all’annuncio di un futuro “Patto per il Mediterraneo”, ribadiamo che un’alternativa esiste già ed è quella delle mobilitazioni e delle lotte, come dimostrato dallo sciopero dei porti del 6 febbraio.

 

USB Emilia Romagna