TPER: UN UTILE DA 8 MILIONI MA CON GLI APPALTI SEMPRE AL RIBASSO

Bologna -

 

AVVIARE UN PIANO DI RIENTRO DEI SERVIZI CON L’ASSUNZIONE DEI LAVORATORI

 

Dopo l’assegnazione in proroga per la gestione del Trasporto Pubblico Locale per oltre quattro anni, Tper fa partire a raffica i bandi per la gestione in appalto di vari servizi; gare naturalmente a ribasso economico, con conseguente precarietà dei lavoratori, sempre in ostaggio dei cambi appalto delle aziende e cooperative.

A breve saranno assegnati altri appalti per settori fondamentali per la qualità del servizio come i lavori di pulimento e rifornimento degli autobus, ristorazione e le stesse biglietterie. Sull’appalto di pulizie e rifornimento la posta in gioco, tra le altre, è quella della sicurezza della movimentazione rapida dei mezzi per risparmiare “tempo e denaro”, mentre per le biglietterie sottolineiamo l’anomalia della riduzione della garanzia della fideiussione bancaria da circa un milione di euro ad appena 250 mila.

La cosa più sconcertante è l’assegnazione anche per un solo anno con la possibilità di proroga per un altro anno, questo incentiva l’utilizzo di contratti a termine, una continua precarietà per i lavoratori: Tper utilizzando appalti a breve termine peggiora così ulteriormente le condizioni dei lavoratori. Negli anni abbiamo visto molte aziende liquefarsi come il caso del crack della cooperativa Coopertone con un buco di due milioni di euro nei confronti di ATC/Tper.

La soluzione migliore dovrebbe essere quella di un piano di rientro dei servizi in appalto con l’assunzione del personale oggi esternalizzato. Per una parte di essi è stato fatto, come nel caso del servizio dei contrassegni ora gestiti direttamente da Tper.

Un piano di rientro dei servizi è possibile ed è necessario: l’andamento economico di Tper lo consentirebbe, restituendo stabilità alle lavoratrici e lavoratori e migliorando i servizi. Meglio destinare gli utili a questo tipo di investimenti piuttosto che ridistribuirli ai soci o garantire super premi a qualche dirigente.

La scelta è tra gli interessi privati e un investimento per il bene comune.

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