L’innovazione riporta Bonfiglioli nel 1800.
Nonostante le proposte che la Rsu e le OO.SS. (Fiom, Uilm e Usb) hanno portato nella discussione sulla gestione della reinternalizzazione delle attività di logistica, siamo costretti a constatare che siamo molto distanti da una soluzione che, come dichiarato a più riprese, “non lasciasse indietro nessuno dei lavoratori attualmente impegnati nell’appalto”.
La nostra Azienda si sta rifiutando di applicare un accordo sindacale, siglato dalla Rsu e dal Sindacato nel 1997 il cui spirito è per noi molto chiaro e particolarmente significativo: nell’accordo si è proceduto a esternalizzare l’attività di logistica a patto che - in caso di una futura reinternalizzazione - tutti i lavoratori fossero tutelati. Abbiamo scioperato a Febbraio perché è stata gravissima la mancata informazione circa la volontà di chiudere i contratti di appalto, così come altrettanto grave è stata la dichiarazione dell’Azienda di non ritenere di dover applicare un accordo sindacale.
Nonostante questo abbiamo comunque avviato la trattativa e lo abbiamo fatto con grande senso di responsabilità e con il solo obiettivo di gestire con un accordo gli effetti di un investimento in innovazione sulla occupazione complessiva del sito e sulla nuova gestione dell’organizzazione del lavoro per i nostri colleghi/e nelle attività di logistica a partire dall’anno prossimo. Responsabilmente abbiamo portato avanti per 8 incontri una trattativa e, contemporaneamente, i nostri colleghi di Bcube hanno addirittura dato tutto il sostegno necessario per recuperare i ritardi accumulati e per evitare anche solo la possibilità che si determinasse un problema di sicurezza nello stabilimento. Nella trattativa non ci siamo limitati a chiedere all’azienda semplicemente rispetto dell’accordo del 1997 ma abbiamo avanzato proposte concrete e razionali per gestire l’impatto complessivo sul sito guardando sempre alla tutela di tutte e tutti. Nessuna di queste proposte è stata accolta e dopo 8 incontri GIUSTAMENTE i nostri colleghi/e di Bcube hanno ripreso la mobilitazione.
Quanto avvenuto oggi venerdì 29 Maggio in EVO è di una gravità senza precedenti per la storia della nostra Azienda. A fronte dello sciopero dei colleghi/e di Bcube l’Azienda ha proceduto a formare e inserire nelle attività gestite in Appalto nostri colleghi/e Bonfiglioli. Come RSU abbiamo immediatamente evidenziato che per noi questa azione è innanzitutto sbagliata e ingiusta (oltre che probabilmente in contrasto con il diritto di sciopero) e che, al posto di pensare a come sostituire lavoratori in sciopero, sarebbe stato preferibile che si investisse tempo e energie per valutare le nostre proposte e trovare finalmente una soluzione. Abbiamo avvisato l’Azienda che se avessero continuato a sostituirsi nelle attività saremmo stati costretti a dichiarare sciopero, ci è stato risposto che come RSU potevamo fare quello che volevamo, tanto l’Azienda è nel giusto.
Di fronte all’ennesima conferma della mancanza di volontà di dialogo, abbiamo dovuto fischiare lo sciopero. Mentre i delegati sindacali presenti in quel momento passavano tra le linee per fischiare lo sciopero, la Presidente dell’Azienda accompagnata da altre figure dirigenziali ha urlato e attaccato verbalmente alcuni componenti della Rsu, utilizzando parole ingiuriose e palesemente false contro i colleghi/e di Bcube.
Non abbiamo parole per descrivere quanto questo atteggiamento sia intollerabile e contrasti in maniera violenta con i tentativi che come Rsu Bonfiglioli in questi mesi abbiamo fatto per provare a risolvere una vertenza nata e creata unicamente dalle scelte fatte dall’Azienda: - Hanno deciso di internalizzare l’appalto senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato e senza ritenere di dover affrontare un confronto sindacale; - Hanno deciso di investire in una processo di automazione che avrebbe modificato l’organizzazione del nostro lavoro senza dare alcuna comunicazione alla Rsu e al Sindacato, programmando una riduzione dell’occupazione nel sito; - Hanno deciso di portare avanti il progetto di internalizzazione dichiarando esplicitamente di non essere tenuti a rispettare un accordo sindacale firmato esattamente con lo scopo di regolare una situazione come questa.
Se questa è l’idea di innovazione che la nostra Azienda ha in testa, più che consentirci di affrontare le grandi sfide del nostro tempo e proiettarci nel futuro, ci sta riportando dritti al 1800 e ad un modo di gestire il rapporto con i lavoratori e con il sindacato che non possiamo ritenere in alcun modo accettabile. ,
Calderara di Reno, 29 Maggio 2026
RSU Evo Bonfiglioli