USB Comune di Bologna: perché scioperare il 30 ottobre.
Il riarmo ha un costo, e il conto lo stanno pagando i servizi pubblici, assieme a chi li fa funzionare.
Il Comune di Bologna non fa eccezione e le conseguenze dell'economia di guerra, delle risorse sottratte al welfare, dei salari fermi al palo mentre i costi aumentano vertiginosamente, le viviamo quotidianamente dentro e fuori i posti di lavoro.
Lavorare nei servizi pubblici del Comune di Bologna si è trasformato in un'emergenza quotidiana e mentre il Governo taglia le risorse ai territori, l'Amministrazione locale non ha il coraggio di mettere in campo misure reali per far fronte alla grave carenza di organico e migliorare le condizioni salariali delle lavoratrici e dei lavoratori. Il risultato di queste scelte è sotto gli occhi di tutti e lo viviamo direttamente come lavoratori e come cittadini. Dai Servizi Educativi ai servizi sociali fino a quelli demografici, la carenza cronica di organico impone ritmi e carichi di lavoro pesanti che non possono essere più affrontati con riorganizzazioni fallimentari e soluzioni tampone, come l'uso del lavoro straordinario per far fronte al lavoro ordinario, che mettono a rischio la sicurezza e la salute psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori e il funzionamento dei servizi stessi.
Serve un piano di assunzioni straordinario e massiccio per rilanciare i servizi pubblici e migliorare le condizioni di lavoro di chi quei servizi, ogni giorno, li fa funzionare.
Serve aumentare i salari: l’Italia è ultima in Europa per retribuzioni nel pubblico impiego e solo con gli ultimi due contratti i salari hanno perso circa il 12% del proprio valore per via del logoramento del potere d’acquisto e sono inadeguati a far fronte al costo della vita. Una condizione che chi lavora a Bologna conosce bene, una città dove viverci diventa sempre più difficile, dall'aumento del costo del trasporto pubblico a quello dell'affitto che a Bologna erode oltre il 50% dello stipendio. Il lavoro pubblico, a partire dal Comune di Bologna, è diventato un posto da cui si scappa: lo vediamo con i concorsi pubblici dove chi vince è il più delle volte costretto a rinunciare a un contratto a tempo indeterminato, soprattutto se la sede è fuori regione e il solo costo dell’affitto si mangia la metà dello stipendio.
Non possiamo restare fermi. Il rilancio dei servizi pubblici parte da noi.
Il 30 ottobre fermiamoci e aderiamo allo sciopero generale, per unire le nostre rivendicazioni insieme a quelle di milioni di lavoratrici e lavoratori e imporre misure concrete contro il carovita, il blocco dei prezzi sui beni di prima necessità, l'interruzione dei finanziamenti ai conflitti e aumenti salariali reali che restituiscano piena dignità al lavoro pubblico.
Giù i prezzi, giù le armi, su i salari: il 30 ottobre è sciopero generale.
USB Comune di Bologna