GLI ASILI NIDO E LA PROPAGANDA ELETTORALE

Bologna -


Servono interventi strutturali, i nidi devono essere un diritto: pubblici, gratuiti e garantiti per tutte le bambine e bambini

Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Bonaccini, annuncia l'abbattimento delle rette dei nidi per l'anno 2019/2020 dimenticando però di precisare che questa concessione una tantum non risolve in alcun modo il problema della mancanza di posti negli asili nido.

A Bologna in primis ogni anno restano fuori dai nidi comunali centinaia di bambini: se non c'è la volontà di risolvere questo problema allora la riduzione delle rette si configura necessariamente come un provvedimento temporaneo utile solo come spot elettorale in vista delle prossime elezioni regionali.

Una emergenza strutturale quella delle rette e delle richieste non accontentate che riguarda tutte le regioni. Come USB sosteniamo da anni che occorre una legge nazionale che includa nel sistema scolastico la scuola dell'infanzia fascia 0-3 anni.

Ricordiamo che gli asili nido oggi continuano a non essere ritenuti "servizio scolastico" a tutti gli effetti, ma servizi alla persona quindi non esiste nessun obbligo di copertura del 100% delle richieste, né attualmente viene riconosciuta la gratuità del servizio come nel resto dei cicli scolastici inclusi nel sistema statale.

Quindi, quanto deciso dalla regione Emilia Romagna non è un intervento strutturale, ma si configura come un intervento temporaneo con copertura economica in bilancio solo per l'anno scolastico 2019/2020.

Un provvedimento che risponde all'esigenze di campagna elettorale di questa amministrazione in quota PD che fino a qualche mese fa si è contraddistinta per tutt'altre politiche.

Il tutto avviene in perfetta linea con quanto sostenuto nel discorso di fiducia alle camere del Presidente del Consiglio del nuovo governo PD-5 Stelle che dichiara di voler intervenire con le regioni per l'azzeramento delle rette dei nidi senza nessun intervento normativo nazionale.

I vincoli di bilancio, previsti dall'art. 81 e 97 della Costituzione, che ingabbiano la gestione del welfare pubblico, sia per gli enti statali sia per gli enti locali, impongono "l'equilibrio fra le entrate e le spese e la sostenibilità del debito pubblico", quindi se si spostano risorse per le coperture delle rette dei nidi bisogna con evidenza tagliare altre voci di intervento sociale.

Vista la situazione economica nel Paese, che registra una crescita zero e quindi una situazione di recessione conclamata, e la volontà appena dichiarata del Governo PD-5stelle del taglio del costo del lavoro per le imprese, ci prefiguriamo un prossimo futuro in cui una diminuzione del gettito fiscale implicherà una riduzione delle risorse per i servizi sociali e il welfare. Che ne sarà delle promesse elettorali di Bonaccini sull'azzeramento delle rette dei nidi?

Solo se i nidi e le materne rientreranno a tutti gli effetti nel sistema scolastico statale questo servizio sarà sottratto alla speculazione e al profitto dei privati, ma soprattutto diventerà un diritto realmente esigibile, gratuito e garantito a tutti i cittadini in tutto il territorio nazionale.

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