Violenza digitale a scuola: tutela delle studentesse, cultura della legalità, procedure certe

Bologna -

 

Come riportato dal Corriere di Bologna del 20 ottobre, in un liceo bolognese alcune studentesse sarebbero state vittime di una grave forma di violenza digitale. Dei fatti e delle persone coinvolte non intendiamo parlare. Intendiamo parlare del modo in cui le istituzioni rispondono a episodi di questa natura.

La prima priorità è la tutela delle ragazze: dignità, apprezzamento della denuncia, riservatezza, ascolto e sostegno educativo e psicologico. Su questo non ci sono margini di discussione.

La seconda riguarda le procedure. Secondo quanto riportato dalla stampa, un procedimento disciplinare sarebbe stato interrotto e un consiglio di classe annullato in seguito al trasferimento dello studente, per poi essere nuovamente fissato dopo le segnalazioni delle famiglie agli uffici competenti. Al di là del caso, ribadiamo un principio: le decisioni disciplinari spettano agli organi collegiali, e un procedimento avviato per fatti di questa gravità va portato tempestivamente a conclusione, affinché la giustizia (e non la lentezza o l'incertezza burocratica) rafforzi la fiducia nelle istituzioni. Il cambio di istituto non può diventare una via d'uscita, né un messaggio sbagliato per chi ha avuto il coraggio di denunciare.

La scuola deve essere uno spazio sicuro, in cui studentesse, studenti e genitori possano sentirsi tranquilli di fidarsi e affidarsi agli adulti che la abitano (dal dirigente scolastico allo staff, dai docenti al personale ATA), sapendo che a ogni segnalazione corrisponde una risposta chiara e responsabile. Serve una vera cultura della legalità: chi denuncia deve potersi sentire sicuro, sapendo che il torto sarà riparato, senza vittimizzazione secondaria e senza che la burocrazia diventi uno schermo dietro cui nascondere la correttezza delle sanzioni.

Sanzioni certe, senza incertezze, sono anche la miglior prevenzione perché non ci siano vittime successive.

La sanzione scolastica ha infatti una funzione rieducativa: è l'occasione perché chi ha sbagliato comprenda la gravità di ciò che ha fatto. Eluderla non aiuta nessuno, nemmeno chi l'ha meritata.

Quanto alla trasparenza, genitori e docenti hanno il diritto di chiedere chiarimenti, nel pieno rispetto della riservatezza dei minori. I genitori devono potersi sentire tranquilli nel rivolgersi agli uffici scolastici regionali e territoriali. Riteniamo un'espressione di sano atteggiamento democratico che le famiglie abbiano inviato delle segnalazioni all'ufficio scolastico preoccupandosi dei propri figli e di quelli degli altri. 

A questi uffici spetta il compito di vigilare e di rispondere ai cittadini che si rivolgono a loro. Da quanto riferito dalle stesse famiglie, le risposte finora ricevute si limitano a escludere ogni criticità, senza illustrare quali verifiche siano state svolte e con quali esiti, e invitano a non diffondere informazioni. Una risposta che non spiega non rassicura, e rischia di spingere al silenzio proprio chi ha avuto il coraggio di parlare.

Chiediamo invece che, nei limiti della riservatezza dovuta ai minori, si illustrino le procedure verificate e le ragioni delle conclusioni raggiunte. Qualunque sia l'esito degli accertamenti, questo diritto non va scoraggiato né presentato come condotta scorretta, perché la corresponsabilità educativa si costruisce incoraggiando il confronto e la segnalazione, non inducendo al silenzio.

Chiediamo dunque che l'ufficio scolastico vigili sulle procedure e sulle relative tempistiche e risponda alle famiglie con spiegazioni puntuali sulle verifiche svolte, affinché le procedure siano completate in tempi congrui e le sanzioni siano adeguate a quanto commesso; che gli organi collegiali possano esercitare le proprie competenze; che nella comunità scolastica si apra uno spazio di educazione all'uso delle tecnologie e al rispetto della dignità della persona.

Siamo vicini alle studentesse colpite e alle loro famiglie, alle quali possiamo dire che non sono sole, che la loro dignità viene prima di ogni procedura burocratica e che il coraggio di chiederne la tutela è un valore per l'intera comunità scolastica. 

Continueremo a sostenere, per quanto di nostra competenza, la richiesta di risposte chiare e tempestive.

Unione Sindacale di Base Scuola Bologna