Protezione Civile, si continua a morire di lavoro, si privilegiano interventi in emergenza e a rischio mentre si riduce la manutenzione ordinaria.

Ravenna -

 

 

Ieri pomeriggio Danilo Zavatta, collega della Protezione Civile, è morto sul lavoro a causa del cedimento di un ponte mentre stava collaudando la diga sul fiume Ronco in Provincia di Ravenna.

Vogliamo essere vicini ed esprimere il nostro dolore alla moglie, alla figlia e alla famiglia.

 

Il nostro dolore diventa rabbia, perché un'altra morte si aggiunge alla lunga lista di chi esce per andare a lavorare e non fa più ritorno a casa. Dall'inizio dell'anno la lista degli omicidi sul lavoro è di 596 morti, in Emilia-Romagna sono 47, una strage senza fine.

 

La sicurezza sul lavoro rimane solo sulla carta, si privilegiano interventi in emergenza in territori a rischio idrogeologico mentre si riduce sempre più la manutenzione ordinaria, mancanza di programmazione ed investimenti sull'ambiente: tutto questo mentre i lavoratori sono esposti a rischi gravi e mortali.

 

Il rispetto delle normative vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori è il principio fondamentale che ogni azienda deve perseguire a maggior ragione se il datore di lavoro è la Regione Emilia-Romagna che si appresta chiedere maggiore autonomia proprio in materie come la tutela e sicurezza del lavoro e del territorio.

 

La morte del collega della Protezione Civile dimostra che il problema della sicurezza e dell’incolumità dei lavoratori investe appieno tutto il pubblico impiego e non soltanto le categorie impegnate in attività cosiddette rischio.

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